Attualità - 09 ottobre 2026, 07:30

Dalle panchine ai parchi giochi: la Circoscrizione 6 vuole vietare l'alcol in strada 24 ore su 24

La proposta chiede di modificare il Regolamento di Polizia Urbana e introdurre nuove misure e controlli per i minimarket

La proposta chiede di modificare il Regolamento di Polizia Urbana

La proposta chiede di modificare il Regolamento di Polizia Urbana

La Circoscrizione 6 chiede al sindaco un divieto assoluto H24 di consumo di alcol in strada. Non solo in Barriera di Milano ma su tutto il territorio di Torino. 

Basta bottiglie sui marciapiedi, panchine trasformate in dormitori e parchi giochi occupati. È questa la richiesta del vicepresidente della sesta Circoscrizione e capogruppo di Forza Italia Luciano Speranza. Un'interpellanza al sindaco – votata da tutta la maggioranza, con l'opposizione astenuta – che vuole archiviare le vecchie fasce orarie. Per Speranza sono parziali e insufficienti, non reggono più davanti a quella che definisce un'emergenza insostenibile.

Liti, risse e degrado

Il quadro descritto è quello che i residenti segnalano da mesi: lattine, vetri rotti lasciati sui marciapiedi e nei cestini stracolmi. Liti, risse e disordine legato all'alterazione da alcol. Ma anche intere aree verdi, giardini e scivoli per i bambini ogni giorno sovraffollati da persone in stato di ebbrezza. "Un'occupazione che impedisce a famiglie, minori e anziani di usare gli spazi comuni e fa crollare la sicurezza percepita", spiega Speranza.

Minimarket nel mirino

Nel mirino ci sono soprattutto i minimarket, indicati come veri catalizzatori di degrado. Secondo la Circoscrizione sono il canale principale dove rifornirsi di alcol a basso costo per poi consumarlo subito lì, sugli scalini del negozio o sulla panchina davanti.

"L'idea è quella di sradicare un fenomeno ormai intollerabile – dice Speranza–. Quello dei parchi giochi e delle panchine pubbliche trasformate giorno e notte in veri e propri dormitori a cielo aperto. Un degrado che non resta da solo, perché attira consumatori di droga e prostituzione, mentre davanti ai minimarket il consumo è ormai fuori controllo".

Divieto suolo pubblico, tranne i dehor

La richiesta al sindaco è secca e strutturale. Si chiede di modificare il Regolamento di Polizia Urbana e arrivare a un divieto H24 di alcol su suolo pubblico – strade, piazze, marciapiedi, banchine, aree verdi – con una sola eccezione: i dehors regolarmente autorizzati per la somministrazione. E per farlo rispettare, sanzioni al massimo consentito dalla legge, con particolare rigore dentro e vicino ai parchi giochi.

Ma il punto che Speranza vuole rendere immediatamente efficace è un altro: l'obbligo per i negozi di vicinato, in particolare i minimarket, di esporre fuori, ben visibile e in più lingue, un cartello che indichi divieti e sanzioni. "Affinché nessuno possa dire 'non sapevo'", spiega il capogruppo degli Azzurri.

Chi non affigge il cartello o continua a vendere alcol destinato al consumo immediato in strada, nella proposta rischia grosso: sospensione prolungata dell'attività fino alla revoca definitiva della licenza nei casi di recidiva accertata. Il tutto con più controlli, di giorno e di sera, insieme a Polizia Locale e Forze dell'Ordine nei quartieri a massima criticità.

"Restituire le piazze alla cittadinanza"

Per Speranza non è solo una questione di decoro. Vuole "dare un freno alle distese abusive di sedie e tavoli sui marciapiedi" tutelando però i dehors dei bar regolari, "restituire le piazze alla cittadinanza" e "bonificare i parchi giochi per proteggere i bambini dall'esposizione a modelli degradati".

"L'obiettivo finale è restituire dignità alle periferie, da Pietra Alta e Barriera di Milano a Mirafiori Sud, e ai portici del centro, affinché Torino torni a essere un fiero biglietto da visita storico per cittadini e turisti", spiega il promotore della richiesta. Infine, la chiusura con un richiamo alla storia: "Torino, come prima capitale d'Italia, ha il dovere storico e morale di essere d'esempio, precursore di una presa di posizione concreta per tutto il resto della penisola, raccogliendo quello che i cittadini segnalano da anni, che distrugge la sicurezza e offre un'immagine indegna del Paese".

Marco D’Agostino

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