Politica - 16 ottobre 2026, 10:41

La moschea (di Aurora) accende la circoscrizione di Barriera: "Perché non farla in Cit Turin?"

L'intervento sull'ex Nebiolo accende il dibattito alla Sei. Presente anche il vicepresidente della Regione Marrone: "Non è un edificio come un altro". Per le opposizioni: "È riqualificazione, non ideologia"

Clima tutt'altro che disteso durante il consiglio della Circoscrizione 6, dove il progetto di riqualificazione dell'ex Fonderia Nebiolo e la realizzazione del nuovo centro islamico in Aurora ha riacceso, dopo le polemiche dei giorni scorsi, il confronto politico. Toni accesi, botta e risposta e un muro contro muro tra la maggioranza di centrodestra della Circoscrizione e l'amministrazione comunale di centrosinistra.

L'ordine del giorno della discordia

Al centro del confronto l'Ordine del Giorno presentato dal presidente Valerio Lomanto e firmato compattamente da tutti i capigruppo di maggioranza: Celentano, Cufari, Lamberti, Marino, Speranza e Zaccaro. Un atto indirizzato al sindaco Lo Russo per chiedere più trasparenza sui fondi e sul progetto.

Secondo quanto riportato nel documento stesso, la stessa Confederazione Islamica avrebbe dichiarato che una parte dei finanziamenti proverrebbe dal Marocco. Da qui la richiesta di verifiche su provenienza, entità, modalità e finalità, oltre alla valutazione dell'impatto su viabilità, sosta, trasporti e sicurezza, e al sostegno a livello regionale a una maggiore programmazione per evitare fenomeni di concentrazione.

"Non è libertà di culto, è posizione e trasparenza"

Ad introdurre l'atto è stato lo stesso presidente Lomanto: "Abbiamo saputo dai giornali di questa improvvisa accelerazione. Una mossa che doveva avere un carattere prettamente urbanistico ma che invece non riteniamo tale. Tocca un punto fondamentale che nessuno di noi ritiene debba venir meno, cioè la libertà di culto, ma tocca anche perplessità importanti come l'assenza di trasparenza sulle risorse".

Lomanto è poi entrato nel merito delle problematiche di territorio, parlando di rischio ghettizzazione a cavallo tra la 6 e la 7: "Non è un caso che venga fatta nella porzione a nord di Torino. Quando una persona di fede musulmana dovrà cercarsi casa, la cercherà nei pressi della moschea, in un contesto problematico. Basta pensare alle nostre scuole, dove la percentuale del 30% di stranieri è impossibile, perché siamo oltre al 90%". Da qui la provocazione: "Perché non in centro, a Cit Turin o in Crocetta?", chiude Lomanto.

Le opposizioni: "È riqualificazione, non ideologia"

Di segno opposto gli interventi delle minoranze. Per Alessandro Salvatico, capogruppo di AVS si tratta di un: “Intervento di riqualificazione urbana” aggiungendo che chi vuole una città sicura non dovrebbe aver paura di recuperare uno spazio abbandonato da quasi 50 anni: "Io ho un figlio e non vedo l'ora di vedere le aule studio: spero di frequentarle quanto prima. Parliamo di un'area in preda al degrado che tornerà a essere uno spazio pulito, vivo, vissuto, con attività culturali".

Isabella Martelli, capogruppo PD, ha parlato di strumentalizzazione del tema: "Stiamo parlando di un intervento che non riguarda questa circoscrizione, quindi non voteremo né delibera né parere che incide sul progetto perchè è una discussione inutile. Questo consiglio è stato convocato all'ultimo e c'è stata strumentalizzazione politica, perché lunedì c'è la manifestazione di un partito proprio su questo argomento".

Ha ricordato che in Circoscrizione 6 esistono già due moschee, in via Sesia e via Botticelli: "La legge dice che la libertà religiosa esiste e va sostenuta. Bisogna distinguere tra religione e delinquenza, la paura nasce dalla seconda". Poi l'attacco a Marrone: "Ci sono video online del 15 marzo e articoli, dove durante una visita in moschea Marrone usava toni di forte apertura definendole luoghi che tengono lontani i bambini dalla droga".

Infine Fabio Cambai, capogruppo M5S che ha contestato le critiche strutturali del progetto: “Ci sarà una torre di ventilazione di venti metri, come quella dell'ospedale Giovanni Bosco. A Roma ce n'è una e in Europa sono alte 55 metri. Nessun paesaggio è stato deturpato. Non capisco poi questa paura dell'islamizzazione".

