Le fiabe raccontano mondi incantati, popolati da principesse, fate e castelli meravigliosi. Ma dietro la magia si nascondono anche streghe, lupi feroci, abbandoni, fame e morte. È questo universo oscuro, in cui le paure più profonde dell'essere umano prendono forma attraverso il racconto, il protagonista dell'ultimo appuntamento dell'XI edizione del Torino Crime Festival, che domenica 11 ottobre alle 17.30 alle OGR Torino si conclude con Carlo Lucarelli e il suo Favole che fanno paura ai bambini, evento realizzato da Torino Crime Festival e OGR Torino.
Scrittore, sceneggiatore, autore e conduttore televisivo, tra i protagonisti più riconoscibili del noir italiano, Carlo Lucarelli ha costruito un linguaggio narrativo capace di intrecciare letteratura, cronaca e indagine, trasformando il racconto del mistero in uno strumento per esplorare la complessità dell'animo umano. Con la sua inconfondibile capacità di creare suspense e di accompagnare il pubblico nei territori più inquietanti dell'immaginazione, Lucarelli torna alle origini delle storie che ascoltiamo fin da bambini, per scoprire quanto di oscuro e perturbante si nasconda dietro il loro apparente candore.
Dalla strega di Hansel e Gretel al lupo di Cappuccetto Rosso, fino al destino tragico della Piccola fiammiferaia, le fiabe custodiscono un repertorio di crudeltà, pericoli e inquietudini che attraversa generazioni e culture. Non sono soltanto racconti destinati all'infanzia, ma narrazioni che danno forma alle paure collettive, insegnano a riconoscere il pericolo e permettono di affrontare simbolicamente ciò che più ci spaventa. Come in una delle sue appassionanti indagini, Lucarelli conduce il pubblico alla scoperta di questo universo misterioso, in un percorso che diventa anche un'esplorazione delle fragilità, delle angosce e delle contraddizioni umane.
Un finale che riporta al centro il tema scelto per l'undicesima edizione del Festival, “Il potere del rito”. Anche le fiabe, infatti, sono parte di una ritualità collettiva: storie tramandate, ripetute e trasformate nel tempo, attraverso le quali ogni società racconta le proprie paure, costruisce significati condivisi e prova a dare ordine all'ignoto.





