Dalle stalle del Novarese e del Cuneese, dai frutteti ai piedi delle vallate alpine, dai vigneti delle Langhe e del Monferrato, cambiano i prodotti, i territori e i processi produttivi ma il principio alla base della filiera corta cooperativa piemontese è sempre lo stesso. Mettere insieme le forze per valorizzare il lavoro degli agricoltori e rendere più diretto e riconoscibile il rapporto con i consumatori.
È questo il filo conduttore del progetto “La filiera cooperativa - Filiera di eccellenza”, che ha riunito sette cooperative dei comparti lattiero-caseario, ortofrutticolo e vitivinicolo, con Gestcooper nel ruolo di capofila. Un percorso raccontato da Piacere Piemonte, progetto della federazione agricola di Confcooperative Piemonte e Gestcooper, che ha fatto emergere le caratteristiche della filiera corta e del sistema cooperativo piemontese.
Comparti diversi ma valore condiviso
Nel comparto lattiero-caseario, la Latteria Sociale di Cameri e Piemonte Latte mostrano quanto è importante costruire una filiera attorno alla materia prima.
A Cameri, una storia cooperativa iniziata nel 1914 tiene insieme allevatori, trasformazione e produzione casearia: il latte dei soci diventa Gorgonzola DOP, Taleggio DOP, Toma DOP attraverso una lavorazione che continua a puntare sull'artigianalità. Piemonte Latte, invece, aggrega circa 300 allevatori e coordina una materia prima che deve muoversi rapidamente. Dalla stalla al caseificio, il latte è raccolto, controllato e tracciato, permettendo anche alle aziende più piccole di inserirsi in una rete strutturata.
La filiera ortofrutticola è stata raccontata attraverso Joinfruit e Lagnasco Group, due realtà che fanno della dimensione collettiva uno strumento per organizzare produzioni importanti per l'agricoltura piemontese. Joinfruit riunisce 250 soci che lavorano a molte produzioni, tra le quali la mela occupa un ruolo centrale accanto a pesche, nettarine, susine, piccoli frutti e ortaggi. Per la cooperativa, accorciare la filiera significa anche ridurre una distanza “emotiva”, spiegando al consumatore cosa c’è dietro un prodotto e come arriva sulla sua tavola.
Lagnasco Group mette in rete oltre 250 produttori, seguendo la frutta dalla raccolta alla selezione, dalla conservazione fino alla commercializzazione e alla trasformazione. Mele, Ramassin, pesche, kiwi, mirtilli e altre produzioni raccontano un territorio nel quale la cooperazione è un valore fondamentale per valorizzare meglio il raccolto e generare valore per la comunità.
Il terzo comparto raccontato è quello vitivinicolo, con Cantina Clavesana, Terrenostre e Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli. Tre storie cooperative nate in territori differenti ma unite dalla stessa scelta, quella di raccogliere le uve dei soci, trasformarle e restituire valore ai viticoltori.
A Clavesana la cooperazione lega circa 150 soci, custodi di vigne storiche dal Dolcetto e Dogliani DOCG fino all'Alta Langa. A Cossano Belbo, Terrenostre con i suoi 100 soci contribuisce a mantenere viva anche la viticoltura dei sorì, i versanti più impegnativi delle Langhe. Nel Monferrato astigiano, Barbera dei Sei Castelli riunisce circa 250 viticoltori attorno alla Barbera d'Asti e al Nizza DOCG, facendo della qualità delle uve e del presidio delle colline due elementi centrali del proprio modello cooperativo.
Territori e prodotti anche a Terra Madre
Dopo aver attraversato idealmente il Piemonte attraverso le sue cooperative, il racconto è diventato esperienza concreta a Terra Madre 2026.
Il 26 settembre, nello spazio Atelier dei Sapori della Camera di commercio di Torino, in Piazza Carlo Alberto, l'evento “La Filiera Cooperativa: una filiera per sapori di eccellenza” ha riunito i tre comparti in una degustazione guidata aperta al pubblico.
Formaggi, produzioni frutticole e vini sono diventati il punto di partenza per raccontare ciò che viene prima dell'assaggio. Insieme ai prodotti, infatti, sono state le testimonianze dei rappresentanti delle cooperative a dare valore aggiunto all'incontro, permettendo al pubblico di confrontarsi direttamente con chi quelle filiere le vive ogni giorno.
La degustazione ha restituito in modo concreto uno degli obiettivi del progetto: avvicinare produttori e consumatori, facendo conoscere non solo le caratteristiche di ciò che arriva in tavola, ma anche la rete di persone che lo rende possibile.
“Per farla breve”: la filiera corta piemontese raccontata in un podcast
Le puntate del podcast hanno dato voce alle cooperative e ai loro protagonisti, portando il pubblico dentro i luoghi e le dinamiche della produzione agricola. Ma il racconto ha coinvolto anche i consumatori, partendo dalle domande rivolte direttamente alle persone per far emergere curiosità, dubbi e percezioni legate ai prodotti e alle filiere.
Il risultato è stato un dialogo tra chi produce e chi acquista pensato per spiegare con un linguaggio accessibile che cosa succede prima che un alimento arrivi sulla tavola.
“Per Farla Breve” è disponibile su Spotify, Apple Podcasts e Amazon Music.
L'esperienza della filiera corta ha mostrato soprattutto quanto realtà molto diverse possano riconoscersi in valori comuni. La cooperazione permette di condividere strutture, competenze e opportunità, ma anche di dare più forza alle aziende più piccole, mantenere vive le aree rurali e rendere più chiaro al consumatore il percorso dei prodotti.
Il progetto si conclude, ma restano le relazioni costruite tra le cooperative e un racconto che continua.







