Si alza nuovamente la tensione nella sanità piemontese dopo che i sindacati NurSind e Nursing Up hanno annunciato ufficialmente l'interruzione delle trattative e l'abbandono formale del tavolo di confronto con la Regione Piemonte. La decisione drastica arriva a causa della mancata risposta alle richieste avanzate in merito alle assunzioni, al welfare e alle condizioni di lavoro del personale sanitario.
Per illustrare le ragioni della rottura e le richieste delle organizzazioni, è stata indetta una conferenza stampa per giovedì 15 ottobre, alle ore 11, presso la sede regionale di Nursing Up Piemonte in via Mollieres 10 a Torino, alla presenza dei segretari regionali Francesco Coppolella e Claudio Delli Carri. L'incontro servirà anche a presentare il percorso verso una manifestazione di protesta, qualora nei prossimi giorni non arrivino segnali concreti di un cambio di passo.
I rappresentanti sindacali denunciano come gli infermieri siano rimasti l'unico ammortizzatore delle inefficienze e delle falle di un sistema che scarica su di loro la responsabilità del funzionamento dei servizi, senza offrire sostegno né riconoscimenti reali, ribadendo che per tornare al tavolo servono impegni precisi, tempi certi e l'attuazione degli accordi.
Tra le condizioni poste per riprendere il dialogo figurano lo sblocco immediato del turnover, l'indicazione di una data certa per la conclusione della ricognizione sul personale con la conseguente ripresa delle assunzioni, l'attuazione dell'accordo sulle politiche di welfare e la sottoscrizione dell'accordo sul sistema delle convenzioni per il personale del 118. A queste si aggiungono la richiesta di garantire la continuità dei tavoli sul Pnrr e sull'assistenza territoriale e la questione degli incentivi ai frontalieri. Senza risposte operative immediate nei prossimi giorni, le organizzazioni procederanno dunque dritte verso la mobilitazione.
Di avviso opposto la Cisl, FP Piemonte, che critica "la decisione di altri sindacati di sospendere la partecipazione ai tavoli regionali". Una decisione che "apre una fase delicata per la sanità piemontese. A rischiare di pagare le conseguenze di questa scelta sono le lavoratrici e i lavoratori che attendono risposte su questioni economiche, professionali e organizzative fondamentali. Cisl Fp Piemonte ha scelto di proseguire il confronto e ha già chiesto una nuova convocazione regionale, affinché il lavoro negoziale svolto nei mesi scorsi non venga disperso. La riunione regionale prevista per il 5 ottobre, regolarmente convocata, era stata rinviata su richiesta di un’organizzazione sindacale. “La mobilitazione è uno strumento sindacale legittimo, ma occorre valutare anche le conseguenze delle proprie scelte. Se il confronto si interrompe, gli accordi non si concludono da soli e i problemi dei lavoratori restano. Noi crediamo che la responsabilità sindacale consista nel portare avanti le rivendicazioni fino a ottenere risultati concreti”, dichiara Alessandro Bertaina, Segretario regionale Cisl Fp Piemonte.
Uno dei temi centrali è il servizio di emergenza-urgenza 118. Cisl Fp Piemonte ha partecipato nei mesi scorsi alle trattative in Regione e in Azienda Zero, lavorando per migliorare le convenzioni e costruire condizioni più omogenee e migliorative per il personale delle quattro Aziende sede di Centrale Operativa. “L’obiettivo – aggiunge Bertaina – è superare le disparità economiche tra lavoratori che svolgono funzioni analoghe, valorizzare le competenze e le responsabilità degli infermieri del 118 e migliorare le condizioni di lavoro e le tutele. Si tratta di un lavoro costruito nel tempo, che deve arrivare a conclusione: se il confronto resta sospeso, il rischio è che i lavoratori debbano attendere ancora per ottenere la parità economica, il riconoscimento delle professionalità e convenzioni migliorate”.
Cisl Fp ha chiesto formalmente alla Regione e alle Aziende sanitarie di chiarire la situazione relativa al presunto blocco delle assunzioni: sulla base degli elementi attualmente disponibili, non risulta documentato un provvedimento generale di blocco. La sanità piemontese ha bisogno di una programmazione occupazionale adeguata, di risposte alla carenza di infermieri e di investimenti sul personale amministrativo, per alleggerire le attività improprie che gravano sui professionisti sanitari. Restano aperti anche il miglioramento delle prestazioni aggiuntive, le indennità per le figure professionali interessate e la proposta di welfare, pensata per valorizzare il personale e migliorarne il benessere. “Per tutti questi motivi – conclude Bertaina – chiediamo alla Regione di convocare nuovamente le organizzazioni sindacali e garantire continuità al percorso negoziale, con l’obiettivo di concludere gli accordi aperti e trasformare le proposte in risultati verificabili”.
Con il passare delle ore, la situazione si è evoluta e da parte della Regione è arrivata una nuova convocazione dei sindacati per la giornata di mercoledì 14 ottobre. "Accogliamo la convocazione del Presidente Cirio e dell'Assessore Riboldi come un primo segnale di attenzione – dichiarano Coppolella e Delli Carri –. Tuttavia, chiariamo subito che non ci presenteremo per ascoltare altre rassicurazioni o promesse interlocutorie. Al tavolo di domani chiediamo risposte precise, tempi certi e provvedimenti operativi immediati".





