Cultura e spettacoli - 14 ottobre 2026, 17:35

Un secolo di moda, cultura e arte Made in Torino: tra abiti, foto, sculture e dipinti apre la nuova mostra a Palazzo Madama [FOTO]

Fino al 22 febbraio l’esposizione “Il corpo della città”

La mostra “Il corpo della città. Moda e arti Liberty e modernità 1884-1961”

La mostra “Il corpo della città. Moda e arti Liberty e modernità 1884-1961”

Torino che cambia nei suoi usi e costumi nel corso di un secolo. Dalla perdita del titolo di capitale d’Italia nel 1865 all’evoluzione della città per Italia ‘61.  È il racconto della mostra “Il corpo della città. Moda e arti Liberty e modernità 1884-1961” allestita a Palazzo Madama fino al 22 febbraio. 

“Il 1865 è il punto di partenza della mostra. La città doveva trovare una nuova identità, comincia a inventare una nuova forma di centralità, investe nelle istituzioni, nella scienza, nei musei, crea cinque grandi esposizioni universali. Impara insomma a diventare un’altra capitale” commenta il direttore, Giovanni Carlo Federico Villa.

Un racconto fatto di immagini, quadri, sculture, manifesti, documenti, ma soprattutto di abiti, quelli delle migliori sartorie torinesi di quegli anni. 

40 capi d'abbigliamento

Oltre 40 capi creati dalle mani di chi ha plasmato la moda della città distribuiti su quattro sezioni tematiche: la Torino borghese con il suo nuovo nuovo carattere industriale e manifatturiero. Sono gli anni dei padiglioni costruiti al Valentino per l’Esposizione Generale Italiana del 1884 in cui si celebrano i progressi delle scienze e della loro applicazione all’industria, all’agricoltura e al commercio, con pieno risalto delle industrie cittadine. Nel 1902 Torino accoglie le grandi esperienze europee dell’Art Nouveau, della secessione viennese e delle scuole tedesche alla Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna. Nel 1911, l’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro dedica un padiglione autonomo alla moda, ormai riconosciuta tra i settori trainante dell’economia.

La seconda sezione è dedicata agli anni tra il 1920 e il 1930, alla ripresa dopo la brutale cesura della grande guerra. Sono gli anni della modernizzazione industriale, quando il corpo si fa più dinamico e la moda dialoga con le nuove idee di emancipazione e libertà, soprattutto femminile. È in quel momento che Torino, prima di Milano, diventa la capitale della moda in Italia. Le linee e le forme degli abiti si fanno essenziali e istituzionali. Abiti che saranno venduti nella rimodellata via Roma. Poi la arriva la di guerra che trasforma il modo di pensare, di vestire e di vivere. Un tempo cupo e luttuoso in cui la città chiamata a reinventarsi ancora una volta.

La quarta sezione 

La quarta sezione racconta la ripresa del secondo dopoguerra, quando la città diventa protagonista dello sviluppo industriale e della nascente società dei consumi, ma anche centro dell’arte internazionale: nel 1951 si inaugura la prima edizione della serie di mostre Francia Italia che si protrae fino al 1961 e nel 1959 apre la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea. La grande esposizione di Italia 61, che vede impegnati a celebrare il centenario dell’Unità d’Italia i maggiori architetti, Levi Montalcini, Sottsass, Gabetti e Isola, Nervi, Rigotti, sfiora i cinque milioni di visitatori e riconferma la Torino del boom economico quale capitale della modernità.

Chiara Gallo

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