Da sabato 17 a domenica 25 ottobre 2026 torna BallaTorino Social Dance, il progetto che porta il ballo anche fuori dai suoi luoghi abituali per farlo entrare nelle piazze e nelle strade, nei musei e nelle scuole, negli ospedali e nei luoghi di lavoro, nei mercati, nei parchi e nei ristoranti, oltre che nelle discoteche e nelle sale da ballo.
Dal Palazzetto dello Sport Gianni Asti a via Roma, da via Po alla Galleria San Federico, dal Polo del ’900 a Villa della Regina, dall’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo al Parco del Valentino, dall’ex Curia Maxima al Dancing Le Roi, passando per Casa del Quartiere di San Salvario, Sporting Dora, Galleria Tirrena, Ospedali Regina Margherita, Mauriziano, e Sant’Anna, centri riabilitativi, scuole, mercati, Borgo Dora, spazi aziendali e locali cittadini, Torino diventa per nove giorni una grande pista da ballo diffusa.
Una manifestazione costruita sulla partecipazione e sull’incontro tra mondi diversi: danza sportiva e ballo sociale, pratica professionale e amatoriale, tradizioni popolari e linguaggi contemporanei, patrimonio culturale e nuove generazioni. Tango, swing, jazz dance, tip tap, boogie woogie, danze occitane e piemontesi, balli latinoamericani, capoeira, flamenco, danze storiche, country, pizzica e danze del Sud, danze orientali e greche, urban dance e tradizioni coreutiche provenienti da diversi Paesi del mondo compongono un programma plurale che mette al centro il piacere e il valore sociale del danzare insieme.
Due grandi direttrici attraversano BallaTorino 2026, mettendone in risalto le varie sfaccettature.
La prima mette al centro sport, attività motoria e benessere. A vent’anni dai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, BallaTorino approfondisce il rapporto tra danza, movimento e pratica sportiva come strumenti di benessere psicofisico, socialità e inclusione.
La manifestazione si apre significativamente sabato 17 ottobre al Palazzetto dello Sport Gianni Asti con “A tutto ballo”, una lunga giornata in cui danza sportiva e ballo sociale si incontrano. Dopo l’inaugurazione ufficiale e la presentazione delle scuole aderenti a BallaTorino 2026, saranno premiate 60 società sportive e i campioni e le campionesse che hanno ottenuto importanti risultati agonistici nella passata stagione; seguiranno una gara amatoriale federale e, in serata, una grande kermesse aperta al pubblico.
La danza sportiva torna così alla sua dimensione originaria di incontro. Movimento e danza diventano strumenti capaci di generare rapporti sociali, attenuare tensioni e conflittualità e promuovere un’idea di benessere nella quale la dimensione individuale si realizza anche attraverso la relazione con l’altro.
La seconda direttrice guarda invece alle tradizioni musicali e danzanti delle minoranze linguistiche delle aree di confine, al di qua e al di là delle Alpi, mettendole in dialogo con le danze folkloristiche piemontesi e con i balli del mondo. BallaTorino apre così una prospettiva transfrontaliera verso le Alpi francesi e l’area Rhône-Alpes, rafforzata idealmente dall’appuntamento con i Giochi Olimpici Invernali che le Alpi francesi ospiteranno nel 2030. Le tradizioni delle comunità subalpine e transalpine diventano un patrimonio vivo da conoscere, confrontare e soprattutto praticare insieme.
Un primo momento di approfondimento sarà la tavola rotonda “Parole in Danza". Prospettive di valorizzazione della cultura delle minoranze: lingue, tradizioni e balli tra Piemonte e Francia”, domenica 18 ottobre al Polo del ’900, seguita nel pomeriggio da “Le parole danzano”, quando le comunità piemontesi e delle aree di confine porteranno in via Roma musiche, strumenti, costumi e danze tradizionali coinvolgendo il pubblico in un grande ballo collettivo.
L’edizione 2026 rafforza inoltre l’attenzione verso le nuove generazioni, i loro linguaggi, stili e luoghi di aggregazione, come le discoteche e verso i nuovi cittadini torinesi e le seconde generazioni, per fare del ballo un terreno concreto di incontro interculturale.
In questa prospettiva si inserisce anche il lavoro di apertura nazionale e internazionale del progetto, immaginando BallaTorino come uno degli strumenti attraverso cui raccontare una Torino partecipativa, interculturale e aperta all’Europa anche nel percorso verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033.





