Dopo il via allo sgombero dell'ex depositeria, dove si trovano 900 auto abbandonate da tempo, Nichelino sana un'altra ferita, chiudendo a distanza di quasi 20 anni l’esperienza del campo nomadi di via Santhià. L’area, dove vivevano una cinquantina di persone, la metà delle quali minorenni, è stata lasciata spontaneamente dalle famiglie presenti.
L'intervento di Carabinieri, Polizia locale e Cisa 12
Le operazioni di sgombero sono state coordinate dal Comune con il coinvolgimento dei servizi sociali del Cisa 12, dei Carabinieri e della Polizia locale. Da tempo il campo versava in condizioni di forte degrado e precarietà. Le famiglie vivevano senza acqua corrente e senza fornitura di gas, arrivando a recuperare l’acqua anche dal vicino torrente Sangone. Nell’area erano presenti rifiuti, cumuli di macerie, vecchie roulotte, carcasse di veicoli e diverse strutture abusive.
La situazione era stata segnalata anche dalle autorità sanitarie. Lo scorso giugno, dopo un sopralluogo, l’Asl aveva disposto lo sgombero del campo per motivi igienico-sanitari.
Barriere in cemento per evitare nuovi insediamenti

Con la partenza delle famiglie si apre ora una nuova fase: quella della pulizia e della bonifica dell’area. Gli interventi prevedono la rimozione delle roulotte e delle case mobili, lo smaltimento dei veicoli abbandonati e la raccolta dei rifiuti accumulati nel corso degli anni.
Per scongiurare nuovi insediamenti, il tratto terminale di via Santhià, in direzione del Sangone, è stato infine chiuso attraverso il posizionamento di barriere in cemento.
"Una notizia meravigliosa: finalmente restituiamo alla Città l’area di via Santhia", ha commentato l'assessore alle Politiche sociali Paola Rasetto, che ha fatto un sopralluogo insieme al sindaco Giampiero Tolardo.