Marrone replica al PD: "Questa non è una moschea come le altre"

Presente in aula il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone, che ha rivendicato la proposta di modifica della normativa regionale sulle attrezzature religiose: "Non è concomitanza con manifestazioni partitiche, l'emendamento è già incardinato nella legge omnibus di riordino in Regione. Avete fatto bene a dibattere ora, prima che arrivi in Aula".

Marrone ha rivendicato la linea: "Questa non è una moschea come tutte le altre. Annuncia di essere la seconda più grande d'Europa e la più grande d'Italia. Perché uno Stato estero dovrebbe investire milionate per realizzarla qui?". Poi il nodo sui servizi connessi e sulla trasparenza: "Mi era stato garantito che non era previsto minareto né torre, poi abbiamo scoperto che esistono nel progetto. È un segnale forte".

Destre compatte

Un tema che ha visto le destre torinesi unite e compatte, in una vera e propria gara riguardo la paternità della battaglia contro il progetto. A rivendicare il ruolo di apripista è stata Deborah Lamberti, capogruppo di Futuro Nazionale: "L'unico obiettivo indiscutibile di questa maggioranza è stare sul territorio, per interesse, sicurezza e vivibilità dei cittadini. Ed è per questo che oggi sosteniamo con convinzione questo documento, che pone quesiti legittimi su impatto urbanistico, viario e trasparenza dei flussi finanziari esteri".

Lamberti ha poi rivendicato il ruolo di FN contro la realizzazione della mosche: "Futuro Nazionale ha fatto da apripista: l'11 agosto scorso, mentre tutti eravamo in ferie, abbiamo depositato all'URP del Comune una proposta di deliberazione di iniziativa popolare per chiedere la revoca della concessione. È di dominio pubblico che l'11 settembre il Comune l'ha dichiarata inammissibile trincerandosi dietro un rimpallo di competenze. Una tesi che abbiamo respinto riservandoci ricorso al TAR".

Sulla stessa linea Luciano Speranza, capogruppo di Forza Italia: "Avete sentito le parole del Presidente Cirio, espresse in modo molto serio e approfondito. Noi siamo con i piedi per terra, aperti al confronto. Ma non possiamo accettare un'area dove non è chiaro che non venga fatto dell'estremismo, dell'islamizzazione. Al posto della ex Nebiolo si poteva fare un bellissimo parco per tutte le famiglie, di qualsiasi religione".

E ha aggiunto: "È vero che dicono sarà in Circoscrizione 7, ma non c'è un muro di Berlino. Torino è la città del Duomo, di Superga, della Gran Madre, della Sindone. La 6 ha subito una ghettizzazione, con problemi evidenti di sicurezza, pulizia e manutenzione".

Sul tema dell'islamizzazione più dura Paola Cufari, capogruppo della Lega: "Noi da tempo ci battiamo contro l'islamizzazione anche se qualcuno non se ne preoccupa. Non è una religione che è da tutti i punti di vista da apprezzare. Questo progetto è un mostro e non siamo d'accordo".

Botta e risposta tra i consiglieri Ledda e Liardo 

Infine, la Sala gremita della Circoscrizione ha visto, oltre una folta presenza di cittadini, anche rappresentanti istituzionali, tra cui diversi esponenti della Circoscrizione 7 e l'onorevole Augusta Montaruli. A chiudere la serata il botta e risposta tra i due consiglieri comunali intervenuti, Tony Ledda del Pd e Enzo Liardo di Fratelli d'Italia.

Un confronto serrato sui due fronti: da una parte Ledda, che ha difeso l'iter e il valore dell'opera: "Sarà forse la terza o la quarta in Italia perché accoglierà mille fedeli, per il resto dedicata a studentati e altri luoghi di servizio. Si prega nelle cantine, nei garage e non fa piacere a nessuno. La moschea sarebbe un'occasione importante, civile, di rigenerazione urbana e un riferimento solido per il dialogo".

Dall'altra parte la chiusura del consigliere Liardo, che ha rivendicato le paure del quartiere : "Ci dicevate che era solo una percezione quello che vedevamo. Poi dalla percezione si è passati ai fatti e hanno stravolto Barriera di Milano. Le paure le viviamo ogni giorno, uno scippo a una vecchietta sono reati minori ma toccano la pelle delle persone".

Marco D’Agostino

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