Mettere in contatto imprese e persone in esecuzione penale, creando opportunità concrete di inserimento lavorativo. È questo l'obiettivo della prima Job Fair promossa dal Movimento Italiano Diritti Detenuti, divenuto nel corso dell'estate ente del Terzo settore (ETS), in collaborazione con Nessuno tocchi Caino. L'appuntamento, in programma il 29 ottobre a Ivrea, si svolgerà con il patrocinio e in collaborazione con il Comune di Ivrea e Orienta - Agenzia per il Lavoro, Società Benefit.
L'iniziativa vedrà la partecipazione di aziende di rilievo del territorio piemontese e di persone detenute presso la Casa Circondariale di Ivrea, prossime al fine pena, ammesse al lavoro esterno e pronte a reinserirsi nella società. Tra le imprese che hanno confermato la propria partecipazione figurano Pirelli & C. Spa, Tigros Spa, Dussman Service Srl e Lion Service 1986 Srl. Gli incontri offriranno alle aziende l'occasione di conoscere i candidati e valutarne le competenze in relazione alle proprie esigenze professionali.
L'iniziativa nasce dalla volontà di rafforzare il legame tra sistema penitenziario, tessuto produttivo e comunità locali, riconoscendo nel lavoro uno strumento fondamentale per il reinserimento sociale, in coerenza con la finalità rieducativa della pena sancita dall'articolo 27 della Costituzione. Accedere a un'occupazione significa poter costruire autonomia, relazioni e prospettive, contribuendo a evitare che la fine della pena coincida con una nuova condizione di esclusione che vanifichi i principi ispiratori del riconoscimento dei diritti costituzionali.
"Questa prima Job Fair nasce per aprire prospettive professionali alle persone detenute ed ex detenute, offrendo loro la possibilità di costruire autonomia e contribuire alla vita della comunità. Per raggiungere questo obiettivo, servono strumenti innovativi che permettano di superare i principali ostacoli che le persone detenute ed ex detenute incontrano nell'accesso all'occupazione, a partire dalla difficoltà di far riconoscere le proprie capacità al di là del percorso giudiziario. Vogliamo creare le condizioni perché ciascuno possa mettere a disposizione le proprie competenze e costruire un circolo virtuoso tra istituti penitenziari, persone e imprese", ha dichiarato Giulia Troncatti, presidente e fondatrice del Movimento Italiano Diritti Detenuti.
"Il Movimento Italiano Diritti Detenuti dispone delle competenze, della visione e dell'entusiasmo necessari per dare concretezza a un progetto ambizioso: favorire l'incontro tra imprese e persone detenute e costruire reali opportunità di reinserimento lavorativo. Affinché questo modello possa consolidarsi e diffondersi in tutto il Paese, occorre però affrontare con urgenza il sovraffollamento carcerario, restituendo spazi e risorse professionali oggi mortificati da condizioni detentive e lavorative che troppo spesso si traducono in trattamenti inumani e degradanti", ha dichiarato Rita Bernardini, Presidente di Nessuno Tocchi Caino.
Uno degli elementi centrali del progetto sarà il "Profilo di Competenze", uno strumento che le due associazioni hanno sviluppato come alternativa al curriculum tradizionale. Costruito attraverso una conversazione guidata, fa emergere esperienze, capacità e aspirazioni professionali dei partecipanti, offrendo alle imprese un documento efficiente e non stigmatizzante per la valutazione dei candidati. L'obiettivo è valorizzare ciò che ciascuna persona sa e può fare, superando il peso che i vuoti temporali legati alla detenzione possono assumere nella lettura di un curriculum.
Prima dell'incontro con le aziende, i partecipanti saranno accompagnati nella preparazione ai colloqui e nell'individuazione dei ruoli professionali più coerenti con le proprie competenze. Un supporto specifico sarà rivolto anche alle imprese, che potranno essere affiancate nella verifica dei requisiti e nelle procedure amministrative per accedere alle agevolazioni fiscali e contributive applicabili ai diversi percorsi di inserimento.
