Una nuova risonanza per conoscere (e curare) il cervello umano. È stata inaugurata oggi alle Molinette la nuova strumentazione (tecnicamente una 3 Tesla) che sarà utilizzata per attività diagnostiche, cliniche e per gli studi sperimentali e clinici dell'Istituto di Neuroscienze di Torino, guidato dal professor Marco Tamietto. "Per noi che facciamo ricerca questa risonanza ci permette di capire cose del cervello che non sapevamo capire prima - dice Tamietto - studiando una vasta platea di pazienti. Ma anche studiare molto a fondo pochi pazienti selezionati su pensieri, ricordi, azioni, battito cardiaco e frequenza respiratoria".
Un investimento da 1,6 milioni
L'investimento complessivo è di 1,6 milioni, finanziato da Regione (tramite il bando Infra+) e Ministero dell'Università. Le nuove tecnologie permetteranno di osservare l'anatomia cerebrale, ricostruire le connessioni e, oltretutto, dimezzare i tempi di esame riducendo i tempi di attesa. "Un passo avanti per chi ha problemi a rimanere a lungo dentro la macchina, ma anche più esami al giorno", sottolinea Tamietto.

Gli studi sperimentali, poi, coinvolgeranno oltre a chi ha bisogno di cure anche volontari sani. "Proprio le attività di ricerca permetteranno una sostenibilità economica che permetterà per i prossimi 5 anni di non pesare sui contribuenti".
Serve anche il patrimonio umano
"La velocità d'esecuzione degli esami e una maggiore produzione di dati di esami - aggiunge Paolo Fonio, direttore del dipartimento di Diagnostica per immagini di Città della salute - sono per noi un grande salto in avanti, dal punto di vista assistenziale. Ma accanto alla tecnologia serve il patrimonio umano che la sappia sfruttare al meglio".
Clinica e ricerca insieme
"Sono momenti molto importanti per varie ragioni - dice la rettrice di Unito, Cristina Prandi -. L'acquisizione di questa strumentazione fa fare grandi passi avanti nella diagnostica permettendo di comprendere alcuni meccanismi del cervello. Lo collochiamo qui per rinforzare il rapporto tra la ricerca e la clinica, che possono avanzare più rapidamente, insieme".
"Ora aspettiamo la Città della salute"
Il direttore generale di Citta della salute, Livio Tranchida, sottolinea come "progetti come questi richiedono dialogo tra le istituzioni visto che si tratta di un cofinanziamento. Questo macchinario ci pone all'avanguardia, con il valore aggiunto dell'Università". Ma non si nasconde sul futuro: "Abbiamo sistemato questa strumentazione in un luogo insolito per sfruttare al meglio gli spazi. Ma non vediamo l'ora però che comincino i lavori della Città della Salute perchè questa città merita un ospedale moderno".

Usato un tesoretto
"Siamo riusciti a utilizzare un tesoretto accantonato dai Fondi Europei per la ricerca per contribuire a questa necessità così importante - dice l'assessore regionale a Innovazione e ricerca, Matteo Marnati -. Cerchiamo di dare supporto per crescere e continuare a essere competitivi e attrattivi come Università, ma anche per avere strutture all'avanguardia".
Tagliare le liste d'attesa
"La struttura già funziona da alcune settimane e permette all'Università di fare eccellenza - dice il consigliere regionale Fabrizio Ricca - ma anche per dare energia a ridurre le liste d'attesa".










