È un lavoro condiviso con sei giovani allievi dell’Accademia di Belle Arti quello di Giuseppe Caccavale, il nuovo “Intruso”, negli spazi della Gam.
La mostra installazione che sarà visibile dal 29 ottobre al 4 aprile è un confronto tra l’artista e le opere conservate nei depositi del museo dai gessi, appena restaurati, e i dipinti dedicati al paesaggio montano, con una particolare attenzione alle montagne che disegnano l’orizzonte di Torino.
“Nell’oltretempo” è il titolo del progetto che è stato portato avanti con le ragazze e i ragazzi dell’Accademia. Un percorso in cui il passato si risveglia nel contemporaneo.
“È un intervento totale -spiega l’artista - che mette insieme tipografia, libro, teatro, cinema e soprattutto poesia. Un organismo visivo in cui la parola tradizione, la madre della civiltà, fa da guida. Ci siamo allontanati dall’idea di vedere lo spazio come un attaccapanni. Qui si sente il battito delle mani dei ragazzi che hanno preso parte al progetto”.
L’intervento si sviluppa sulle pareti attraverso pigmenti, grafite e la tecnica dello spolvero. L'intonaco impastato di grafite accoglie le parole e avvolge le opere della collezione, dipinti e gessi, in un nuovo spazio di relazioni. Questa concezione dello spazio si nutre anche degli studi di Caccavale sui manoscritti miniati: dai carmi figurati di Rabano Mauro ai codici della biblioteca della Badia di Cava de' Tirreni, nei quali scrittura e colore si fondono, invitando alla lettura, al canto e alla meditazione. Per la prima volta, l’artista disegna sulle pareti parole che ha scritto lui stesso.
“Viviamo un momento difficile, dobbiamo far palpitare il gesso. Credo che un autore debba tenere conto della drammaticità economica dei tempi in cui viviamo e dei giovani che qui sono davvero protagonisti, non sono degli assistenti. Devono attraverso l’arte per creare speranza. In questo modo si crea una comunità dentro il museo”.
“Credo sia giusto coinvolgerci, c’è una sorta di scambio di energia. L’arte crea connessioni e ci permette di connetterci con gli altri, per questo credo nelle pratiche condivise e pensate a più teste” spiega Giovanna, 24 anni, tra i sei studenti di Arti Decorative coinvolti nel progetto.
“Questo progetto mette gioia e speranza - conclude Caccavale - comunica speranza. Vivo a Parigi, ero a place Pigalle, ho visto cosa è successo. Viviamo in una miseria incredibile, un artista attraverso il suo impegno deve essere tradotto. E qui viene tradotto con il poco e con il dono”.










