Era il settembre del 2025, esattamente un anno fa, quando a Torino venne lanciato l’appello "Mai più per nessuno", un documento nato dalla convergenza tra credenti di diverse fedi — ebrei, musulmani, cattolici, protestanti e buddisti. L'obiettivo era chiaro: prendere una posizione ferma e condivisa di condanna di ogni violenza, ponendo la tutela dell'essere umano come condizione fondamentale per ogni futuro dialogo tra ebrei e palestinesi, di fronte alla drammatica emergenza umanitaria a Gaza e in Cisgiordania.
A distanza di un anno, dopo un percorso di confronto aperto alla cittadinanza, quell'impegno si traduce in un’iniziativa sul campo. La Chiesa Valdese e il Gruppo di Studi Ebraici, insieme agli altri firmatari dell’appello, hanno scelto di sostenere attivamente Clean Shelter, un’organizzazione no-profit registrata in Germania e fondata nel gennaio 2024 da due donne residenti a Berlino: la palestinese Seba Abu-Daqa e l'israeliana Tom Kellner.
Il progetto nasce per rispondere alla crisi igienico-sanitaria nella Striscia di Gaza, offrendo sostegno diretto agli sfollati, con un’attenzione particolare alle esigenze quotidiane e alla dignità delle donne.
Torino laboratorio di dialogo
Dal 30 settembre al 2 ottobre 2026, le due fondatrici di Clean Shelter sono a Torino per far conoscere per la prima volta in Italia la loro esperienza e raccogliere adesioni.
Proprio il primo cittadino, Stefano Lo Russo, ha sottolineato il ruolo storico di Torino di fronte alle grandi crisi umanitarie e sociali: "Viviamo tempi non semplici, segnati da messaggi d’odio, ed è per questo che la storia di Torino va difesa e preservata: è sempre stata una città capace di accogliere chi cercava una vita migliore, facendo delle differenze un valore. Oggi non basta più indignarsi, serve una mobilitazione collettiva e un’azione politica concreta che occupi lo spazio pubblico, a partire dalla riqualificazione delle nostre periferie, perché in politica il vuoto non esiste".
Il programma degli incontri
Il programma è stato presnentato oggi nella Sala Carpanini di Palazzo Civico e vede il patrocinio della Città. Oltre al sindaco sono intervenuti i rappresentanti del comitato promotore: Sarah Kaminski per il Gruppo di Studi Ebraici, Dharmapala (Claudio Torrero) per Interdependence, il teologo cattolico Don Ermis Segatti e il pastore Francesco Sciotto per la Chiesa Valdese. A seguire, Abu-Daqa e Kellner hanno illustrato le attività di assistenza avviate sul territorio gazzawo.
Il legame di Torino con la Palestina è avvenuto anche durante Terra Madre. A Palazzo Carignano, il sindaco Lo Russo ha incontrato una delegazione di amministratori palestinesi della Cisgiordania composta da Hanna Hanania (sindaco di Betlemme), Vladimair Kharoufeh (sindaco di Beit Jala) e Salem Gheouf (sindaco di Gerico).
"I sindaci mi hanno ringraziato a nome delle loro comunità per la vicinanza dimostrata dalla città, lanciando un appello chiaro: 'Non lasciateci soli'", ha riferito Lo Russo. "Oltre alla tragedia di Gaza, c'è una situazione gravissima proprio in Cisgiordania, dove la legittimazione dei coloni da parte del governo Netanyahu è sotto gli occhi di tutti".
Giovedì 1° ottobre il percorso di sensibilizzazione farà tappa al Liceo Piero Gobetti e al Campus Luigi Einaudi dell’Università di Torino, per incontrare studenti e giovani e promuovere una cultura della cooperazione e della solidarietà oltre i confini del conflitto.
Una rete per l'aiuto umanitario
L'iniziativa vede la collaborazione di diverse realtà del territorio: Chiesa Valdese, Gruppo di Studi Ebraici, Interdependence, Centro Sereno Regis, Movimento Internazionale Riconciliazione e Movimento Nonviolento (MIR – MN) Piemonte, con l’adesione della sezione ANPI "Nicola Grosa" di San Salvario e il patrocinio del Comune di Torino.









