Politica - 29 ottobre 2026, 16:06

Fondo di garanzia PMI, l'asse del Nord chiede al Governo la proroga oltre il 2026

Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto scrivono ai ministri Giorgetti e Urso: "Evitare che lo strumento si fermi dal 1° gennaio 2027"

Fondo di garanzia PMI, l'asse del Nord chiede al Governo la proroga oltre il 2026

Cinque Regioni, un'unica voce per sostenere uno strumento a supporto del credito che ha funzionato. Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto hanno scritto ai ministri dell'Economia e Finanze, Giancarlo Giorgetti, e delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, per chiedere di prorogare oltre il 31 dicembre 2026 il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, così che dal 1^ gennaio 2027 lo strumento non si fermi nemmeno un giorno.

Firmatari gli assessori allo Sviluppo economico Vincenzo Colla (anche vicepresidente dell'Emilia-Romagna), Alessio Piana (Liguria), Guido Guidesi (Lombardia), Andrea Tronzano (Piemonte) e Massimo Bitonci (Veneto).

L'iniziativa si inserisce nel percorso di collaborazione avviato dalle cinque Regioni nell'ambito del Distretto manifatturiero del Nord e dà seguito al confronto dello scorso 23 ottobre a Milano con i rappresentanti dell'Associazione bancaria italiana, durante il quale l'accesso al credito è stato individuato tra le priorità strategiche per la competitività del sistema produttivo. Un impegno comune che si traduce ora in una proposta concreta al Governo, con l'obiettivo di garantire alle imprese condizioni favorevoli per continuare a investire e crescere.

"Le regole oggi in vigore hanno dato risultati concreti- affermano gli assessori-, hanno tenuto aperto il rubinetto del credito e sostenuto gli investimenti delle imprese, in particolare quelli legati a innovazione, crescita dimensionale, transizione digitale ed energetica, rafforzamento delle filiere e competitività sui mercati esteri".

Le cinque Regioni rivendicano il proprio ruolo di motore manifatturiero del Paese. Nei loro territori si concentra la maggior parte della produzione industriale italiana, oltre metà dell'export nazionale e una quota rilevante degli investimenti privati in ricerca, sviluppo e innovazione. Da qui l'argomento centrale della lettera: sostenere le imprese di quest'area significa produrre benefici che vanno ben oltre i confini regionali e spingono la crescita dell'intero sistema Paese.

Ma la vera urgenza è il calendario. La richiesta è di decidere presto, e di farlo sapere subito, usando il primo veicolo normativo utile. Perché banche, confidi e imprese hanno bisogno di quadro stabile e prevedibile per programmare piani industriali e operazioni di medio-lungo periodo.

"Il contesto- ricordano le Regioni- è quello di una profonda trasformazione tecnologica, energetica e organizzativa, in uno scenario internazionale ancora segnato da incertezza economica e geopolitica. In una fase simile, il Fondo resta uno strumento fondamentale di politica industriale".

"Una conferma tempestiva, concludono i firmatari, sarebbe anche un importate segnale di fiducia verso il sistema produttivo italiano, a sostegno di crescita, innovazione, occupazione e competitività, priorità condivise da istituzioni nazionali e regionali".


 

Comunicato stampa

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