Era il 3 giugno 2025 e, intorno all’una di notte, due soggetti (mentre uno fungeva da “palo”) si erano introdotti nei locali del Burger King di via Pietro Micca 9, scardinato la porta dell’ufficio retrostante e divelto dal muro la cassaforte ancorata a terra.
Un bottino di 38 mila euro
Un bottino di oltre 38 mila euro quello poi dichiarato in sede di denuncia ai Carabinieri del Nucleo Operativo San Carlo e un’indagine, articolata e minuziosa, che è durata più di un anno. Partita dalla raccolta delle telecamere di videosorveglianza del locale e delle vie limitrofe, nonché da tracce biologiche individuate sulla “scena del crimine”. Anelli di congiunzione che hanno portato poi gli investigatori all’attività tecnica, fondamentale per ricostruire i contatti e le relazioni tra i presunti autori.
L'età dei tre autori del furto
Quarantanove, quarantasei e trentanove anni gli autori materiali del colpo. Organizzato nei minimi dettagli, tanto che i tre uomini erano riusciti a disattivare l’allarme del locale e, avvalendosi di arnesi da scasso come una mazzetta da muratore e un palanchino, avevano eradicato dal muro la cassaforte pesante, a vuoto, ben 140 kg per poi caricarla su un’utilitaria parcheggiata in una via parallela.
Due posti ai domiciliari
Alla luce dei solidi elementi indiziari, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torino, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei tre uomini, ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso. Per il trentanovenne, già detenuto per altra causa, è scattato il carcere mentre per gli altri due, il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari.





