Cultura e spettacoli - 20 ottobre 2026, 14:33

A tavola si unisce tutta l’Italia: apre la nuova mostra al Museo del Risorgimento

Fino al 4 aprile, un percorso espositivo che racconta la cucina di tutte le regioni dal Settecento alla Prima Guerra Mondiale

“Si sa che gli italiani non vivono che di maccheroni” scriveva Alexandre Dumas. Un pensiero che la mostra “A Tavola! Cucina, cibo e gusto nell’Italia del Risorgimento” al Museo del Risorgimento intende riscrivere.

Un percorso espositivo, aperto fino al 4 aprile, che racconta la storia di una cucina che da nord a sud ha unito tutte le regioni e la classi sociali d’Italia.

Antichi ricettari, menù illustrati, dipinti, regole e riti del cucinare, utensili e strumentazioni dell'arte gastronomica, dalle scodelle da desco alle tavole reali, dall'invenzione della macchina per la pasta alle cucine economiche, fino alla distribuzione del rancio in tempo di guerra.

Il racconto parte dalla cucina settecentesca rigidamente francese  fino alla Grande Guerra, quando al fronte i soldati incontrano per la prima volta, oltre alla lingua, anche una cucina comune: la pasta cotta nelle casse di cottura, le scatolette delle industrie conserviere di Genova, Bologna e Torino, un vitto paradossalmente più ricco di quello a cui molti erano abituati. È lì, in trincea, che prende corpo un'alimentazione per la prima volta nazionale.

Tra i protagonisti anche Cavour, habitué Del Cambio, a Pellegrino Artusi, padre del primo ricettario italiano, fino ai grandi cuochi che dopo la metà dell'Ottocento, sulla scia di Carême, si autorappresentano con l'alto cappello bianco a pieghe, la toque. In mostra 

La mostra viene presentata a meno di un anno dal 10 dicembre 2025, quando la cucina italiana è stata ufficialmente iscritta alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.

"Con 'A Tavola!' il Museo racconta un aspetto della profonda trasformazione sociale che segna il Risorgimento. La tavola è un punto di osservazione straordinario: vi si leggono le differenze regionali, gli scambi con l'Europa, l'ascesa della borghesia, la lenta costruzione dell’identità nazionale - dichiarano Luisa Papotti e Alessandro Bollo, presidente e direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano - La mostra non si esaurisce nelle sale. Il public programme la porta nei caffè storici, nei ristoranti e nei luoghi della convivialità torinese, con talk, spettacoli ed esperienze di gusto. È un modo per restituire al tema la sua natura viva: la cucina italiana non è un reperto, ma una pratica quotidiana che continua a trasformarsi".

Chiara Gallo

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