"Grazie per tutti i messaggi e le parole che ci state mandando. Ci fanno sentire quanto questa libreria sia anche vostra e quanto sia forte il legame che costruiamo insieme giorno dopo giorno. È bello sentirvi così vicini". È questo il messaggio affisso sulle porte della Feltrinelli di Porta Nuova, che sabato scorso è stata presa di mira durante la guerriglia urbana scatenatasi nel centro di Torino nel corso della manifestazione contro il caro vita.
Incappucciati
Una tensione scoppiata all'improvviso. Un gruppo di manifestanti è entrato nella libreria dello scalo ferroviario: molti quelli incappucciati, che hanno buttato a terra dischi, libri, per poi danneggiare gli arredi e devastare ciò che hanno trovato sulla loro strada.
Nuovo corteo
Intanto a Porta Nuova rimane alto lo stato di allerta, anche in vista del nuovo corteo previsto il 24 ottobre per le vie del capoluogo piemontese. L'Esercito, insieme alla Polizia Ferroviaria, presidia l'atrio della stazione e controlla i documenti principalmente ai ragazzi giovani. È già capitato in passato che i militari fossero presenti all'interno dello scalo, ma non sfugge il rischio che sabato possano ripetersi scene di devastazione analoghe.

Il ritrovo del corteo contro la guerra ed il riarmo è fissato per sabato alle 15 in piazza Castello. I manifestanti scenderanno in strada al grido di "Noi la guerra non la paghiamo. Già annunciata la presenza del Movimento 17 ottobre, nato a seguito degli scontri di sabato. Il gruppo sui social ha già annunciato la presenza in concomitanza con molte iniziative identiche in diverse città italiane da nord a sud.
La manifestazione arriva dopo che Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi un nuovo decreto sicurezza. Il provvedimento introduce il reato di "partecipazione violenta a una manifestazione" con pene da 2 a 5 anni per chi usa bastoni o petardi nei cortei, estende il fermo preventivo per i minori e prevede una multe per i genitori dei ragazzi coinvolti.








