Economia e lavoro - 09 ottobre 2026, 12:36

Stellantis, Filosa incontra Cirio e poi Lo Russo: "Tenere alta l'attenzione su Mirafiori e sulla piena occupazione"

Al grattacielo il governatore del Piemonte, insieme al vicepresidente Marrone e all'assessore Tronzano, ha ribadito al manager del Gruppo le necessità legate al rilancio della produzione nella fabbrica torinese. "Importante l'arrivo di un secondo modello". A palazzo Civico il primo cittadino

L'incontro tra Alberto Cirio e Antonio Filosa

L'incontro tra Alberto Cirio e Antonio Filosa

Da quelle finestre, si osserva da un punto di vista privilegiato la distesa che ospita la fabbrica di MIrafiori. E al grattacielo, in occasione dell'incontro tra l'ad di Stellantis, Antonio Filosa e il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, accompagnato dal vicepresidente Maurizio Marrone e dall'assessore alle Attività Produttive, Andrea Tronzano, si è parlato proprio del futuro dello storico stabilimento torinese. Tema condiviso anche durante l'altro incontro, questa volta con il sindaco Stefano Lo Russo, a Palazzo Civico.

"Piena occupazione e crescita"

A Filosa, oggi a Torino per partecipare alla manifestazione Wave by Vento alle Ogr, è stato ribadito come al centro dell'attenzione della Regione ci siano il rilancio della produzione e l’occupazione a Mirafiori. "Abbiamo rappresentato a Filosa l’attenzione con cui seguiamo l’andamento produttivo di Torino, che è ancora distante da quello necessario a garantire la piena occupazione, ma è comunque in crescita rispetto ai numeri del 2025", dice Cirio. 

"Importante un secondo modello a MIrafiori"

"Consapevoli delle difficoltà di un mercato che è fortemente condizionato dai costi delle materie prime, dell’energia e dalla concorrenza extra-europea, continuiamo a chiedere a Stellantis di mantenere alta l’attenzione su Mirafiori e, soprattutto, sulla piena occupazione, per la quale riteniamo che sarebbe davvero importante l’arrivo di un secondo modello", aggiungono Marrone e Tronzano.

"Allo stesso tempo - hanno concluso - continuiamo a lavorare insieme al governo per ottenere dall’Europa le risposte che il mercato dell’auto attende in termini di tutela dei veicoli Made in Europe per la filiera produttiva nazionale ed europea”.

Continuare a investire su Torino

Anche Lo Russo ha ribadito l’esigenza di dare continuità alla strategia di investimento sul sito, incrementare i volumi produttivi e lavorare all’ampliamento della gamma di veicoli prodotti con l’affiancamento di ulteriori modelli alla Fiat 500. Un percorso fondamentale per consolidare il ruolo industriale di Mirafiori e offrire prospettive stabili alle lavoratrici, ai lavoratori e alle imprese della filiera.
“Abbiamo ribadito quanto sia importante per Torino continuare a investire su Mirafiori, rafforzandone la capacità produttiva e costruendo le condizioni per accogliere nuovi modelli accanto alla 500 – le parole del primo cittadino –. Accogliamo con favore il positivo andamento della produzione dei cambi, che rappresenta un tassello importante per il sito. Su questa base vogliamo lavorare anche alle prospettive della produzione di veicoli, perché volumi e diversificazione sono decisivi per dare solidità agli investimenti e tutelare l’occupazione. Abbiamo inoltre rappresentato con chiarezza la nostra posizione relativamente alla necessità di una maggiore incisività del Governo italiano: la gravità della crisi dell’automotive esige una politica industriale più forte, con risorse adeguate e tempi certi". 

Lo Russo ha poi fatto riferimento anche al valore dell’intero sistema automotive torinese: la qualità dell’indotto, le competenze dei poli di ingegneria, progettazione, ricerca e sviluppo e il patrimonio professionale presente sul territorio. “Torino può contribuire da protagonista al futuro dell’automobile", prosegue Lo Russo. Il futuro industriale della città si costruisce con investimenti, scelte produttive e responsabilità condivise”.

