Un incendio divampato ieri, 12 ottobre, intorno alle ore 15:30, nella settima sezione del padiglione A reparto ATSM della Casa circondariale di Torino avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Quattro agenti della Polizia Penitenziaria sono rimasti intossicati e sono stati accompagnati al Pronto Soccorso dell’ospedale Maria Vittoria, da dove sono stati dimessi con una prognosi per due di giorni due e per i restanti di giorni uno ciascuno.
Secondo le prime segnalazioni, un detenuto italiano avrebbe incendiato il materasso e altri effetti personali. Una densa coltre di fumo avrebbe rapidamente invaso la sezione, mettendo in pericolo detenuti e operatori. Il personale sarebbe intervenuto per contenere le fiamme e mettere in sicurezza le persone presenti, senza disporre delle necessarie maschere antincendio, che, secondo quanto ci viene riferito, sarebbero risultate assenti. Il personale è riuscito a spegnere l’incendio organizzandosi con una sorta di staffetta, riempiendo secchi d’acqua sotto la doccia e trasportandoli per domare le fiamme.
A destare ulteriore preoccupazione è la segnalazione relativa alla manichetta antincendio, dalla quale non sarebbe uscita acqua, circostanza che avrebbe reso ancora più difficili le operazioni di spegnimento. Fatti che dovranno essere verificati con urgenza.
"Si è rischiata una strage, scongiurata grazie al coraggio e al senso del dovere del personale. Quattro agenti sono finiti in ospedale per intossicazione. Se sarà confermato che gli operatori hanno dovuto affrontare l’emergenza senza maschere antincendio e con una manichetta priva d’acqua, ci troveremmo di fronte a una situazione inaccettabile", dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp.
"Il pensiero torna inevitabilmente alla tragedia del 1989, quando un incendio nella sezione femminile del carcere torinese segnò tragicamente la storia dell’istituto. Non possiamo aspettare che si ripeta una tragedia prima di intervenire. La sicurezza non può essere affidata all’eroismo dei singoli".
L’Osapp chiede verifiche immediate da parte degli organi competenti, l’accertamento delle responsabilità, il controllo delle dotazioni antincendio e chiarimenti sulle manutenzioni e sui controlli effettuati.
"La sicurezza del personale e delle persone detenute deve essere una priorità assoluta. Non si può chiedere agli agenti di rischiare la vita per sopperire a eventuali carenze strutturali e organizzative. Prevenire è un dovere, accertare le responsabilità è un obbligo", conclude Beneduci.





