Attualità - 09 ottobre 2026, 13:17

La terza età cambia volto: Unitre torna a Torino con un osservatorio sulla longevità

Una ricerca coinvolgerà gli associati di tutta Italia per capire come evolvono salute, relazioni, autonomia e partecipazione sociale

La terza età cambia volto

La terza età cambia volto

A più di cinquant'anni dalla nascita sotto la Mole, l'Unitre - l'Università delle Terza Età - apre una nuova fase e riparte proprio da Torino. È qui che nel 1975 è nata la prima sede, con appena 20 iscritti e due corsi dedicati a psicologia, medicina e a storia e arte del Piemonte.

Nel 1982, sempre a Torino, viene costituita l'Associazione nazionale. Oggi è una rete che conta 87 mila associati e 360 sedi distribuite in tutta Italia, oltre alle sedi all'estero. Il Piemonte resta il cuore storico, con circa 35 mila associati di cui oltre 4.800 a Torino. Ma il traguardo non è solo numerico. L'altra sfida è una maxi ricerca sulla longevità attiva che diventerà il primo Rapporto Nazionale Unitre e poi un Osservatorio permanente.

L'idea è infatti quella di superare una rappresentazione dell'invecchiamento concentrata su fragilità, assistenza e domanda sanitaria, per capire come stanno cambiando bisogni, comportamenti, aspettative e progetti di vita. Verrà somministrato un questionario agli associati di tutta Italia. Dentro ci saranno salute e prevenzione, autonomia, benessere psicologico, solitudine e relazioni, famiglia, condizioni economiche, risparmio e previdenza, protezione e capacità di affrontare gli imprevisti, consumi, rapporto con i servizi bancari e finanziari, tecnologia e competenze digitali, mobilità, abitare, cultura e formazione permanente, volontariato, partecipazione sociale e rapporto tra generazioni.

Il progetto

La forza del progetto sarà coinvolgere la rete nazionale dedicando un approfondimento specifico al Piemonte e a Torino, dove il forte radicamento consentirà una lettura particolarmente approfondita. La ricerca sarà accompagnata da una governance scientifica indipendente e realizzata in partnership con importanti realtà scientifiche, istituzionali, sanitarie, sociali ed economiche. I dati confluiranno nel primo Rapporto e saranno presentati pubblicamente con un grande evento a Torino. Poi l'obiettivo è ripetere periodicamente la rilevazione e costruire indicatori confrontabili.

A spiegarlo è Biagio Ingignoli, presidente di Unitre Torino e Consigliere Nazionale che farà parte del comitato scientifico: "Viviamo più a lungo ma sappiamo ancora troppo poco di come questo tempo in più stia cambiando concretamente la vita delle persone. Vogliamo capire come evolvono i bisogni, ma anche le aspettative, le relazioni, i consumi, il rapporto con la salute, con la tecnologia e con i servizi. L'obiettivo non è produrre soltanto dati, ma conoscenza che possa essere utile a chi deve immaginare le politiche, i servizi e le città di una società sempre più longeva".

Sul valore di questa storia lunga 50 anni, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo: "In mezzo secolo l'associazione ha messo a disposizione degli iscritti a Torino, e in molte altre parti d'Italia, tante opportunità per conoscere e approfondire nuove materie ma anche conoscersi e stare insieme. In un contesto demografico che vede un invecchiamento progressivo della popolazione realtà come queste sono sicuramente preziose per accompagnare una nuova fase della vita in cui continuare ad essere protagonisti attivi e trovare nuove passioni cui dedicare il proprio impegno".

E sul traguardo dei 100 mila, il presidente nazionale Piercarlo Rovera: "Centomila associati non sono per noi semplicemente un traguardo numerico. Significano centomila persone che scelgono di continuare a imparare, incontrarsi, partecipare e mettere in circolo conoscenze ed esperienze. UNITRE è nata oltre cinquant'anni fa da un'intuizione straordinariamente moderna".

Una storia che parla di continuità

Ogni anno nelle sedi Unitre  vengono proposti oltre 15 mila corsi, che attraversano ogni campo: storia, filosofia, letteratura, lingue straniere, arte, musica e teatro, medicina e prevenzione, psicologia, diritto, economia, informatica e nuove tecnologie, scienze, laboratori artistici e creativi, attività motoria e iniziative per conoscere i territori. A cui si aggiungono conferenze, incontri, visite culturali e attività sociali.

C'è poi il capitolo viaggi. Unitre significa anche Erasmus della Terza Età. Nell'ambito del programma di mobilità transnazionale Erasmus+ KA121, promosso dall'Associazione Nazionale Unitre con il supporto dell'Agenzia E.G.I.N.A. e un finanziamento di 250 mila euro, oltre 20 sedi di tutta Italia e circa 200 partecipanti tra discenti, staff e accompagnatori hanno vissuto esperienze formative, culturali e sociali in Spagna, Serbia, Polonia, Grecia e Lettonia.

Lo spiega ancora il presidente Rovera: "Alcune sedi avevano già maturato esperienze di mobilità europea, ma sapevamo che molte altre non avevano la possibilità di programmarle autonomamente. Il Consiglio Nazionale ha quindi accolto con convinzione la proposta della consigliera Mara Quadraccia di istituire un Consorzio Erasmus".

Secondo i monitoraggi dell'agenzia nazionale Indire, l'Italia è al primo posto in Europa per la mobilità dei discenti adulti e dello staff. E per il 2027 Unitre sta lavorando a un nuovo progetto nazionale dedicato ai viaggi e alla scoperta dei territori, con nuove opportunità di incontro e partecipazione, numerose iniziative e premi per gli iscritti.

Marco D’Agostino

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