Oltre 700 realtà commerciali affacciano sul cantiere eterno della linea 1. Un migliaio se si guarda all'intero asse. Ventimila persone che gravitano attorno al tratto di corso Francia. Un'economia - con le sue comunità - che si disgrega per i lavori in superficie di un'opera che rischia di rimanere un'altra grande incompiuta del territorio. Ma che il 10 ottobre proverà a ricompattarsi.
È proprio guardando all'indotto economico che si prepara per sabato la manifestazione "Uniti per la metro", ma, specificano gli organizzatori, senza strumentalizzazioni politiche.
"Si tratta del momento più importante per l'area ovest degli ultimi 30 anni". A dirlo è il sindaco di Collegno, Matteo Cavallone. E serve accelerare: "Sette anni di cantiere per un'opera che aspettiamo da anni. Da quattro mesi abbiamo saputo del fallimento, da tre mesi chiediamo risposte. Non possiamo far passare altri giorni", aggiunge Alessandro Errigo, sindaco di Rivoli, uno dei comuni più coinvolti da questo stallo.
L'incompiuta da 70 milioni
Un’attesa che dura da tre mesi da quando le istituzioni locali avevano inviato una richiesta formale a Roma per ottenere i 34 milioni di euro indispensabili a completare l'estensione verso Cascine Vica.
Nel frattempo il fabbisogno economico è lievitato fino a toccare i 70 milioni di euro: le stime aggiornate da Palazzo Civico indicano infatti che serviranno circa 40 milioni soltanto per riassegnare i lavori civili ancora incompiuti e altri 30 milioni per far fronte agli extracosti maturati dalle aziende coinvolte.
A metà di luglio i giudici del Tribunale fallimentare di Roma hanno bocciato il piano di concordato proposto dalla Ici, la ditta capofila del cantiere ad ovest. Una notizia che ha paralizzato il prolungamento fino a Cascine Vica: un'opera che le comunità locali attendono dal 2017 e per la quale era stata inizialmente promessa la consegna entro il 2024.
Un territorio unito per far ripartire i cantieri
Davanti a questo scenario di stallo, la Zona Ovest ha deciso di rispondere compatta. Oltre ai sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli l'iniziativa si estende a rappresentanze dei lavoratori (CGIL Zona Ovest, CISL Torino Nord Ovest, UIL Piemonte) e del mondo produttivo (CNA, Confesercenti, Coldiretti e Ascom Confcommercio).
C'è chi propone un distretto del commercio focalizzato sulle realtà economiche afferenti il cantiere per aiutarle a superare l'impasse. Ma serve accelerare sui fondi. Sbloccare i cantieri fino a Cascine Vica e porre fine ai disagi su corso Francia.
"Ci sono attività commerciali che affrontano quotidianamente il rischio di chiusura a causa della drastica riduzione dei flussi e della mancanza di parcheggi - spiega Cavallone -. Chiediamo che il Governo eroghi le risorse necessarie e che InfraTo intervenga con tempestività per restituire la viabilità in superficie. Trattandosi di fondi ordinari già saturati per i prossimi anni, serve un intervento politico mirato attraverso un emendamento nella prossima Legge di Bilancio".
"È indispensabile accendere un faro a livello istituzionale - aggiunge Errigo, sindaco di Rivoli -: Serve un'unione di intenti a tutti i livelli per superare una paralisi burocratica e normativa. Auspichiamo il commissariamento dell'opera per garantire poteri straordinari, lo stanziamento di nuove risorse e lo sblocco dei fondi già disponibili per liberare subito le strade. Poi via al prolungamento fino a Rivoli, essenziale per un territorio carente di stazioni ferroviarie e servito da linee autobus ormai datate".
"Circa diecimila residenti di Grugliasco si trovano a meno di un chilometro dalle future fermate della metropolitana - sostiene Emanuele Gaito, sindaco di Grugliasco - rappresentando un bacino di popolazione decisamente consistente. Per la nostra comunità la priorità assoluta è la chiusura dei cantieri e l'entrata in funzione della linea, un'infrastruttura strategica per l'intera Zona Ovest".






