Cultura e spettacoli - 15 ottobre 2026, 15:15

Torino diventa crocevia della musica internazionale con TMM e Afrovision

Dal 12 al 15 novembre quattro giorni di concerti, produzioni artistiche e incontri professionali. Attesi oltre 50 operatori da 25 Paesi

Foto di Barbara Guazzone

Foto di Barbara Guazzone

Quattro giorni per trasformare Torino in un punto d'incontro tra artisti, produttori musicali e operatori culturali provenienti da tutto il mondo. Dal 12 al 15 novembre tornano Torino Music Meeting e Afrovision, due manifestazioni che puntano a rafforzare il ruolo della città nel panorama internazionale della musica indipendente e delle arti contemporanee.

L'iniziativa, promossa da Creativi Cultural Connections APS, è stata presentata martedì 13 ottobre negli spazi dell'Off Topic, uno dei luoghi che ospiteranno gli appuntamenti in programma. Alla conferenza stampa sono intervenuti, tra gli altri, i responsabili artistici dei due festival, illustrando un progetto che non si limita all'organizzazione di concerti, ma guarda alla costruzione di relazioni professionali e culturali durature.

La terza edizione di Torino Music Meeting e la quarta di Afrovision porteranno nel capoluogo piemontese oltre 50 programmatori internazionali provenienti da più di 25 Paesi, insieme ad artisti e realtà culturali di diversi continenti. Particolare attenzione sarà riservata al Canada e all'Africa subsahariana, con spettacoli, incontri e produzioni nate dalla collaborazione tra musicisti e creativi di differenti provenienze.

La musica indipendente cerca nuove opportunità

Uno degli aspetti che caratterizzano Torino Music Meeting è la volontà di mettere in relazione il pubblico con proposte musicali poco conosciute, offrendo contemporaneamente agli artisti la possibilità di entrare in contatto con festival, organizzatori e circuiti internazionali.

Un obiettivo che Gabriele Sinatra, co-direttore della manifestazione, ha richiamato durante la presentazione, sottolineando l'importanza di mantenere viva la curiosità verso linguaggi artistici differenti.

«Per me, semplicemente, Torino Music Meeting è un festival musicale che vuole aiutare le persone a ricordarsi che la curiosità non va mai persa e che è bello scoprire cose nuove».

Accanto alla dimensione artistica, Sinatra ha evidenziato il valore degli incontri professionali, che possono favorire collaborazioni e nuove possibilità di crescita per chi opera nel settore.

Ma il confronto sulla musica indipendente riguarda anche le condizioni economiche di chi lavora nella cultura. Su questo punto gli organizzatori hanno scelto di adottare un criterio preciso, riconoscendo compensi anche agli artisti meno conosciuti.

«Non possiamo permetterci di parlare di professionalizzazione e di reti se non siamo professionali davvero. Si pagano tutte le persone e tutti gli artisti il giusto: anche per gli artisti più sconosciuti abbiamo un cachet minimo di mille euro. Noi crediamo veramente in questa cosa», ha spiegato Sinatra.

Una scelta che si inserisce nel dibattito sulla sostenibilità del lavoro artistico, spesso caratterizzato da difficoltà economiche e dalla necessità di individuare nuovi modelli organizzativi.

Il tema sarà affrontato anche nel programma professionale del festival, attraverso incontri dedicati alla gestione degli spazi musicali, ai finanziamenti e alla circolazione internazionale delle produzioni.

Tra le novità figura inoltre GENESIS, una rete internazionale di centri dedicati alla creazione, alla produzione e alla diffusione artistica.

Afrovision, dalle radici culturali nascono nuovi linguaggi

Se Torino Music Meeting guarda soprattutto alle connessioni tra artisti e operatori del settore, Afrovision sviluppa una riflessione sulla creatività africana e afrodiscendente contemporanea, mettendo in evidenza la capacità dell'arte di raccontare identità complesse e trasformazioni sociali.

La direttrice e fondatrice Valentina Zanelli ha spiegato come la selezione artistica privilegi progetti nei quali la ricerca personale si intreccia con la sperimentazione musicale.

«Sono artisti che fanno un lavoro molto serio sulla propria identità, sulla provenienza, sullo strato sociale a cui appartengono e sulle proprie radici. Le fanno talmente proprie da inventare linguaggi nuovi che parlano a persone di tutto il mondo».

Una prospettiva che supera l'idea di una musica legata esclusivamente alla tradizione, per raccontare invece una scena contemporanea in continua evoluzione, nella quale le influenze culturali si incontrano e danno origine a espressioni originali.

Per Zanelli, il risultato più significativo di questo percorso è proprio la possibilità di comunicare esperienze individuali e collettive a pubblici molto diversi.

«Credo che questa sia la magia più grande: rendere un'identità veramente peculiare comprensibile ai più, mantenendosi originali».

La direttrice ha inoltre richiamato l'attenzione sulla necessità di rendere la cultura maggiormente accessibile, evitando che le difficoltà economiche ne limitino la fruizione.

«La cultura dovrebbe essere aperta a tutti: bisognerebbe poterla trovare in qualsiasi angolo delle strade, dei musei, delle case. Invece sta diventando purtroppo elitaria, e non va bene».

Un principio che trova applicazione anche nell'organizzazione del festival, attraverso appuntamenti gratuiti e agevolazioni rivolte alle persone che incontrano difficoltà economiche.

Due produzioni originali per inaugurare il festival

Il programma prenderà il via giovedì 12 novembre all'Off Topic, con una giornata inaugurale a ingresso gratuito.

