Attualità - 02 ottobre 2026, 13:25

"Fermiamo insieme l'Avigliana-Orbassano": domani la marcia popolare da Sant'Ambrogio

L’Unione Montana Valle Susa invita la cittadinanza, gli amministratori e le associazioni a partecipare

"Fermiamo insieme l'Avigliana-Orbassano": domani la marcia popolare da Sant'Ambrogio

Dopo l’incontro pubblico del 17 settembre, l’Unione Montana Valle Susa chiama il territorio a mobilitarsi contro il progetto ferroviario della tratta Avigliana-Orbassano. Sabato 3 ottobre si terrà la marcia popolare “Fermiamo insieme l’Avigliana-Orbassano”: il corteo partirà alle 14 da piazza del Municipio a Sant’Ambrogio e arriverà in piazza del Popolo ad Avigliana.

La manifestazione è la seconda tappa del percorso di informazione e partecipazione avviato dall'Unione Montana per analizzare il nuovo progetto e valutarne il reale impatto sul territorio. 

«Abbiamo espresso la più ferma contrarietà a questo progetto e continueremo a farlo in ogni sede istituzionale - ha dichiarato il presidente dell’Unione Montana Valle Susa Pacifico Banchieri - Sabato chiediamo a tutte e tutti di esserci, per far sentire la voce della Valle. L’Avigliana-Orbassano è un’opera senza fondamento: si chiede di spendere 3 miliardi di euro per un servizio ferroviario immaginato nel 2008, che nessuno ha mai chiesto e che nessuno ha intenzione di finanziare. Abbiamo chiesto alla Regione di discutere il modello di esercizio, cioè l’unica ragione per cui quest’opera dovrebbe esistere, e di rimettere in discussione la localizzazione del tracciato. Su entrambi i fronti siamo rimasti inascoltati e quel tavolo non è mai stato aperto. Quando un progetto non regge al confronto, la scelta è di evitarlo. Noi invece il confronto lo vogliamo, e sabato lo porteremo in strada. La Valle di Susa ha bisogno di treni che arrivano, di collegamenti per chi studia e lavora, non di cantieri infiniti che consumano territorio e risorse pubbliche».

La bretella resta inoltre un tratto isolato. Per la Bussoleno-Avigliana non esiste un progetto, la Orbassano-Settimo è ancora solo un’ipotesi e, sul versante francese, le tratte di accesso non sono previste prima del 2040.

Il quadro si inserisce in quello, più ampio, della Torino-Lione: dopo oltre vent’anni di cantieri, lo scavo delle canne principali del tunnel di base è fermo al 18%, mentre il costo dell’opera è cresciuto ben oltre le stime iniziali, tanto che per completarla si cercano nuovi finanziamenti, anche privati. Negli stessi anni Torino non è ancora riuscita a completare la sua prima e unica linea di metropolitana. Quali sono, allora, le vere priorità di investimento sulle infrastrutture? Un tema che, secondo l’Unione Montana Valle Susa, dovrebbe far interrogare la politica nazionale e locale.

L’appuntamento è aperto a tutte e tutti: cittadini, famiglie, associazioni e amministratori dei comuni della Valle di Susa e dell’intera area metropolitana interessata dal tracciato.

comunicato stampa

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