Viabilità e trasporti - 15 ottobre 2026, 13:13

Canavese e trasporto pubblico, Cisl e Fit: "Garantire il diritto allo studi e i collegamenti con le aree interne"

Ogni anno, con la ripresa delle attività scolastiche, si ripresentano le criticità legate agli spostamenti degli studenti

Difficoltà per gli studenti che si spostano coi mezzi pubblici

Difficoltà per gli studenti che si spostano coi mezzi pubblici

Ogni anno, con la ripresa delle attività scolastiche, si ripresentano le criticità legate al trasporto pubblico degli studenti che raggiungono Ivrea per frequentare le scuole superiori. Quest’anno la situazione si è ulteriormente aggravata: diversi autobus non partono più dai capolinea tradizionali, ma da località più lontane, come nel caso di Cuorgnè al posto di Pont Canavese, costringendo le famiglie a sostenere spese impreviste e, in alcuni casi, a ricorrere a servizi di trasporto privati.

A questo si aggiunge il problema della capienza dei mezzi: il rispetto delle norme di sicurezza può comportare che alcuni studenti, anche minorenni, non riescano a salire sull’autobus e siano costretti ad attendere la corsa successiva.

«Non possiamo accettare che raggiungere la propria scuola diventi un problema quotidiano per gli studenti e un ulteriore costo per le famiglie. Il diritto allo studio deve essere garantito concretamente, attraverso un servizio di trasporto pubblico adeguato, affidabile e accessibile».

A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le comunità delle aree interne, dall’Unione Montana Alto Canavese alle Valli Orco e Soana, fino alla Valchiusella. Territori che già affrontano le conseguenze della deindustrializzazione, delle difficoltà infrastrutturali e della progressiva riduzione dei servizi essenziali.

Alla carenza dei collegamenti si sommano infatti le difficoltà nell’accesso ai servizi postali e sanitari, la mancanza di Case della Comunità e la difficoltà di garantire la sostituzione dei medici di medicina generale che cessano l’attività. In queste condizioni, ridurre ulteriormente i servizi di mobilità significa aggravare l’isolamento dei territori e rendere ancora più difficile contrastarne lo spopolamento.

Preoccupa inoltre il Piano della Mobilità della Città Metropolitana, che rischia di penalizzare l’attuale rete urbana di conurbazione di Ivrea e dell’Eporediese, mettendo in discussione collegamenti importanti per cittadini, studenti e lavoratori.

Su questi temi, CISL, CGIL e UIL avevano promosso lo scorso 23 luglio, presso la sala Santa Marta di Ivrea, un incontro con i sindaci e gli assessori dei Comuni interessati, con Ivrea nel ruolo di capofila. Da quel confronto era emerso l’impegno a ricercare una posizione comune per chiedere una revisione del Piano.

La U.S.T. CISL e la FIT CISL ritengono necessario dare seguito a quell’impegno, aprendo un confronto concreto con le istituzioni e i soggetti responsabili della programmazione del trasporto pubblico, affinché siano individuate soluzioni capaci di rispondere alle esigenze reali delle comunità.

Difendere il trasporto pubblico significa difendere il diritto allo studio, il lavoro e la possibilità di continuare a vivere nelle aree interne. La mobilità non può essere considerata soltanto una voce di costo, ma un servizio essenziale e uno strumento fondamentale di coesione sociale e sviluppo territoriale.

U.S.T. CISL e FIT CISL chiedono pertanto che le criticità segnalate vengano affrontate con urgenza e che le scelte sulla mobilità siano condivise con i territori, senza penalizzare studenti, famiglie e cittadini delle aree più periferiche.

comunicato stampa

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