La Torino-Lione continua ad essere uno degli argomenti al centro della discussione politica ed istituzionale. Sabato 3 ottobre ad Avigliana si è svolto l’ennesimo corteo no Tav: sul fronte opposto lo scorso 27 settembre in piazza Palazzo di città c’è stata una manifestazione a sostegno dell’opera.
Simone Fissolo, capogruppo comunale dei Moderati, quanto è importante questa linea ad Alta Velocità per Torino?
La Tav è un’infrastruttura europea e, prima ancora, una scelta di sostenibilità. Significa spostare più merci e persone su ferrovia, riducendo il traffico dei tir e, dove possibile, anche quello aereo. Questo comporta meno emissioni e si traduce quindi in un minor inquinamento ambientale.
Faccio un esempio molto semplice: oggi, se da Torino voglio andare a Marsiglia, posso prendere un pullman oppure raggiungere Malpensa e prendere un veivolo. Con una rete ferroviaria europea più efficiente, posso arrivarci velocemente in treno. Questa è la direzione verso cui dobbiamo andare.
Quindi la Tav non è soltanto un collegamento tra Torino e Lione?
Assolutamente no. È un pezzo della rete ferroviaria europea che serve a connettere il sud dell’Europa e a mettere in relazione città, porti, aeroporti e territori. Torino deve essere dentro questa rete, non ai margini.
Pensiamo anche alla dimensione europea: il collegamento ferroviario si estende dalla Spagna e verso est arriva fino all’Ucraina: Torino è gemellata con Leopoli. Le infrastrutture sono uno degli strumenti con cui l’Europa può diventare più integrata e più forte: sono uno dei volani dello sviluppo.
Lei cita anche la sicurezza europea. È un aspetto che viene considerato abbastanza?
Credo che oggi non possiamo ignorarlo. Le infrastrutture ferroviarie hanno anche una funzione strategica per la mobilità e la logistica della Difesa. Se vogliamo costruire un’Europa più integrata e capace di proteggere i propri cittadini, dobbiamo avere anche infrastrutture adeguate. Il Tav va quindi guardata non soltanto con gli occhi della mobilità, ma anche con quelli della strategia europea.
Sabato 3 ottobre c’è stata la riunione della maggioranza con il sindaco Lo Russo in vista delle elezioni amministrative del 2027. Tav e Askatasuna sono stati indicati come due temi divisivi. È così?
Non credo. Sono temi che appartengono a una fase precedente. Askatasuna non c’è più, perché lo stabile è stato sgomberato e la Città ha avviato un percorso per individuare progetti volti a dargli una nuova vita. La Torino-Lione è in costruzione e il progetto è ormai in una fase diversa rispetto al passato. Naturalmente nella maggioranza possono esserci opinioni differenti su singole questioni, ma possono essere superate e non credo che oggi questi due temi rappresentino il futuro della coalizione: dobbiamo discutere soprattutto di come sarà Torino nei prossimi anni.
Domenica 27 settembre il popolo Sì Tav ha manifestato davanti al Comune. I Moderati hanno partecipato?
Abbiamo scelto di manifestare a modo nostro, affiggendo in quei giorni numerosi manifesti Sì Tav per le strade di Torino. È stato il nostro modo di ribadire il sostegno a un’opera che consideriamo strategica per il capoluogo e per l’Europa.
Sabato scorso si è svolta una manifestazione per chiedere al Governo nuove risorse per il prolungamento della linea 1. C’è chi sostiene che si potrebbero utilizzare per la metro le risorse destinate al Tav. Cosa ne pensa?
Non possiamo confondere la zucchina con la patata. I fondi per la Torino-Lione e quelli per la metropolitana sono destinati a infrastrutture diverse perché le due opere rispondono a esigenze diverse. L’Alta Velocità ha una dimensione europea e internazionale, mentre la linea 1 ha una funzione metropolitana e locale. Una collega territori e merci lungo una rete europea, mentre l’altra persone e quartieri dell’area torinese.
Quindi bisogna scegliere tra Tav e Metro 1?
No, è proprio questo il punto: non dobbiamo metterle in contrapposizione. Torino ha bisogno di entrambe. Il Governo Draghi ha contribuito in maniera importante alla realizzazione della linea 2. Ora ci aspettiamo che anche Meloni faccia la sua parte per garantire il completamento della metro 1 e il suo prolungamento fino a Cascine Vica. Abbiamo bisogno di una Torino più collegata dentro l’Europa e, allo stesso tempo, un territorio più interconnesso. Le due cose non sono alternative: sono due livelli della stessa idea di sviluppo.





