Economia e lavoro - 13 ottobre 2026, 15:58

Iveco, da Roma gli indiani di Tata confermano gli impegni: 35 milioni per lo stabilimento di Torino

Il vertice alla presenza dei sindacati e del ministro Urso: "Asset strategico per l'Italia: i buoni propositi si traducano in un concreto rilancio industriale". Ma i sindacati restano prudenti

Iveco è stata al centro del dibattito al Mimit

Iveco è stata al centro del dibattito al Mimit

Un impegno da 35 milioni per lo stabilimento Iveco di Torino per il 2026, su un totale di 76 se si considerano anche i progetti per Foggia, Suzzara e Brescia. Sono queste, in cifre, le dimostrazioni di buona volontà che oggi Tata Motors ha confermato alla presenza del ministro del Made in Italy, Adolfo Urso. Un vertice atteso, dopo l'acquisizione che si è verificata nei mesi scorsi, per ottenere garanzie di medio e lungo periodo che vadano oltre i due anni già ufficializzati al momento delle intese.

“Iveco è un patrimonio strategico dell’industria italiana, un orgoglio del Made in Italy. Gli impegni confermati oggi da Tata Motors devono tradursi in un concreto rilancio industriale, rafforzando la presenza produttiva in Italia e la competitività sui mercati internazionali”, ha commentato Urso, al termine del tavolo al Mimit. “Il nostro obiettivo è garantire continuità produttiva e salvaguardia dell’occupazione, tutelando le competenze e il patrimonio tecnologico del gruppo”, ha aggiunto.

A farsi garante dell'impegno della multinazionale indiana è stato l'amministratore delegato di Iveco Group, Olof Persson. Mentre il ceo di Tata Motors Commercial Vehicles, Girish Wagh, ha evidenziato invece la centralità dell’Italia nel futuro di Iveco, valorizzando stabilimenti, competenze tecnologiche e filiera nazionale dei fornitori. Ha confermato gli impegni già assunti, precisando che "l’investimento di Tata ha un orizzonte di lungo periodo, oltre la durata biennale delle garanzie non finanziarie".

E mentre il Mimit ha garantito che continuerà a vigilare sulla situazione, dai sindacati arrivano le prime reazioni. "Siamo consapevoli del contesto particolarmente complesso che sta attraversando il settore automotive, chiamato ad affrontare sfide decisive per il proprio futuro industriale. In questo scenario, riteniamo fondamentale l'azione che il Governo sta portando avanti nei confronti delle istituzioni europee, affinché si intervenga sulle normative che regolano la transizione, affermando il principio della neutralità tecnologica e creando le condizioni necessarie per consentire alla nostra industria di rimanere competitiva in Italia, in Europa e sui mercati internazionali", dichiara Sara Rinaudo, segretario generale Fismic Confsal. "Accogliamo positivamente gli impegni ribaditi oggi dai vertici di Iveco e Tata Motors, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento dell'importanza strategica degli stabilimenti italiani, la conferma degli investimenti e la volontà di valorizzare il patrimonio di competenze e professionalità presente nel nostro Paese".

A manifestare alcuni dubbi è la Fiom per voce del segretario nazionale Samuele Lodi, insieme al coordinatore automotive nazionale, Ciro D'Alessio. "Sulle produzioni c'è il rischio che i modelli di Iveco e Tata Motors determino sovrapposizioni tra veicoli commerciali leggeri, camion e veicoli pesanti. E tra motorizzazioni power train che potrebbero avere ripercussioni sul futuro degli stabilimenti italiani". Forti preoccupazioni sono anche relative "agli investimenti futuri, ma anche sulla sostenibilità finanziaria dell'operazione, realizzata attraverso un finanziamento interamente ottenuto da istituti di credito e da chiudere o rifinanziare entro un anno". Infine, hanno concluso, "è fondamentare superare un sistema contrattuale che negli anni ha generato una profonda divisione tra le organizzazioni sindacali".