Un 2026 a due facce

Un ciclo di confronti, quello di oggi al Grattacielo, che arriva a pochi giorni dalla divulgazione dei dati sulla produzione all'interno degli stabilimenti Stellantis di tutta Italia. Un trend che, anche a Torino, dopo un avvio di 2026 confortante (peraltro su un 2025 particolarmente debole), ha subito una brusca frenata a causa degli stop produttivi e con la cassa integrazione ormai in arrivo per due settimane.

"Le dichiarazioni di buone intenzioni vanno sempre bene, ma Mirafiori purtroppo non può dirsi serena per quanto riguarda il futuro - dice Igor Albera, responsabile settore auto Fim Cisl -. Il Polo Produttivo con la sua Carrozzeria si prepara ad un ulteriore periodo di incertezza. Serve garantire l'operatività del plant e lo si può fare solo assegnando lavoro e rinforzando l'organico. Non basta arrivare al 2030 con il cancello aperto, bisogna mantenersi in buona salute e pronti per produrre. Il 15 ci sarà un importante incontro a Roma, ci aspettiamo risposte di senso e non solo rassicurazioni generiche".

"Siamo lieti che anche la politica regionale abbia compreso ciò che noi ripetiamo da mesi, cioè che a Mirafiori servono nuovi modelli per garantirne il futuro produttivo", commentano il segretario generale Uilm Torino, Luigi Paone e il coordinatore Uilm di Mirafiori Plant, Gianluca Rindone. "Adesso questa consapevolezza deve passare dallo slancio elettorale alla concretezza dei fatti: Mirafiori è una realtà in cui la scorsa settimana in un reparto è stata festeggiata la produzione del milionesimo cambio EDCT, mentre dall'altra parte del muro veniva annunciata la cassa integrazione alle Carrozzerie".
"Per superare questa fase di stallo - concludono - è urgente riconvocare l'Osservatorio regionale sull'automotive e, per richiamare l'azienda alle proprie responsabilità, serve una politica industriale che ne favorisca la crescita".

Il segretario generale della Fiom di Torino, Edi Lazzi e il responsabile della Fiom di Mirafiori, Gianni Mannori sottolineano come: "un anno fa, tutte le istituzioni, locali e nazionali,  i vertici dell'azienda, Elkann e Filosa, sono venuti a Mirafiori per inaugurare la produzione della 500 Ibrida, dove noi, fin da allora, abbiamo chiesto un secondo modello ed una nuova linea di produzione sapendo benissimo che con un'unica autovettura  saremmo  certamente arrivati alla situazione in cui ci troviamo oggi, ovvero fermi produttivi e cassa integrazione che, oltre a coinvolgere i lavoratori di Stellantis, avrebbe coinvolto tutto l'indotto". E aggiungono: "Purtroppo le nostre richieste non sono state recepite dall'azienda e le istituzioni hanno aspettato un anno per occuparsene almeno a parole. Oggi ci troviamo nella condizione che se non verrà immediatamente destinato almeno un secondo modello da produrre a Mirafiori, vedremo aumentare esponenzialmente il ricorso alla cassa nei prossimi mesi fino anche a tutto il 2027. Cirio e Lo Russo non hanno fatto presente a Filosa che i 400 interinali assunti in Carrozzeria, il cui contratto scadrà a dicembre, devono assolutamente essere assunti stabilmente se si vuole realmente dare a questo stabilimento una prospettiva futura. Oggi abbiamo ascoltato delle parole, ora ci attendiamo con urgenza che diventino fatti, altrimenti la strada verso il declino industriale del nostro territorio continuerà inesorabilmente".

Dal mondo politico, a sinistra arrivano le parole gli esponenti piemontesi di AVS Marco Grimaldi, vicecapogruppo alla Camera, Alice Ravinale e Valentina Cera, consigliere regionali, ed Emanuele Busconi, consigliere comunale a Torino. "Basta con Torino trattata come una rana da bollire a fuoco lento. Mirafiori è lo stabilimento più grande d'Europa e, per colpa degli Elkann, il più vuoto e meno produttivo. Non è accettabile".

Massimiliano Sciullo

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