Che cosa significa davvero essere sani? La risposta più immediata è semplice: non avere malattie. Esami nella norma, nessun dolore, un corpo che funziona. È certamente una parte essenziale della salute, ma non la esaurisce. Già nel 1948 l’Organizzazione Mondiale della Sanità propose una definizione destinata a cambiare radicalmente il nostro modo di guardare alla persona: la salute come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente come assenza di malattia o infermità. Una definizione ambiziosa, certamente, ma ancora oggi capace di ricordarci un principio fondamentale: curare un essere umano significa considerarlo nella sua interezza.
Corpo e mente, infatti, non abitano mondi separati. Un dolore persistente può modificare l’umore, condizionare le relazioni e ridurre la qualità della vita. Allo stesso modo, una sofferenza psicologica può manifestarsi attraverso il corpo, alterando il sonno, l’appetito e perfino la percezione del dolore. E poi esiste la dimensione sociale: gli affetti, le relazioni, il sentirsi accolti e riconosciuti. Tutti elementi che contribuiscono, insieme, a determinare il nostro benessere. È all’interno di questa visione che, a mio avviso, deve essere letta anche la chirurgia plastica. Considerarla esclusivamente una medicina dell’apparenza significa fermarsi alla superficie. In molti casi essa ricostruisce ciò che una malattia, un trauma o una malformazione hanno compromesso; in altri può aiutare una persona a riconciliarsi con la propria immagine.
Pensiamo alla ricostruzione mammaria dopo una mastectomia. Il gesto chirurgico restituisce una forma, ma il suo significato può andare molto oltre: può accompagnare una donna nel recupero della propria immagine corporea dopo l’esperienza della malattia. Lo stesso accade nella correzione degli esiti di un incidente, di una cicatrice importante o di alterazioni che compromettono contemporaneamente funzione ed estetica. È in questo spazio, tra corpo e percezione di sé, che colloco ciò che definisco “Chirurgia dell’Anima”: non la pretesa che un bisturi possa guarire le sofferenze interiori, ma la consapevolezza che intervenire sul corpo può, in persone adeguatamente selezionate e con aspettative realistiche, avere conseguenze positive anche sul benessere psicologico e sulla qualità della vita.
Questo vale, con le necessarie cautele, anche per la chirurgia estetica. Non ogni insoddisfazione deve diventare un intervento e non esiste una procedura capace di risolvere automaticamente insicurezze, fragilità o difficoltà relazionali. La chirurgia può modificare un corpo; non può promettere una nuova vita. Proprio per questo il colloquio con il paziente è parte integrante della cura. Comprendere perché una persona desideri cambiare un aspetto di sé, quali siano le sue aspettative e quale significato attribuisca a quel cambiamento è importante quanto discutere tecnica chirurgica, rischi e risultati possibili. Talvolta il compito del medico è operare. Altre volte è spiegare, accompagnare o persino suggerire di non farlo.
La salute, in fondo, non è una fotografia immobile né una perfezione da conquistare una volta per tutte. È un equilibrio dinamico tra corpo, mente, relazioni e percezione di sé. La medicina contemporanea ha strumenti sempre più sofisticati per curare il corpo, ma non dovrebbe mai dimenticare la persona che quel corpo abita. È forse questo il significato più autentico del prendersi cura: non limitarsi a domandare dove faccia male, ma cercare di comprendere come una persona stia vivendo. Perché si può guarire una ferita senza aver ancora restituito benessere. E si può intervenire su una forma senza dimenticare che, dietro quella forma, c’è sempre una storia.
Luca Spaziante
Chirurgo Plastico
Dirigente Medico SCU Chirurgia Plastica Ricostruttiva - AOU Città della Salute e della Scienza, Coordinatore degli ambulatori di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica - GVM Clinica Santa Caterina, Torino, Direttore Scientifico - Art Beauty Clinic, Membro del Comitato Tecnico Scientifico - ACTO Italia e ACTO Piemonte.
CHI AVESSE PIACERE DI RICEVERE UNA COPIA DEL LIBRO “CHIRURGIA DELL’ANIMA: OLTRE LA FORMA VERSO L’ESSENZA” PUO’ PRENOTARE UN INCONTRO CON IL DOTTORE IN UNO DEI SUOI STUDI INVIANDO UN WHATSAPP AL NUMERO 333.352.81.25





