Scuola e formazione - 12 ottobre 2026, 11:47

Dopo 20 anni si va ancora avanti: Università e Nazioni Unite insieme per formare i leader di domani

Siglato l’accordo per la formazione dedicata ai diplomatici internazionali. Panadero: “È uno dei pochi che stiamo mantenendo in questo periodo”

Università e Nazioni Unite insieme per formare i leader di domani

Università e Nazioni Unite insieme per formare i leader di domani

Le Nazioni Unite si “iscrivono” all’Università di Torino. Merito dell’accordo per la formazione “della leadership internazionale” sottoscritto oggi presso il rettorato. In particolare, a firmare insieme a UniTo è il System staff college delle Nazioni Unite, che si occupa di apprendimento e formazione del suo personale.

Progetti di ricerca da 20 anni

Progetti di ricerca congiunti, ma anche scambio di competenze e conoscenze per dare vita a percorsi formativi congiunti. Prende ancora più forma un cammino iniziato addirittura nel 2003 e che vuole continuare a modellare le comunità accademiche e professionali. La cosiddetta leadership internazionale.

Internazionalizzazione e collaborazione

“Per noi si tratta di iniziative che rafforzano la nostra internazionalizzazione - dice la rettrice, Cristina Prandi -. Per noi è anche una precisa responsabilità: dare valore centrale alla conoscenza che possa contribuire al dialogo e al bene comune. Valorizzare le competenze aiuta la missione sulla collaborazione internazionale”.

Affrontare il cambiamento

“In un momento particolare come questo di grande trasformazione internazionale per la scuola, abbiamo messo in pausa molti accorti. Tranne questo - dice Miguel Panadero, direttore ad interim di UNSSC -. Dal cambiamento climatico all’intelligenza artificiale sono tante le spinte al cambiamento. Dobbiamo essere pronti e avvicinare il mondo accademico alle Nazioni Unite è una formula in cui crediamo molto. Bisogna mettere in relazione la conoscenza con le sfide che si affrontano in tutto il mondo”.

Torino come “casa”

“Nel corso degli anni Torino non è mai stata per noi solo una sede operativa - prosegue -, ma ne siamo diventati parte integrante e vediamo enormi potenzialità in questa collaborazione con UniTo. Siamo orgogliosi delle nostre radici torinesi e guardiamo con entusiasmo al nostro futuro in questa città”.

Diplomazia scientifica 

Secondo la vicesindaca di Torino, Michela Favaro, l’accordo è “un orgoglio per tutti noi. La diplomazia scientifica è sempre più importante laddove quella più politica fa fatica anche su aspetti che davamo per assodati. La nostra città ha una forte presenza di eccellenze”.

“Dobbiamo rafforzare la nostra presenza internazionale - concorda Jacopo Suppo, vicesindaco della Città metropolitana -. Una formazione adeguata sarà indispensabile per chi andrà a svolgere ruoli importanti a livello diplomatico internazionale”.

Cosa cambia a Torino

Intanto a Torino il campus Ilo, lungo le rive del Po, si prepara a cambiare. A inizio settembre infatti l’Assemblea Generale delle Nazioni Hnite ha approvato l’integrazione dello United Nation System staff college dentro UniTar, creando anche il nuovo United Nations Institute for capability and Learning innovation. La sede centrale sarà a Ginevra, ma il Campus torinese resterà centrale. “Non vogliamo ridimensionare - conferma Panadero - ma fare insieme ancora di più e meglio”.

Gli investimenti nel Campus ONU di Torino sono di 4,6 milioni di euro (tra Governo italiano e Nazioni Unite) per le attività future.

Massimiliano Sciullo

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