Attualità - 04 ottobre 2026, 08:52

Marcia in Valle di Susa contro la Torino-Lione. Banchieri: "Ora il progetto va rimesso in discussione"

Oltre cinquemila persone hanno sfilato da Sant'Ambrogio ad Avigliana per chiedere lo stop alla tratta nazionale

Un momento della manifestazione

Un momento della manifestazione

​Oltre cinquemila persone hanno sfilato da piazza del Municipio a Sant'Ambrogio fino a piazza del Popolo ad Avigliana per la marcia popolare "Fermiamo insieme l’Avigliana-Orbassano", promossa dall'Unione Montana Valle Susa.

 Alla mobilitazione hanno preso parte sedici amministratori locali e il sindaco francese Roland Borghi di L'Isle d'Abeau, insieme a associazioni, cittadini, giovani, pendolari e famiglie.
​

Una mobilitazione trasversale per le opere utili
​

La partecipazione è stata definita ampia e plurale, lontana dalle appartenenze politiche. L'obiettivo comune è chiedere un utilizzo responsabile del denaro pubblico, indirizzandolo verso infrastrutture di trasporto pubblico locale realmente necessarie.
​Durante la manifestazione, il presidente dell'Unione Montana Pacifico Banchieri ha preso la parola per ribadire la posizione del territorio:
​"Oggi la Valle di Susa ha parlato con una voce sola, civile e determinata, ha dichiarato. Una politica di trasporti seria costruisce opere e servizi davvero utili, per i collegamenti che possano favorire chi studia e lavora, per un uso responsabile del denaro pubblico. Questo progetto è contro il bene comune, sia del nostro territorio che del Paese. È venuto il momento di rimetterlo in discussione. Il confronto che da anni viene negato nelle sedi istituzionali ora è ineludibile. Oggi lo abbiamo portato in strada, ma torneremo nelle istituzioni. Governo, Regione Piemonte e Città di Torino si aprano alle istanze dei cittadini e dei territori"
 

​Ritardi e costi fuori controllo
 

​Il comunicato evidenzia diverse criticità legate all'opera. Sul fronte dei tempi, a distanza di venticinque anni è stato scavato appena il diciotto per cento delle gallerie ferroviarie, pari a ventuno chilometri, esclusivamente sul versante francese. Sul lato italiano, nel cantiere di Chiomonte attivo dal 2011, non risultano attività di scavo in corso.
​Anche la spesa economica registra rincari rilevanti: il tunnel di base, stimato inizialmente a cinquemila duecento milioni di euro, ha raggiunto un costo previsto di quattordici miliardi e settecento milioni, con una spesa complessiva che sale a sedici miliardi e cento milioni considerando le spese preliminari. Parallelamente, il progetto della tratta Avigliana-Orbassano è passato da un miliardo e settecento milioni a oltre tre miliardi.
 

​Finanziamenti e previsioni di traffico
 

​Le garanzie finanziarie europee coprono meno dell'undici per cento della spesa complessiva e l'Unione Europea ha escluso coperture totali, mentre il traffico transfrontaliero si mantiene inferiore a un terzo della capacità della linea esistente. Le previsioni sulla tratta nazionale e sui collegamenti locali risultano secondo i promotori disallineate rispetto alla programmazione regionale e alle reali esigenze dei pendolari.
​Dal punto di vista locale, i cantieri comporterebbero disagi viabilistici sulle strade statali ventiquattro e venticinque e criticità per il collegamento ferroviario Bussoleno-Susa. La richiesta finale al Governo, alla Regione Piemonte e alla Città di Torino è di riconsiderare la destinazione dei fondi, valutando investimenti alternativi per la mobilità metropolitana e locale.
 

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU