Si sarebbe aspettato un ritorno sui proprio passi dell’Amministrazione comunale e una riduzione dell’imposta di soggiorno a 1 euro. Paolo Chiattone, che gestisce assieme alla moglie una struttura per affitti brevi a Torre Pellice, ha espresso il suo disappunto con una lettera alla sindaca, Maurizia Allisio, ai consiglieri e ai giornali. Contesta in particolare l’ammontare dell’imposta stabilito a 2 euro nel regolamento votato in consiglio comunale lo scorso lunedì: “Non sono contrario a priori rispetto a questo tipo di strumento ma avrei voluto un’analisi tecnica seria e un’applicazione graduale partendo da 1 euro, allineandoci a Comuni come San Secondo di Pinerolo”. Chiattone aggiunge che dopo l’incontro svolto il 6 ottobre, tra l’Amministrazione comunale e chi gestisce strutture per affitti brevi, sembrava scontato che il Comune avrebbe accolto la richiesta di allineamento al Comune di San Secondo: “Il timore è che possa esserci una diminuzione del numero di pernottamenti. Una tariffa di questo tipo potrebbe provocare un danno all’immagine per il paese e penalizzare il nostro turismo, famigliare ed escursionistico” aggiunge.
La sindaca di Torre Pellice afferma che tale preoccupazione e la proposta di riduzione dell’imposta sia stata presa in considerazione: “Il giorno successivo all’incontro c’è stata una riunione di Giunta informale a cui ha partecipato anche il funzionario comunale che ha lavorato al regolamento per un anno e mezzo, proprio per discutere delle obiezioni sollevate”. La decisione è stata tuttavia di confermare l’importo: “Il numero medio di pernottamenti in paese non supera le 3 notti. Quindi, un adulto, vedrebbe aumentare il costo del suo soggiorno di 6 euro: non è una cifra che può far desistere dalla scelta di Torre Pellice”.
La sindaca ribadisce comunque che l’Amministrazione è disponibile a tornare sui suoi passi nel caso la scelta non si dimostrasse efficace: “La convinzione è che grazie alla tassa migliorerà l’offerta turistica e che quindi il paese diventerà più attrattivo. Se dopo un anno dall’applicazione ci accorgessimo che questo non succede, potremmo rimettere in discussione la decisione”.





