Cronaca - 30 ottobre 2026, 12:03

Il Comune di Torino risarcirà 28 mila euro di quote alberghiere non dovute ad una utente con grave disabilità intellettiva

L'Unione per la tutela delle persone con disabilità intellettiva soddisfatta per la decisione della Corte d'Appello

Foto generica d'archivio

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La Corte di Appello di Torino ha confermato la sentenza del Tribunale di primo grado che  condannava il Comune di Torino «a pagare per intero la quota assistenziale/alberghiera della prestazione sociosanitaria» ad una persona con disabilità in condizione di gravità, inserita in una  Comunità alloggio. 

Il tutore della ricoverata, in rappresentanza dell'utente, aveva fatto ricorso contro le pretese della Città, pur continuando a pagare la quota alberghiera, con riserva di recupero in sede giudiziale. A dicembre dell'anno scorso la sentenza del Tribunale di Torino che imponeva al Comune  di Torino di "restituire alla ricorrente la somma complessiva di quasi 28.500 euro, pari alle  quote di compartecipazione alla retta da dicembre 2022 sino ad agosto 2025, oltre interessi legali da ciascun pagamento al saldo". 

Il Comune aveva ricorso in appello; ora la decisione che  conferma la bontà dei calcoli dell'utente e l'obbligo di intervento del Comune. In attesa di leggere le motivazioni della sentenza, l'Unione per la tutela delle persone con disabilità intellettiva – Utim, che ha fornito consulenza gratuita al caso, esprime soddisfazione per  l'esito della causa e apprezzamento per la decisione della Corte. 

Tuttavia, "esprimiamo la nostra reiterata protesta per il fatto che il Comune di Torino continua a non applicare l'Isee e fa prevalere i suoi regolamenti sulla norma nazionale. Si tratta di una situazione che mette in crisi le famiglie degli utenti dei servizi socio-sanitari e alla quale il Comune non rimedia, nemmeno per  coloro che formalmente chiedono all'Ente l'applicazione della norma" dice il presidente, Vincenzo Bozza. 

"La sentenza è un tassello positivo nel percorso di rivendicazione dei diritti – dice per il Csa il presidente dell'Unione promozione sociale, Andrea Ciattaglia – che fa riflettere sulla distanza tra gli slogan e i fatti: agli utenti con grave disabilità dei servizi socio-sanitari con Isee  pari a "zero" oggi è richiesto il pagamento dell'intera pensione e dell'intera indennità di accompagnamento. Per le loro esigenze ulteriori rispetto al ricovero Lea istituzionale viene loro lasciato l'importo di 150 euro al mese! Quale progetto di vita è fattibile con quelle risorse? Quale espressione dei propri desideri, delle proprie volontà è realizzabile?".

"Il Comune di Torino trascina una disabile grave a isee zero in corte d'appello e perde di nuovo, venendo condannato a restituirle trentamila euro di indennità di accompagnamento. Noi invece stiamo concludendo le domande per il voucher Scelta Sociale per l'assistenza domiciliare con un bando aperto fino al 2 novembre, che ha già accolto la richiesta per 1453 anziani non autosufficienti con ISEE fino a quarantamila euro che avranno dal welfare regionale 700 euro al mese.

Mentre il PD corteggia i maranza nelle piazze violente e bullizza gli anziani fragili, le nostre politiche sociali si prendono cura dei nostri padri e madri che soffrono con azioni concrete di sostegno economico alle famiglie, anche del ceto medio in difficoltà", dichiara il Vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone, dopo le notizie riguardanti la nuova condanna riportata dal Comune di Torino sul tema ISEE.

L'assessore Jacopo Rosatelli ha così commentato: “Prendiamo atto della decisione, pur precisando che su situazioni come questa la giurisprudenza non è consolidata: ci sono sentenze di segno opposto e siamo in attesa anche di un pronunciamento del Consiglio di Stato. Il tema dell’applicazione dell’Isee è noto e non riguarda la sola Città di Torino ma tutti i Comuni per cui ha un impatto economico rilevante e viene affrontato in un apposito tavolo di confronto istituito dal Governo su richiesta dei Comuni che vede coinvolti tutti i consorzi dei servizi sociali e le Regioni. In questo percorso, che – lo ribadiamo - riguarda tutti gli enti locali e non solo la Città di Torino, auspichiamo di poter contare sulla collaborazione della Regione Piemonte, al di là di ogni tentazione di strumentalizzazione politica.  

In questa cornice come amministrazione stiamo comunque lavorando a una modifica del regolamento sulla contribuzione che vada nella direzione di modificare i requisiti: c'è un gruppo di lavoro istituito dal Dipartimento servizi sociali che offrirà poi i risultati del suo lavoro alle parti sociali e poi al Consiglio comunale”, ha concluso l'assessore.

redazione

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