Chieri si prepara a vestirsi a festa per la Fiera Nazionale di San Martino, in programma dal 6 al 10 novembre. Cinque giorni di evento con il centro storico trasformato in un percorso diffuso tra tradizione, degustazione e cultura enogastronomica.
Il cuore della Fiera sarà proprio il cuore della città: Piazza Cavour, via Vittorio Emanuele II, via Palazzo di Città, Piazza Mazzini e Piazza Umberto I. Lì si incroceranno degustazioni, laboratori, incontri e installazioni, restituendo al centro storico il ruolo di scenario vivo. A completare, i tradizionali mercati della Fiera in via Roma, piazza Europa, via Vittone e ancora via Vittorio Emanuele II, con il pubblico alla ricerca di occasioni e acquisti a prezzi vantaggiosi.
La novità: Il MOC
Novità di quest'anno è il MOC – Mercato Oltre Collina, il nuovo progetto del Distretto del Cibo Chierese-Carmagnolese dedicato alla valorizzazione del territorio e delle sue filiere. Sarà presente sabato e domenica in Piazza Mazzini e rappresenta, per gli organizzatori, un ulteriore passo avanti per rendere la Fiera sempre più luogo di incontro e promozione delle eccellenze.
Al centro del racconto gastronomico c'è il "Poker d'Assi": quattro prodotti che sono l'identità di Chieri. La Focaccia dolce, il Grissino Rubatà, il Galucio e la Freisa. Un fil rouge che attraversa tutta la manifestazione tra laboratori pratici, degustazioni guidate e masterclass e che trova nel "Cuore di Chieri", la maxi installazione di circa 2x2 metri composta da oltre 150 Galuci, la sua immagine simbolo.
Il tradizionale Galucio protagonista della nuova edizione
Il Galucio, preparato con gli avanzi dell'impasto del pane e arricchito con burro e zucchero a forma di piccolo gallo, sarà protagonista di una degustazione in abbinamento al Vermouth. La Focaccia dolce, morbida e profumata di burro, nata come pane delle feste, sarà raccontata in un laboratorio dedicato. Irregolare perché lavorato a mano, il Grissino Rubatà chierese si riconosce per la croccantezza, mentre la Freisa, rosso rubino con profumo di frutti di bosco, è il vino autoctono delle colline torinesi.
In programma anche tre giorni di appuntamenti a numero chiuso su prenotazione, due masterclass dedicate alla Freisa, i "Menù di San Martino" nei ristoranti locali e "Le Perle del Distretto del Cibo". E poi gli appuntamenti speciali: il Premio Chieri D+ a chi porta il nome di Chieri nel mondo, la Martini Cocktail Experience con i bartender di Casa Martini, la tradizionale Fiera Agricola di Campo Archero e l'area bimbi in via Vittorio Emanuele II, pensata per far riscoprire il fascino dei giochi di una volta con microcirco e letture.
Gli interventi istituzionali
Una Fiera che per il sindaco Alessandro Sicchiero e l'assessora Antonella Giordano "si conferma un appuntamento di grande successo" e che ha l'obiettivo, per il 2026, di "mantenere il livello raggiunto e continuare a far crescere la manifestazione". Una crescita che passa, dicono, dalla collaborazione tra Comune, organizzatori, produttori e ristoratori per valorizzare Chieri come destinazione di riferimento per l'enogastronomia piemontese.
Sostegno ribadito anche dalla Camera di Commercio di Torino. Il presidente Massimiliano Cipolletta ha ricordato che la Fiera, da quasi cinquant'anni, "coniuga tradizione agricola, cultura locale ed eccellenze enogastronomiche" e che essere al suo fianco significa "investire in un modello di sviluppo in cui identità e impresa camminano insieme". Numeri alla mano, ha aggiunto, si parla di un tessuto solido: "3.108 imprese a Chieri e 11.255 nella zona omogenea Chierese-Carmagnolese".
Per la Città Metropolitana, la consigliera al Turismo Sonia Cambursano sottolinea che la Fiera è una delle occasioni in cui il territorio mette in vetrina le proprie produzioni tipiche. La scommessa, dice, è quella di "difendere e valorizzare queste produzioni anche dal punto di vista ambientale e produttivo".
Stesso concetto per il Sindaco di Carmagnola e Presidente del Distretto del Cibo, Ivana Gaveglio, secondo cui la Fiera "rappresenta un'importante occasione per valorizzare le eccellenze agroalimentari" e la presenza del MOC è un esempio concreto di come il Distretto possa "contribuire a creare nuove opportunità". Una sfida che richiede "una visione condivisa, capace di superare i confini dei singoli".
Infine gli organizzatori. L'amministratore di Sgp Grandi Eventi, Stefano Pellicciardi, parla di un trend positivo registrato lo scorso anno e dell'obiettivo di crescere ancora, con l'affiancamento all'area commerciale di un palinsesto di eventi già dal venerdì e "una sempre più forte sinergia con il territorio" per fare della Fiera "un importante strumento di marketing territoriale".
Entusiasta dell'evento anche la vicepresidente del Distretto del Cibo del Chierese-Carmagnolese, Elisa Tosco, che ha preso parte alla presentazione. "L'appuntamento è più di una semplice fiera, ma è il consolidamento di un percorso - ha detto - Quest'anno siamo entusiasti di presentare il progetto MOC, dove per la prima volta presentiamo il Mercato Oltre Collina nel Chierese".









