Diciassette appuntamenti per raccontare la musica come luogo di incontro. Si intitola "Mondi, Culture, Musiche" la rassegna con cui Sistema Musica celebra i trent'anni del Centro Interculturale di Torino. Dal 13 ottobre al 23 dicembre, concerti e percorsi d'ascolto porteranno in alcuni dei principali luoghi culturali della città repertori e tradizioni provenienti da Europa, Africa, Asia e Americhe, con diversi appuntamenti a ingresso gratuito.
Il cartellone nasce dalla collaborazione con le istituzioni musicali socie di Sistema Musica e declina la musica classica al plurale, senza confini stilistici e geografici. Dal patrimonio rumeno riletto attraverso Bartók ed Enescu al tango di Piazzolla, dalle metropoli sonore al confronto fra musica europea e tradizioni africane, ogni progetto racconta la musica come scambio, contaminazione e cittadinanza.
Tra i titoli in programma ci sono Danze Rumene, LiberTango, Metropoli Sonore, Voci in dialogo, Un Vespro andino, Bridges of sound, Un'ode all'umanità, Play&Run, L'Africa di J.S. Bach e Uno strumento migrante: la fisarmonica, accanto alle proposte dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e del Teatro Regio. Il programma coinvolge l'Associazione De Sono, Lingotto Musica, OMI - Opera Munifica Istruzione, Unione Musicale, Orchestra Filarmonica di Torino, EstOvest Festival, Accademia Maghini, Accademia Corale Stefano Tempia, Polincontri e CFM, oltre a Teatro Regio e OSN Rai.
La rassegna sarà diffusa in diversi luoghi: il Conservatorio, il MAUTO, il Coro di Santa Pelagia, il Teatro Vittoria, il Polo del '900, Palazzo Barolo, l'Auditorium Rai, il Piccolo Regio Giacomo Puccini, Casa Teatro Ragazzi e Giovani e il Politecnico. Un calendario che invita pubblici diversi a riconoscere nella musica un linguaggio comune, capace di superare confini geografici, generazionali e sociali.
A spiegare il senso del progetto è l'assessora alla Cultura Rosanna Purchia: "Mai come in questo momento questa rassegna ha una valenza sociale quanto mai necessaria. Solo Torino ci poteva arrivare". L'idea, ha ricordato Purchia, è nata da una domanda: che cosa potevamo fare di più visibile per il nostro sistema, senza limitarci a riunioni e comunicazioni? Dalla suggestione dei direttori artistici è nato un percorso annuale legato alla storia di Torino: dopo il Museo Egizio e la Resistenza, quest'anno il focus è su musica e culture.
La dirigente responsabile del Centro Interculturale della Città di Torino, Chiara Bobbio, ha ricordato il valore del presidio in un quartiere non ricco di altri spazi culturali. Una struttura, quella di corso Taranto 160, che crea un dialogo continuo con i cittadini, con un target interculturale che trova in questo luogo un'accoglienza fatta di spazi aperti, bambini e vita che dura tutto l'anno. "Da questo percorso nasce l'iniziativa Mondi Culture e Musiche. Un progetto che racconta questo dialogo tra musiche e realtà diverse, che insieme sanno creare un proficuo scambio di relazioni".
Torna la Card Armonia
Accanto alla rassegna, torna la Card Armonia. Per la stagione 2026/27 la gestione è curata da Fondazione per la Cultura, mantenendo la formula già sperimentata. Dal 6 ottobre 2026 al 31 maggio 2027 sarà possibile acquistare il carnet a 60 euro per tre spettacoli. Ciascuno dei 500 carnet emessi da Sistema Musica sarà valido per tutta la stagione, fino ad esaurimento. Aderiscono all'iniziativa Accademia Corale Stefano Tempia, Accademia Maghini, Fondazione Unione Musicale ETS, Lingotto Musica, Orchestra Filarmonica di Torino, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e Teatro Regio Torino.
Il presidente di Fondazione per la Cultura Alessandro Isaia ha spiegato che alla vendita online della Card Armonia si affianca da quest'anno la possibilità di chiedere informazioni in un punto fisico, l'infopoint in piazza Palazzo di Città 5/A.
Una scelta in controtendenza, ha sottolineato, che dimostra quanto i luoghi fisici restino necessari. "Anche se l'evoluzione va verso la digitalizzazione, il contatto tra esseri umani continua a essere fondamentale. La rassegna di eventi dimostrano come Torino sappia offrire qualsiasi tipo di strumento per accrescere il proprio bagaglio culturale", ha spiegato il presidente Isaia.
A chiudere la lettura critica del cartellone è il professor Jacopo Tomatis, musicologo di UniTo, che si è soffermato sul linguaggio usato per raccontare l'incontro tra musiche.
Il professore ha infatti notato come nel programma non compaia mai la parola "contaminazione", un termine che a suo giudizio veicola un'idea pericolosa, quella di una cultura pura contrapposta a una contaminante: "Dentro il programma, invece, ci sono tanti incontri tra culture diverse, la fisarmonica che incontra metropoli e persone differenti. Servirà a farci riflettere sul come parliamo di musica e culture", ha concluso.









