Viabilità e trasporti - 18 ottobre 2026, 11:51

Sicurezza stradale, 13 associazioni e comitati propongono al Comune un piano in 5 punti. "Progetto pilota in corso Regina Margherita"

Dopo la recente tragedia costata la vita al piccolo Niccolò, in un documento si chiede l'avvio degli interventi entro dicembre. Sul tavolo anche la trasformazione di tutti i controviali di Torino, sicurezza per la mobilità scolastica, sopralluoghi nei quartieri, potenziamento del trasporto pubblico e maggiore presenza di ausiliari del traffico. Domani l'incontro con il sindaco

Proseguono le iniziative per chiedere sicurezza sulle strade

Proseguono le iniziative per chiedere sicurezza sulle strade

Rendere Torino una città nella quale tutte le persone possano muoversi in sicurezza, riducendo progressivamente la dipendenza dall’automobile e restituendo spazio alla mobilità pedonale, ciclistica e al trasporto pubblico, è questo l’obiettivo del documento che 13 tra associazioni, comitati e realtà cittadine presentano all’Amministrazione comunale in occasione dell’incontro con il Sindaco in programma domani, lunedì 19 ottobre 2026. Durante l’incontro, dalle 17.30 ci sarà un presidio davanti alla scuola Fontana (via Buniva, 19). Intanto ogni mattina continua la ciclabile umana in corso Regina Margherita, nel ricordo della tragedia che è costata la vita al piccolo Niccolò.

Alcuni segnali positivi

Negli ultimi anni Torino ha registrato alcuni segnali positivi verso una mobilità più sostenibile. Lo dimostrano per esempio i dati di utilizzo di alcune delle infrastrutture ciclabili esistenti. Dati che testimoniano una domanda di mobilità attiva concreta e crescente, ma che fanno emergere grande disparità territoriale di infrastrutture.

Il documento parte da una constatazione precisa: non è sufficiente aspettare che le persone cambino abitudini. È necessario creare le condizioni perché possano farlo, attraverso interventi infrastrutturali, servizi di trasporto pubblico più efficienti, regole efficaci, controlli e un cambiamento culturale sostenuto da una comunicazione pubblica chiara.

La tutela della vita è una priorità

"Negli ultimi sei anni sulle strade torinesi sono morte ogni anno tra 16 e 31 persone. A queste vittime si aggiungono le persone ferite e le collisioni che coinvolgono persone a piedi e in bici non rilevate dalle statistiche ufficiali. L’insicurezza stradale rappresenta il principale ostacolo alla crescita della mobilità attiva e produce rilevanti costi sociali, sanitari e ambientali", dicono le associazioni.

Allo stesso tempo, proseguono, "Torino continua a presentare una fortissima dipendenza dall’automobile. Nel 2025, secondo i dati di Mobilitaria, il tasso di motorizzazione a Torino era di 822 automobili ogni 1.000 abitanti; quasi 9 milioni di metri quadrati di spazio urbano occupati dalla sosta (pari a più di 1.200 campi da calcio)".

La tutela della vita e la sicurezza stradale devono diventare un criterio prioritario nelle decisioni che riguardano l'organizzazione dello spazio pubblico e della circolazione, adottando politiche coerenti con i principi della “Vision Zero” (zero vittime e persone ferite sulle strade).

Questo si traduce nel diritto di bambine e bambini a muoversi in autonomia, nel riconoscimento della strada come spazio pubblico di tutte le persone, nella ridistribuzione degli spazi urbani e nell’implementazione di infrastrutture che agiscano sulla moderazione della velocità e sulla prevenzione dei comportamenti pericolosi, accompagnati da controlli. Una città può dirsi realmente sicura quando bambine e bambini possono percorrere in autonomia e sicurezza i tragitti tra casa e scuola.

Le cinque proposte prioritarie

Le realtà promotrici chiedono all’Amministrazione comunale di assumere cinque impegni concreti nel breve, che partono da Vanchiglia e devono coinvolgere tutta la città.

1. Un progetto pilota in corso Regina Margherita

Entro dicembre 2026, realizzare un progetto pilota nel controviale di corso Regina Margherita, nel tratto compreso tra corso San Maurizio e il ponte Regina Margherita.

Il progetto, che dovrà essere accompagnato da un processo di partecipazione, dovrà prevedere interventi infrastrutturali di moderazione del traffico, come strumenti per ridurre la velocità e soluzioni capaci di disincentivare l’utilizzo del controviale come percorso alternativo agli assi di scorrimento.

2. Estendere il modello agli altri controviali

Si propone in parallelo un piano per estendere progressivamente gli interventi agli altri controviali cittadini, a partire da quelli con caratteristiche analoghe.

3. Tour in bicicletta e a piedi nei quartieri

Le associazioni propongono sopralluoghi congiunti in bicicletta e a piedi, ai quali partecipino cittadinanza, assessori e tecnici comunali. L’obiettivo è rilevare in prima persona le difficoltà di attraversamento, la necessità di manutenzione e i margini di miglioramento di marciapiedi e piste ciclabili, scarsa visibilità, cantieri interferenti con i percorsi ciclabili e non, sosta irregolare e comportamenti di guida pericolosi.

4. Un trasporto pubblico più frequente e affidabile

Gli interventi di moderazione del traffico devono necessariamente essere accompagnati da un’alternativa efficace all’automobile. Gli interventi sui controviali devono prevedere il  potenziamento sostanziale del trasporto pubblico.

5. Maggiore presenza degli ausiliari del traffico

In attesa di interventi strutturali, viene chiesta una maggiore presenza di personale dedicato alla sicurezza stradale, con particolare attenzione agli utenti più vulnerabili. Si propone la presenza dissuasiva e controlli su velocità, sosta su ciclabili, marciapiedi e attraversamenti, sosta in doppia fila.

Le realtà promotrici chiedono che agli impegni generali corrispondano ora obiettivi verificabili, scadenze, responsabilità, risorse economiche e dati pubblici per  misurare annualmente i risultati.

“Siamo consapevoli che la trasformazione della mobilità in un modello sicuro e sostenibile sia un processo complesso, che passa attraverso scelte infrastrutturali lungimiranti e un cambiamento culturale. Tale processo necessita di essere affrontato con un confronto strutturato con la cittadinanza e accompagnato da messaggi chiari che esprimano visione, volontà e determinazione necessarie al cambiamento. Per questo, come associazioni e comitati che si occupano da anni di mobilità, ci mettiamo a disposizione e a supporto delle misure che vadano in questa direzione”, si scrive nel documento. 

Le realtà promotrici

A sostenere questa iniziativa sono Comitato Vanchiglia Insieme, FIAB Torino Bike Pride, FIAB Torino Bici & Dintorni, Fridays for Future Torino, Giustizia Climatica Ora! (Kontiki), Extinction Rebellion Torino, Comitato Torino Respira, Consiglio d’Istituto dell’I.C. Gino Strada, ACMOS, Piedibus Barriera - Aurora, Circolo Legambiente Molecola, Toroller collective, Future Parade Torino.

Massimiliano Sciullo

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