Cavalleria rusticana, Iris, Pagliacci e La bohème: giovedì 15 ottobre il Teatro Regio inaugura la sua stagione 2026/27, intitolata Fatale, con il Festival Verismo. Una tetralogia inedita in scena dal 15 ottobre al 22 novembre: a dirigere i quattro titoli il Direttore musicale Andrea Battistoni, mentre le regie sono firmate da Daniele Menghini e Francesco Micheli.
I commenti
"Sono contento di essere qui - ha detto il sindaco Stefano Lo Russo, qui nella veste di Presidente della Fondazione Teatro Regio - per presentare questo festival, che si inserisce nel complesso della stagione. Dopo il lungo commissariamento, il Regio gode di grande salute dal punto di vista artistico e lo fa con un'armonia totale in sede di Consiglio d'Indirizzo".
"Il Teatro - ha proseguito il primo cittadino - ha avuto capacità di consolidare la sua reputazione a livello nazionale e internazionale, garantendo prospettive crescita. Ringrazio poi i lavoratori del Regio, che hanno affrontato anni complessi: senza di loro oggi non saremmo qui, con numeri sui biglietti ed abbonamenti incoraggianti".
Epicentro della stagione
Il via ufficiale sarà quindi il 15 ottobre, con le nuove produzioni di Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Il ciclo prosegue fino al 22 novembre con La bohème di Leoncavallo e Iris di Mascagni, per in totalità di 22 recite. "Il Festival Verismo - ha spiegato il Sovrintendente Mathieu Jouvin - è l'epicentro della nuova stagione, un programma attraverso il quale esplorare la dinamica tra la libertà dell'individuo e l'ineluttabilità del destino".
I numeri
Jouvin ha ricordato come Intesa Sanpaolo da 15 anni sostenga il Regio: grazie all'impegno dalla banca verranno messi a disposizione 180 biglietti gratis, a partire dalle 18 del 13 ottobre, per la serata dell'Anteprima Giovani per Cavalleria Rusticana. Per dare un'idea della portata del Festival, sul palcoscenico e dietro le quinte di muovono complessivamente 120 persone tra cast, figuranti insieme agli 80 artisti del coro e 30 giovani del Coro di voci bianche. Ai due team di regia per le prove si aggiungono circa 100 professori d'Orchestra e 95 tecnici e addetti.
Numeri che raccontano solo una parte del lavoro. Le scene sono state costruite e dipinte nei laboratori del Regio, i costumi realizzati appositamente e gli allestimenti trasportati progressivamente in Teatro. Per Iris sono stati prodotti a mano più di 150 girasoli, decine di origami e un grande fiore animatronico; per Cavalleria Rusticana le scenografie sono interamente in legno. Nella Bohème, invece, alcune grandi pareti vengono ancora mosse a mano dai macchinisti.







