Sette città portuali europee raccontate dall'obiettivo di Anastasia Samoylova nella mostra che apre fino al 7 febbraio alle Gallerie d'Italia. Già ospite nello spazio di Intesa San Paolo ad Artissima l'anno scorso con "Image Cities", la fotografa russo-americana torna a Torino, questa volta in presenza, con il progetto Harbor, la sua prima personale che ospita oltre sessanta immagini scattate a Genova, Venezia, Rotterdam, Marsiglia, Lisbona, Atene e Istanbul.
"Torino è rimasta vera"
"È la seconda volta che vengo a Torino e tra tutte le città d'Italia che ho visto finora in qualche modo è quella che si è salvata di più dalle orde dilaganti di turisti, e sembra una città italiana vera, autentica e vivibile. Certo, forse non ho passato abbastanza tempo per assistere ai cambiamenti che sono avvenuti da quando era una città più a carattere industriale".
Nella mostra a Gallerie d'Italia, i porti rappresentati sono come luoghi in cui si intrecciano le dinamiche del commercio globale, le trasformazioni del paesaggio urbano e le relazioni tra attività umane e ambiente.
Progetto "senza fine"
"Questo un progetto che non si ferma potrebbe continuare per tutta la mia vita - commenta la fotografa -. La cosa interessante sono i grandi contesti che rappresenta. Due i concetti duali con cui ho lavorato al progetto: da un lato il porto è un luogo pratico cui tutti siamo collegati, dall'altro c'è la mia sensibilità, la mia visione romantica, un'analisi del proto come luogo di approdo anche per le persone".
"Guardando le foto, Invito tutti a rallentare e capire come le foto parlino attraverso questi strati che rappresentano il tempo che passa. La fotografia per me è l'unico mezzo che ha sia ha un ruolo artistico che documentaristico della nostra realtà che ci circonda in un mondo dominato dall'intelligenza artificiale".
Il porto diventa così non solo più un'infrastruttura destinata al transito delle merci, ma un paesaggio in continua trasformazione, in cui si rendono visibili le conseguenze della globalizzazione e le tensioni tra sviluppo economico, innovazione tecnologica e memoria dei luoghi.
Terminal, gru, container, magazzini e macchinari compongono scenari segnati dalla dimensione industriale e dalla crescente automazione.
Spazi e persone
Lo sguardo di Samoylova, ispirato alla lezione di Luigi Ghirri, si sposta anche sulle persone che vivono e attraversano questi spazi. Dagli operai impegnati nella manutenzione delle imbarcazioni ai visitatori e ai passeggeri delle navi da crociera. Storie di turismo, ma anche di migrazioni e lavoro precario.
"La committenza affidata ad Anastasia Samoylova ci conduce in viaggio nei porti europei: con evidenza e bellezza, le sue fotografie raccontano il fascino, le trasformazioni e le complessità di questi luoghi che da sempre accompagnano la storia e lo sviluppo del vecchio continente. Il progetto, completa, anche nella continuità dell'allestimento, Wandering Europe di Luca Campigotto, ampliando così la riflessione sui temi del nostro tempo", dice Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo.











