Un’area verde un tempo fiore all'occhiello del quartiere Cit Turin, oggi ridotta in uno stato di abbandono che fa infuriare residenti e frequentatori. Al centro della polemica c'è il giardino Nicola Grosa, ai piedi del grattacielo Intesa Sanpaolo tra via Cavalli e i corsi Vittorio e Inghilterra. A sollevare con forza il caso, dopo le polemiche già emerse in Comune, sono alcuni cittadini.
Le proteste dei cittadini: "Spettacolo indecoroso"
Le lamentele di chi vive il quartiere ogni giorno non lasciano spazio a interpretazioni. Tra i frequentatori cresce la rabbia per le condizioni in cui versa il parco: "Gli alberi sono secchi, le piante rimosse non più rimpiazzate, e nei tronconi lasciati a terra si rischia persino di inciampare", denuncia Osvaldo, esasperato dalla presenza di rifiuti e da un'area giochi polverosa e impoverita. Un degrado giudicato inaccettabile per uno spazio che accoglie quotidianamente famiglie, bambini in bicicletta e anziani, e che spinge molti a lanciare una provocazione diretta alla politica: "Chi governa si prenda la briga di venire a fare una passeggiata qui, anziché limitarsi a restare in ufficio?".
La Circoscrizione 3: "Al lavoro per rinnovare la convenzione"
Sul tema interviene direttamente la presidente della Circoscrizione 3, Francesca Troise, che fa chiarezza sulle responsabilità e sul futuro della gestione. "La manutenzione del giardino spettava al grattacielo grazie a una convenzione con il Comune che purtroppo è scaduta - spiega la presidente -. Stiamo già lavorando per ricostituirla e, nel frattempo, l'area viene seguita per tutte le altre attività di manutenzione ordinaria".
Il botta e risposta in Comune
La questione, già portata alla luce nei mesi scorsi attraverso un'interpellanza del consigliere di Torino Bellissima, Pierlucio Firrao, aveva trovato la replica dell'assessore al Verde, Francesco Tresso. In aula l'assessore aveva difeso l'operato del Comune, ricordando che l'area è costantemente presidiata per sfalci e bonifiche, e attribuendo la moria di una trentina di alberi alle condizioni climatiche eccezionali. L'amministrazione aveva promesso interventi di rimozione e la ricerca di una nuova intesa con Intesa Sanpaolo per restituire la gestione al privato.