Tra i protagonisti ci sarà Max Casacci, fondatore dei Subsonica, che alle 17.30 presenterà Earthphonia, progetto nel quale i suoni dell'ambiente diventano materiale per la composizione musicale. Il lavoro comprende paesaggi sonori raccolti tra Dakar e Torino e sarà al centro di un incontro condotto da Magalì Berardo.

Dalle 18.30 spazio a Dis-Engage e GENESIS, due produzioni originali che coinvolgono artisti provenienti da Africa, Brasile, Timor-Leste e Italia.

In particolare, Dis-Engage rappresenta uno dei progetti più significativi della nuova edizione di Afrovision. La performance combina danza, video, parola e sperimentazione sonora ed è il risultato di un percorso di ricerca sviluppato con Duniaté Culture, in Nigeria.

Il lavoro affronta il rapporto tra comunità umane e ambiente naturale, recuperando pratiche indigene legate alla sostenibilità. Da questa esperienza nasce anche Akye Wuna, espressione che significa «Ci prendiamo cura della Terra e dell'Acqua».

La serata inaugurale proseguirà dalle 21 con Natalia Abbascià, vincitrice del Premio Cesa 2026, e con Viden Spassov, impegnato nella presentazione di Fisica della malinconia insieme a Fabio Giachino, Mattia Barbieri e Manuel Caliumi.

Dall'hip-hop sudafricano alle sonorità afro-canadesi

La programmazione musicale attraverserà generi e tradizioni differenti, alternando sperimentazione elettronica, hip-hop, jazz, reggae e contaminazioni contemporanee.

Venerdì 13 novembre il Ramo d'Oro ospiterà, dalle 18.30, la rapper sudafricana Yugen Blakrok e i Blacknautas, formazione che unisce elettronica, strumenti acustici e ricerca vocale.

La serata continuerà all'Off Topic, dalle 21.30, con Daykoda e Dengue Dengue Dengue, protagonisti di un percorso musicale tra nu-jazz, bass music e ritmi afro-latinoamericani.

Nella notte, dalle 00.30, il Magazzino sul Po accoglierà Lord Spikeheart e Palazzi d'Oriente, in un appuntamento realizzato con TUM e Jazz Is Dead.

Sabato 14 novembre sarà invece dedicato, tra gli altri, alla scena musicale canadese. Sul palco del Magazzino sul Po saliranno Veeby e Joyce N'Sana, interpreti di una produzione che intreccia influenze africane, soul, blues, hip-hop e reggae.

Nella stessa serata Afrovision proporrà anche Afrodream, progetto che collega musicalmente Senegal e Torino attraverso l'afrobeat, e il DJ set di Guayaba.

La giornata conclusiva di domenica 15 novembre vedrà protagonisti all'Imbarchino, dalle 12, il Lafalian Ensemble, proveniente da Timor-Leste, e il brasiliano Bio Sample, artista che utilizza registrazioni ambientali e suoni della biodiversità per realizzare composizioni elettroniche.

Al Magazzino sul Po, sempre domenica, spazio anche al cantautore e polistrumentista nigeriano Chris Obehi, alle Blue Channel e a Symo, artista romana di origini eritree ed etiopi.

Torino e le reti internazionali della cultura

La presenza di decine di programmatori provenienti dall'estero costituisce uno degli elementi centrali della manifestazione.

L'obiettivo è favorire incontri che possano tradursi in nuove collaborazioni, opportunità di circuitazione e progetti condivisi tra realtà culturali italiane e internazionali.

Il calendario professionale prevede momenti di approfondimento dedicati alla sostenibilità economica dei festival e dei piccoli locali, al rapporto con le comunità e ai modelli di produzione artistica.

Venerdì 13 novembre, negli spazi di Stampé, si discuterà del rapporto tra conoscenze indigene e partecipazione delle comunità ai processi creativi.

Sabato 14 novembre, a Desteenazione, sono previsti incontri tra organizzatori e operatori internazionali, mentre all'Off Topic si affronteranno le questioni legate al finanziamento delle attività culturali e alla gestione degli spazi per la musica dal vivo, con il coinvolgimento di ARCI Torino, KeepOn Live e Music Venue Trust.

La chiusura del programma professionale è prevista domenica 15 novembre, sempre a Desteenazione, con FESTA!, un appuntamento dedicato al confronto tra festival italiani.

La partecipazione al programma PRO è gratuita, previa registrazione entro il 30 ottobre.

Concerti accessibili e appuntamenti in diversi luoghi della città

Le iniziative si distribuiranno in più spazi torinesi, coinvolgendo Off Topic, Ramo d'Oro, Magazzino sul Po, Imbarchino, Stampé e Desteenazione.

La scelta di utilizzare luoghi differenti risponde alla volontà di portare la manifestazione in contesti culturali diversi, alternando concerti aperti al pubblico e appuntamenti riservati agli operatori.

Particolare attenzione sarà dedicata anche all'accessibilità. Durante i concerti all'Off Topic saranno disponibili giubbotti Woojer, dispositivi che permettono di percepire le vibrazioni della musica attraverso il corpo, ampliando le possibilità di partecipazione all'esperienza sonora.

Numerosi appuntamenti saranno gratuiti, tra cui la giornata inaugurale del 12 novembre, i concerti del 13 al Ramo d'Oro e quelli del 15 all'Imbarchino.

Per il concerto del 13 novembre all'Off Topic è previsto un biglietto da 5 euro più prevendita. Al Magazzino sul Po sarà necessaria la tessera ARCI, con ingressi a 10 euro per l'aftershow del 13 novembre e a 5 euro per la serata del 14.

Il programma completo, le modalità di partecipazione e le informazioni relative agli eventi sono consultabili sui siti torinomusicmeeting.com e afrovision.it.

redazione

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