"È stato importante che Tata Motors abbia ribadito la volontà di valorizzare le peculiarità di Iveco Group e di mantenere l'intero perimetro industriale, garantendo l'occupazione e le prospettive industriali a tutti gli stabilimenti. Abbiamo inoltre registrato la conferma del ruolo centrale dell'Italia, che continuerà a rappresentare il cuore di Iveco grazie alle competenze presenti nella ricerca, nello sviluppo e nell'innovazione", sono le parole del coordinatore nazionale della Fim Cisl Automotive Stefano Boschini e il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano. "Gli impegni esplicitati oggi dovranno essere sottoposti a verifiche puntuali e a ulteriori approfondimenti. Non devono rappresentare una prospettiva limitata nel tempo, ma delineare il futuro industriale di Iveco Group. Dovranno essere salvaguardate e ulteriormente sviluppate le capacità di ricerca, innovazione e sviluppo presenti in Italia, insieme alla crescita industriale e occupazionale. Siamo pronti a confrontarci nei prossimi mesi con Tata Motors". 

Sul fronte Uilm, il segretario nazionale Gianluca Ficco, responsabile automotive, sottolinea come “Tata Motors ci ha confermato importanti garanzie sulla continuità e sull’autonomia di Iveco, non solo sul tema dell’occupazione, ma anche sulla prosecuzione degli investimenti nel prossimo biennio. Le accogliamo positivamente, ma devono tradursi in un nuovo piano industriale di sviluppo per tutti gli stabilimenti italiani: per questo chiediamo un confronto serrato”. "Chiediamo - aggiunge - di consolidare le fabbriche di meccanica di Torino e di Foggia. Confidiamo infine che la responsabilità sociale si traduca anche nella salvaguardia della filiera dell’indotto, che conta imprese di qualità e numerosissimi lavoratori”.

Dalla segreteria AQCF-R si "valuta con interesse gli esiti del primo confronto istituzionale. Particolare rilievo assume la conferma degli investimenti previsti per il 2026 negli stabilimenti italiani, pari a 35 milioni di euro a Torino, 15 milioni a Foggia, 14 milioni a Suzzara e 12 milioni a Brescia, ai quali si aggiungono i 37 milioni di euro recentemente destinati al trasferimento delle produzioni dei motori F5. Si tratta di segnali incoraggianti, che confermano l'importanza delle attività italiane e rappresentano una base sulla quale costruire ulteriori prospettive di sviluppo. L'ingresso di Tata Motors può rappresentare un'opportunità di crescita e rafforzamento internazionale per Iveco. La complementarità dei mercati, dei prodotti, delle competenze ingegneristiche e delle capacità industriali delle due realtà possono creare le condizioni per un Gruppo più forte e competitivo, ampliando le opportunità commerciali, produttive e tecnologiche. Tuttavia, il valore dell'operazione dovrà essere misurato soprattutto dalla capacità di trasformare queste potenzialità in nuovi investimenti, nuovi prodotti, maggiori volumi produttivi e prospettive occupazionali durature".  

“La conferma degli investimenti sul nostro territorio da parte di Iveco è una notizia confortante, che ora deve tradursi in azioni concrete. Nel corso dell’incontro con l’azienda e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy avvenuto questa mattina, come Città abbiamo ribadito la centralità di Torino e la necessità di salvaguardare l’occupazione”, afferma la vicesindaca con delega al Lavoro, Michela Favaro. “Riteniamo importante che il confronto prosegua anche attraverso tavoli specifici sui diversi territori, che consentano di approfondire nel dettaglio gli investimenti, le prospettive di sviluppo e le ricadute sui singoli stabilimenti”.

“Il tavolo di oggi su Iveco è solo un primo passo, le preoccupazioni restano serie e concrete. Il rischio di sovrapposizioni dei modelli di Iveco e Tata Motors - sui veicoli leggeri, sui camion, sui powertrain - è tutt’altro che teorico. E un’operazione finanziata interamente a debito, nonostante la solidità finanziaria del gruppo, lascia perplessi. Servono garanzie che vadano ben oltre i due anni, vincolanti su occupazione, ricerca e sviluppo e produzione. Non dichiarazioni di intenti. Il Ministro Urso la smetta di continuare a scaricare le responsabilità sull’Europa e pretenda da Tata impegni scritti e verificabili oltre che un reale piano industriale che dia continuità agli annunci di oggi. I lavoratori di Iveco - a Torino, Suzzara, Brescia, Foggia - hanno bisogno di certezze per guardare con un briciolo di ottimismo al futuro", ha invece detto la deputata M5S ed ex sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Massimiliano Sciullo

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU