Economia e lavoro - 27 ottobre 2026, 12:16

Iren, ecco il nuovo piano industriale: da qui al 2035 oltre 10 miliardi di investimenti e 2800 assunzioni

Due le leve di crescita: il rafforzamento delle infrastrutture strategiche (acqua, luce e e termovalorizzatori) e l’efficienza operativa. Dividendo in crescita dell'8% fino al 2027 e del 6% fino al 2030

Numeri in crescita per Iren e il suo piano industriale

Numeri in crescita per Iren e il suo piano industriale

Investimenti per acqua, luce e termovalorizzatori, ma anche efficientamento per migliorare la qualità del servizio e la sua redditività. Si muove in queste due direzioni il Piano Industriale di Iren che fissa il traguardo fino al 2035. Un Piano che può fare forza su oltre dieci miliardi di investimenti (10,4 per l'esattezza), con la prospettiva di veder crescere il Margine Operativo Lordo del 4% ogni anno fino al 2035, periodo durante il quale l'utile netto dovrebbe invece crescere del 6%.

Dividendo e nuove assunzioni

Non solo. Il dividendo salirà dell'8% all'anno fino al 2027 e del 6% negli anni successivi, fino al 2030. Ci sarà poi spazio anche per un rafforzamento occupazionale: il ricambio generazionale e manageriale sarà infatti favorito da 2.800 nuovi ingressi. 

Il semaforo verde è arrivato nelle scorse ore da parte del cda di Iren. "Con il Piano Industriale al 2035 confermiamo la nostra capacità di coniugare ambizione industriale, crescita sostenibile e disciplina finanziaria contribuendo allo sviluppo delle infrastrutture strategiche del Paese – dice Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo del Gruppo Iren –. Gli investimenti previsti sosterranno una crescita dell’EBITDA fino a circa 1,95 miliardi di euro al 2035, rafforzando ulteriormente il peso delle attività regolate e semi-regolate che raggiungeranno l’80%. Il tutto mantenendo una solida disciplina finanziaria, con un rapporto IFN/EBITDA in progressiva riduzione fino a 2,8x a fine Piano, nel pieno rispetto delle soglie fissate per il mantenimento degli attuali livelli di rating. Tale struttura finanziaria ci permette, inoltre, di confermare la dividend policy, offrendo ai nostri azionisti visibilità, stabilità e una remunerazione sostenibile nel lungo termine”.

[Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo del Gruppo Iren]

Investimenti per oltre 10 miliardi

“Con 10,4 miliardi di euro di investimenti, di cui circa la metà destinata alle infrastrutture strategiche del ciclo idrico, della distribuzione elettrica e dei termovalorizzatori, il Piano rafforza il posizionamento di Iren nei business in cui esprimiamo competenze distintive e un solido vantaggio competitivo - aggiunge Gianluca Bufo, amministratore delegato del Gruppo Iren -. Accanto alla crescita infrastrutturale, abbiamo avviato un importante percorso di trasformazione del Gruppo fondato su sinergie, digitalizzazione, intelligenza artificiale e semplificazione organizzativa, con l’obiettivo di incrementare il ROI (indice di redditività, ndr) fino al 10% al 2035. Queste iniziative ci consentiranno di migliorare ulteriormente la qualità dei servizi, rafforzare la competitività del Gruppo e sostenere una crescita media annua dell’EBITDA del 4% e dell’utile netto del 6%. Infine, la flessibilità finanziaria preservata dal Piano ci consente una più forte capacità di investimento per cogliere ulteriori opportunità strategiche”.

Reti, ambiente ed energia

Più in dettaglio, il Piano prevede complessivamente 10,4 miliardi di euro di investimenti nel periodo 2026-2035, distribuiti in modo equilibrato lungo l’intero arco temporale. Oltre l’80% delle risorse è destinato alle Business Unit a maggiore contenuto infrastrutturale, con particolare focus su reti, ambiente ed energia. Gli investimenti sono orientati al rafforzamento delle infrastrutture strategiche del Gruppo, attraverso l’ammodernamento del servizio idrico, lo sviluppo della distribuzione elettrica, la realizzazione di nuovi termovalorizzatori, l’espansione del teleriscaldamento e la valorizzazione degli asset energetici ritenuti strategici. Il portafoglio investimenti presenta inoltre un profilo di rischio contenuto, grazie al fatto che il 73% delle risorse è destinato ad attività regolate o semi-regolate e il 55% è riservato al mantenimento e al rinnovo degli asset esistenti, mentre il restante 45% sostiene la crescita e lo sviluppo dell’asset base del Gruppo. 

Con riferimento all'aumento del margine operativo loro, 200 milioni di euro dovrebbero arrivare dalla crescita organica, sostenuta dall’incremento del vincolo dei ricavi nelle reti, dalla piena operatività degli impianti di recupero materia e dallo sviluppo del teleriscaldamento. Altri 130 milioni arriveranno da sinergie, mentre 5 milioni saranno legati allo scenario energetico e regolatorio, principalmente grazie al recupero dell’inflazione sui costi operativi dei business regolati.

Sostenibilità e transizione

“Il Piano Industriale è accompagnato da un aggiornamento del nostro Piano di sostenibilità e transizione – conclude Moris Ferretti, vicepresidente esecutivo del Gruppo Iren -. Oltre il 73% degli investimenti previsti, pari a circa 7,6 miliardi di euro, è destinato a progetti che contribuiscono concretamente alla transizione sostenibile, con un focus particolare sulle risorse idriche, sulle città resilienti, sull’economia circolare e sulla decarbonizzazione. Al fine di raggiungere gli obiettivi economici del Piano, tutto il management sarà inoltre impegnato a concorrere al programma di razionalizzazione societaria ed organizzativa iniziato nel 2026. Parallelamente, continuiamo a investire nelle persone, consapevoli che competenze, innovazione, sicurezza e capacità di adattamento rappresentano un fattore abilitante imprescindibile per realizzare con successo gli obiettivi del Piano e per prepararci ad affrontare il ricambio generazionale e manageriale, sia attraverso l’assunzione di 2.800 persone sia tramite la valorizzazione e la crescita delle persone che già lavorano con noi”.

Massimiliano Sciullo

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