"Perché un inserimento lavorativo funzioni, le competenze delle persone devono incontrare le esigenze delle imprese. Il nostro compito è accompagnare entrambe le parti, rendendo più semplice questo incontro e affrontando insieme gli ostacoli che possono rallentarlo. Vogliamo creare le condizioni per rapporti di lavoro duraturi, nei quali le persone possano trovare autonomia e le aziende riconoscere un valore professionale che vada al di là del tema dell'assistenza o della formazione. Desidero ringraziare tutte le parti che hanno contribuito alla realizzazione di questo primo evento, un modello che continueremo a proporre agli altri istituti del territorio e il mondo dell'impresa", ha affermato Martina Piazza, responsabile dell'area lavoro del Movimento Italiano Diritti Detenuti, presente durante tutte le fasi di selezione.
"Operare affinché il diritto al lavoro sia garantito anche alle persone private della libertà, non può che trovarci pronti a collaborare con quanti credono in questo cammino. Il lavoro è uno strumento fondamentale di riscatto e dignità, di rieducazione (art. 27 della Costituzione) e prevenzione/riduzione della recidiva, nonché un ponte verso il reinserimento sociale". Ha aggiunto Gabriella Colosso, Assessora Pari opportunità, Lavoro e sviluppo economico, Recupero e Sviluppo delle periferie e Politiche per l'integrazione del Comune di Ivrea.
"Ogni persona merita una seconda possibilità. Come Orienta, in quanto Società Benefit, crediamo nel valore del lavoro come strumento di rinascita. Siamo orgogliosi di mettere le nostre competenze al servizio di progetti che offrono a categorie svantaggiate, come i detenuti a fine pena, una concreta opportunità di ripartenza", ha dichiarato Paola Davina Demartini, Area Manager Piemonte-Liguria di Orienta.
Alla realizzazione del progetto contribuisce anche Alberto Genovese, socio fondatore del Movimento Italiano Diritti Detenuti ETS e componente del direttivo di Nessuno tocchi Caino, nella cui tesoreria ricopre un incarico con delega alla raccolta fondi e a internet. Il suo contributo comprende anche l'individuazione e lo sviluppo di strumenti digitali volti a rafforzare l'efficacia dei percorsi di reinserimento e a favorire l'effettivo esercizio dei diritti delle persone detenute, nel solco di quanto già realizzato con ZeroMail e FinePena.it, entrambi sostenuti dalla Fondazione Laura e Alberto Genovese.
L'esperienza di Ivrea servirà a mettere alla prova gli strumenti sviluppati e a raccogliere indicazioni utili per estendere l'iniziativa ad altri territori. L'ambizione è dare continuità al lavoro avviato, ampliando la rete delle imprese coinvolte e trasformando gli incontri tra candidati e aziende in un modello strutturato che permetta di efficientare l'incontro tra i diritti e le competenze di persone detenute ed ex detenute con il mondo delle imprese.
"Sono particolarmente orgogliosa che la Casa Circondariale di Ivrea ospiti la prima Job Fair realizzata all'interno di un istituto penitenziario, un'iniziativa che testimonia quanto sia importante costruire un dialogo concreto tra il carcere e il mondo del lavoro. Credo fermamente che offrire opportunità occupazionali, soprattutto alle persone prossime alla dimissione, significhi dare valore al percorso rieducativo e creare le condizioni per un ritorno nella società fondato sulla dignità, sull'autonomia e sulla responsabilità. Il lavoro non è soltanto una prospettiva professionale, ma uno strumento essenziale per favorire il reinserimento sociale e prevenire la recidiva. Con questa iniziativa vogliamo contribuire a costruire un ponte tra il dentro e il fuori, affinché il fine pena possa rappresentare l'inizio di un nuovo percorso di vita, con opportunità reali e concrete", ha concluso la Dott.ssa Alessia Aguglia, Direttrice della Casa Circondariale di Ivrea.





