“We are living somebody else’s apocalyse”, ovvero “Viviamo l’apocalisse di qualcun altro”, è una delle opere presenti ad Artissima 2026 e che bene fotografa l'attualità. Una scritta, tratta da messaggi trovati dall'artista portoghese Fábio Colaço sui muri di Lisbona, portata dalla galleria Appartamento di Marsiglia, sezione New Entries e che invita riflettere sul momento sociale che stiamo vivendo.
"C'è voglia di spendersi per raccontare"
"C'è voglia di spendersi per raccontare quanto caduto di negativo in passato, quanto sta cadendo di difficile adesso" spiega il direttore Luigi Fassi inaugurando la fiera che fino al 1° novembre torna negli spazi dell'Oval.
"Oggi abbiamo paura di immaginare il nostro futuro e quindi dobbiamo tornare a rimettere in moto il desiderarlo. E quindi bisogna fare dei progetti inclusivi, come al Giardino Zoologico, bisogna dare spazio nel progetto editoriale e agli artisti che vengono dalla controcultura. Fabio Colaço ci racconta proprio l'emergenza di strada".
Fassi: "Dobbiamo fare più controcultura"

"Artissima accoglie l'arte che viene da persone che hanno voglia di alzare la voce, di rimarcare il loro disagio. Spesso dimentichiamo che quando andiamo a New York o a Londra e vogliamo vedere i grandi musei, il MoMA, il Metropolitan, il Pompidou, la Tate, il 99% delle collezioni che vediamo in quei musei sono artisti che erano controcultura. Abbiamo bisogno di far capire che la controcultura è valore e che il mainstream è il nostro problema. Dobbiamo più giovani artisti e meno piattaforme via cavo che ci ci assopiscono e ci stordiscono".
I temi di Artissima 2026

La geopolitica, insieme all'ecologia, ma anche l'intelligenza artificiale sono dunque tra i temi che compongono il mosaico che è Artissima 2026 in cui sono presenti 183 gallerie da 35 paesi e 4 continenti, il 60% straniere e il 40% italiane.
"Nostro obiettivo è mantenere la qualità per mantenere la capacità della fiera di essere una fotografia coerente, aggiornata e credibile delle produzioni artistiche a livello globale" spiega Fassi. "Quello che conta è prendere le gallerie giuste e avere una vastità di media. Vogliamo seguire gli artisti che spaziano dalle opere su carta a quelle sonore fino alle performance. Altrimenti Artissima non potrebbe ambire a essere oggettiva".
Il rapporto con le altre fiere
Ampia la collaborazione con Fondazioni e realtà culturali della città, ma fatica il dialogo con le altre fiere come Paratissima, The Others e Flashback: "Noi rispondiamo ai collezionisti, alle gallerie e rispondiamo a quelle che sono le ragioni di Artissima - precisa Fassi - Stiamo cercando di essere estremamente pubblici ed è il nostro ruolo. Artissima produce un plusvalore che ricade su tutta la città. Io mi occupo di essere il direttore di Artissima e lavoro con tutte le altre istituzioni del territorio".





