Economia e lavoro - 13 ottobre 2026, 09:26

Giacomini, durissimo attacco della RSU Fim Cisl: La gestione è pessima, ora vogliamo risposte dai soci

Dopo l'incontro del 5 ottobre con l'amministratore giudiziario Andrea Grosso, i rappresentanti dei lavoratori scrivono alla famiglia Giacomini: sul tavolo l'ipotesi di liquidazione della holding Giacomini S.A.P.A., la cassa integrazione finanziaria della Giacomini S.P.A. e il timore per il futuro dello storico gruppo di San Maurizio d'Opaglio

«Due possibili scenari, o l'unanimità di vedute dei soci sul futuro della struttura societaria della holding che possiede la maggioranza della società industriale operativa Giacomini S.P.A o la messa in liquidazione». È il passaggio che più di ogni altro fotografa la preoccupazione dei lavoratori della Giacomini Spa dopo l'incontro del 5 ottobre con l'amministratore giudiziario, l'avvocato Andrea Grosso. Una prospettiva che ha spinto la RSU Fim Cisl a rivolgersi nuovamente direttamente alla famiglia Giacomini, chiedendo un confronto con i soci e spiegazioni su quanto sta accadendo nella storica azienda del Cusio.

La lettera, indirizzata ad Adua Filzoli e a Corrado, Elena e Andrea Giacomini, segna un nuovo passaggio nella vicenda societaria e industriale che da mesi tiene in apprensione dipendenti e territorio. Il tono è duro. I rappresentanti sindacali esprimono «tutta la preoccupazione ed il rammarico» per quanto emerso nell'incontro con l'amministratore giudiziario e contestano una situazione nella quale, a loro giudizio, non sono ancora arrivate risposte concrete sul futuro dell'impresa.

«Abbiamo chiesto più volte un incontro, senza riuscire a ottenerlo»

La RSU ricostruisce una vicenda fatta di richieste di confronto rimaste a lungo senza esito. I lavoratori spiegano di aver domandato più volte un incontro con l'avvocato Grosso, senza essere ricevuti fino al 5 ottobre. Parallelamente, non sarebbe stato possibile organizzare il confronto con i soci, nonostante – scrivono i rappresentanti sindacali – la disponibilità manifestata da Adua Filzoli e da Andrea Giacomini.

L'attesa era quella di ottenere indicazioni sulla direzione che avrebbe preso la società dopo la nomina dell'amministratore giudiziario da parte del Tribunale. Secondo la RSU, invece, la riunione del 5 ottobre non avrebbe portato rassicurazioni, ma avrebbe restituito un quadro ancora segnato dalla totale incertezza.

«Pur nella preoccupazione conseguente alla nomina di un amministratore del Tribunale – si legge nella lettera – pensavamo che il rappresentante della giustizia avrebbe comunque tutelato tanto l'interesse della Giacomini S.P.A. quanto quello dei suoi dipendenti».

La contestazione sulla gestione e la fuga delle competenze

Il passaggio più critico riguarda le responsabilità per il deterioramento della situazione aziendale dell’importante società industriale. La RSU ricorda le «costanti guerre di potere tra soci», accompagnate dai cambiamenti ai vertici della direzione che l’ottuagenaria moglie del fondatore signora Adua Filzoli ha messo in campo per tentare di placare le pretese dei soci , suoi figli e nipoti, che ha invece prodotto la revoca dell’amministratrice della capo-gruppo da parte del Tribunale, con grave peggioramento della situazione che ora genera un clima di paura e di inquietudine.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, molte maestranze, figure cruciali, avrebbero lasciato l'azienda, con conseguente perdita di professionalità e competenze importanti per il corretto svolgimento delle attività industriale. Un impoverimento che, nella lettura sindacale, rischia di aggravare le difficoltà che sarebbero conseguenti ad una pessima gestione di Giacomini S.P.A. sulla quale l’amministratore giudiziario non sarebbe intervenuto.

La RSU rivolge quindi una contestazione diretta all'operato dell'amministratore giudiziario. Nella lettera si parla di una situazione che sarebbe progressivamente peggiorata, senza interventi ritenuti sufficientemente significativi da parte dell'avvocato Grosso. Si tratta della valutazione espressa dai rappresentanti sindacali, che ora chiedono un chiarimento diretto alla proprietà.

L'ipotesi della cassa integrazione e la richiesta alla famiglia

A rendere ancora più pesante il quadro è il riferimento a una possibile cassa integrazione finanziaria, prospettata durante il confronto del 5 ottobre. Per la RSU, mentre l'impresa avrebbe magazzini pieni, ordini da evadere a favore di una clientela sempre più insoddisfatta e chiede la prestazione di straordinari da parte dei dipendenti.

Da qui la richiesta rivolta direttamente ai soci: spiegare che cosa stia accadendo e, soprattutto, quale futuro attenderebbe la Giacomini. Il sindacato richiama il contributo dei dipendenti alla crescita dell'azienda e chiede alla famiglia di riconoscere loro l'attenzione che ritiene meritata.

«In questa situazione non possiamo che chiedere a voi le spiegazioni di che cosa sta accadendo e di che cosa accadrà», scrivono i rappresentanti della RSU, rinnovando la richiesta di essere ricevuti.

La vicenda si inserisce in un percorso già segnato da mesi di tensioni, interrogativi sulla governance e richieste di trasparenza da parte dei lavoratori. Nelle settimane precedenti, il confronto con il referente nominato dal Tribunale era diventato uno dei nodi centrali della vertenza, con i sindacati che denunciavano i continui rinvii e l'assenza di indicazioni sul progetto industriale.

Ora la presa di posizione della RSU Fim Cisl alza ulteriormente il livello. La richiesta non è soltanto quella di conoscere gli sviluppi della gestione, ma di ottenere un confronto diretto con i soci in una fase in cui, secondo quanto riferito dai rappresentanti dei lavoratori, è stata prospettata anche l'eventualità della liquidazione della capo gruppo. Fatto che produrrebbe anche la liquidazione degli asset che potrebbe stimolare appetiti di supremazia di taluni soci sugli altri, magari a condizioni di svendita, o la decomposizione del gruppo per la vendita di tutti suoi singoli beni,

Per i dipendenti, il punto resta uno: sapere se esista una prospettiva concreta per la continuità della Giacomini S.P.A. e per il lavoro di chi, negli anni, ha contribuito a renderla una preminente realtà industriale di riferimento nel mercato globale.

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