Sanità - 23 ottobre 2026, 12:03

Riabilitare la musica: fino a 9 musicisti su 10 soffrono di disturbi muscoloscheletrici

Sabrina Dal Fior, direttrice della Riabilitazione del San Luigi e copresidente del Congresso nazionale SIMFER appena concluso a Torino, racconta come prevenire e curare la salute e il talento dei musicisti

Anche i musicisti hanno bisogno di cure specifiche

Anche i musicisti hanno bisogno di cure specifiche

Secondo una pubblicazione scientifica internazionale del 2026 su Occupational Medicine, che ha preso in esame 18 revisioni sistematiche, i disturbi muscoloscheletrici interessano dal 40% a oltre il 90% dei musicisti. Le aree più frequentemente interessate sono il collo, le spalle e le mani. Particolarmente esposti risultano i musicisti che suonano strumenti ad arco e a tastiera e quelli che dedicano molte ore alla pratica strumentale.
Il tema è stato al centro di un originale appuntamento del 54° Congresso nazionale della Società italiana di Medicina fisica e riabilitativa (SIMFER), concluso mercoledì 21 ottobre al Lingotto di Torino. L'incontro Musica e riabilitazione ha unito approfondimento scientifico ed esecuzioni dal vivo del Quartetto d'Archi di Torino, richiamando l'attenzione sulle patologie da sovraccarico e sulle possibilità di prevenirle e trattarle.
"L'attività musicale richiede un impegno fisico altamente specializzato, fatto di movimenti precisi e ripetuti, spesso mantenuti per molte ore. I musicisti sono atleti in ambito artistico", spiega Sabrina Dal Fior, direttrice della Medicina fisica e riabilitazione dell'AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano, che ha presieduto il Congresso nazionale SIMFER insieme al prof. Giuseppe Massazza. "Per questo è importante riconoscere le esigenze specifiche dei musicisti, individuare precocemente eventuali disturbi e costruire percorsi di prevenzione e riabilitazione che permettano di preservare non soltanto la funzionalità fisica, ma anche la qualità dell'esecuzione musicale. Non per vincere ma per dare il meglio di sè. È così in caso di disturbi patologici il progetto riabilitativo diventa il loro piano di allenamento".
Il problema, infatti, non riguarda soltanto il dolore. I disturbi muscoloscheletrici possono compromettere la precisione del gesto, limitare il tempo dedicato allo strumento e interferire con l'attività professionale. La letteratura scientifica individua tra i principali fattori di rischio i movimenti ripetitivi, le posture non ergonomiche, lo stress e l'insufficiente attenzione alla prevenzione.
 

"La medicina riabilitativa può offrire un contributo importante perché considera la persona nella sua globalità e tiene conto delle attività che ne caratterizzano la vita – prosegue Dal Fior –. Per un musicista, recuperare la funzionalità di una mano, di una spalla o del rachide significa anche recuperare la possibilità di esprimersi attraverso il proprio strumento. È un esempio concreto di come la riabilitazione non si limiti al trattamento di una patologia, ma abbia l'obiettivo di preservare l'autonomia, la partecipazione e la qualità della vita".
La salute dei musicisti rappresenta così uno dei tanti ambiti, anche meno conosciuti, nei quali interviene la medicina fisica e riabilitativa. Un approccio che, come emerso dal Congresso nazionale SIMFER di Torino, punta sempre più sulla personalizzazione dei percorsi di cura, sull'integrazione delle competenze e sulla prevenzione, con l'obiettivo di aiutare le persone a mantenere o recuperare le capacità necessarie per continuare a svolgere le attività importanti della loro vita.

comunicato stampa

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