Studentesse e studenti occupano il Campus Einaudi. “Dopo una lunga assemblea molto partecipata che ha visto confluire molte realtà studentesche e poli universitari abbiamo deciso di occupare il campus” annunciano sui social i membri del Collettivo Autorganizzato Universitario di Torino. “Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che stanno scioperando contro il governo e il caro vita”.
Le richieste degli studenti sono: “studentati accessibili e a prezzi calmierati, l’immediata cessione degli accordi bellici e città accessibili per tutti e non solo per i super ricchi”.
Domani mattina si terrà il blocco delle lezioni, mentre alle 18 l’assemblea del CAU.
Venerdì 30 ottobre è invece previsto lo sciopero generale nazionale.
Le richieste
"Noi la guerra non la paghiamo" è lo slogan dell'Assemblea universitaria che rilancia in una nota stampa le puntuali richieste a Governo
"Al Governo chiediamo: la sottrazione dell’Italia dall’accordo firmato con la NATO nel quale si impegna a raggiungere un investimento pari al 5% del PIL nel comparto della difesa entro il 2035 e la sottrazione dal piano ReArm Europe - il reinvestimento dei suddetti fondi destinati al bellico in istruzione, ricerca e sanità. · Il ripristino del taglio delle accise sui carburanti di 24,4 centesimi complessivi. · Il congelamento degli affitti, il blocco degli sfratti, l’impossibilità di commutare i contratti di locazione da lungo a breve termine. · La modifica del sistema degli appalti, affinché ci sia una progressiva internalizzazione dell3 lavorator3, a partire dalle università. · Investire nel Fondo di Finanziamento Universitario.
Al Ministero dell’Università e della Ricerca chiediamo: · Che il 96% dei 33mila studentati costruiti coi fondi PNRR, attualmente in mano ai privati, vengano posti sotto l’ente pubblico, uscendo dal circuito del mercato immobiliare. Chiediamo inoltre che vengano resi disponibili gli altri 27mila posti letto promessi dal PNRR e non ancora realizzati. · Di cambiare i criteri di premialità nella distribuzione dei finanziamenti all'università.
Ad Edisu e alla Regione Piemonte chiediamo: · Che i criteri di vivibilità standard all’interno dei posti letto che Edisu prende in concessione dalle strutture private vengano rispettati. · Lo stanziamento di un fondo specifico per il premio di laurea, che non può venire ricavato da avanzi di altre erogazioni. · Che i rinunciatari al posto letto possano accedere alla borsa di studio da fuori sede caricando il contratto di locazione.
All’Università degli Studi di Torino chiediamo: · Che ci sia trasparenza nella vigilanza dell'accordo tra Confindustria e Unito affinché vengano rispettate le clausole di ORA · La rescissione di tutte le collaborazioni e accordi con le aziende belliche (Thales Alenia Space e Leonardo). · Di prendere posizione contro i tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario, facendo pressione su MUR e CRUI (Conferenza Rettori Universitari Italiani). · Parte dei fondi ottenuti vengano vincolati alla riduzione del precariato universitario, per l3 ricercator3 e tecnic3-amministrativ3. · Investimenti negli spazi affinché parte dei corsi non diventino a numero chiuso. · Rimborso spese per l3 tirocinanti curriculari. · Di investire i fondi nell'affitto delle aule".
I commenti
"Ferma condanna dell'occupazione del Campus Einaudi di Torino. Attaccare il Governo e agitare il tema del carovita non autorizza nessuno a sottrarre spazi alla comunità universitaria: sono diventati il pretesto per alimentare la solita strategia del caos" dichiara Paola Ambrogio, Senatore di Fratelli d'Italia -. Quale risposta si darebbe alle difficoltà delle famiglie impedendo ai loro figli di studiare? Quale democrazia sarebbe imporre una protesta anche a chi non la condivide? È un ricatto intollerabile, che colpisce proprio chi affronta sacrifici per costruirsi un futuro. L'occupazione deve finire subito e l'università tornare pienamente accessibile. Si individuino le responsabilità e si facciano rispettare le regole: nessuna copertura politica può trasformare la prepotenza in un diritto".
"L'università appartiene a tutti gli studenti, non a chi pretende di impadronirsene imponendo agli altri la propria agenda politica. L'occupazione del Campus Einaudi è un atto di prepotenza verso chi vuole frequentare le lezioni e preparare gli esami: una violenza contro la libertà di studiare», dichiara Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio Regionale -. Chi paga tasse, affitti e trasporti non può essere ostaggio degli occupanti. Studiare è un diritto, bloccare la didattica non lo è. Chiediamo ai vertici dell'Ateneo e alle autorità competenti di attivarsi immediatamente per lo sgombero e il ripristino della normale attività universitaria. Basta indulgenza verso chi scambia un luogo di formazione per una proprietà privata dei collettivi".





