Il Partito Democratico di Vinovo ritiene necessario chiarire la propria posizione rispetto alle ipotesi di ricomposizione della maggioranza che, in queste settimane, stanno attraversando il dibattito politico cittadino.
La crisi dell'attuale amministrazione non è un semplice incidente di percorso, né una difficoltà che possa essere risolta attraverso una somma di disponibilità personali, il recupero di singole figure politiche o la ricerca di nuovi equilibri tra gruppi e consiglieri.
Il PD di Vinovo non ritiene né opportuno né coerente entrare nella maggioranza o contribuire a ricostruirla attraverso accordi che non siano passati da un confronto politico trasparente, da una chiara condivisione di programma e, soprattutto, da un adeguato riconoscimento della volontà degli elettori.
C'è infatti una questione di principio che non può essere sottovalutata.
Vinovo è un Comune che supera i 15mila abitanti e che, proprio per questo, è chiamato a confrontarsi con un sistema elettorale diverso da quello dei piccoli Comuni: un sistema con elezione diretta del sindaco e ballottaggio nel caso in cui nessuno ottenga la maggioranza al primo turno; sistema nel quale gli elettori sono chiamati a esprimersi distintamente sulle liste e sui candidati alla guida della città.
Non è un dettaglio tecnico. È una precisa scelta di rappresentanza democratica.
In un Comune di queste dimensioni, pensare di ridefinire gli equilibri di governo dopo le elezioni attraverso l'ingresso di soggetti politici e persone che non hanno ricevuto dagli elettori un mandato per governare insieme significa riproporre una concezione della politica che appartiene a una stagione diversa: quella delle maggioranze costruite nelle trattative tra pochi e degli accordi personali che finiscono per prevalere sulle scelte espresse dai cittadini.
Una modalità che richiama logiche del passato, tipiche di realtà amministrative più piccole e di sistemi elettorali differenti, ma che non può diventare il modello con cui affrontare il presente e il futuro di Vinovo.
Il PD non considera la propria presenza nelle istituzioni una questione di posti, incarichi o ruoli da conquistare. Non siamo interessati a entrare in una Giunta per occupare uno spazio, né a offrire una soluzione numerica a una maggioranza che deve prima di tutto interrogarsi sulle ragioni della propria crisi.
La risposta a questa crisi non può consistere nel rimettere insieme, a qualsiasi costo, ciò che si è politicamente disgregato. Non può nemmeno tradursi in un semplice cambio di equilibri, con le stesse logiche e, magari, gli stessi protagonisti.
E per chi come noi non accetta queste dinamiche, non significa sottrarsi alle responsabilità, non significa “non pensare al bene del paese”, come spesso si sente dire. Significa, al contrario, riconoscere che la politica richiede metodo, trasparenza, coerenza e rispetto delle istituzioni. La politica non può ridursi alla ricerca dei numeri necessari per restare al governo. Deve prima di tutto rispondere ai cittadini, alle loro aspettative e al mandato che hanno espresso con il voto.
Per noi significa anche riconoscere il ruolo del Circolo PD, della sua assemblea, dei suoi iscritti e del suo direttivo: il Partito Democratico di Vinovo non è un insieme di singole disponibilità personali, ma una comunità politica che discute, decide e si assume collettivamente le proprie responsabilità.
Vinovo ha bisogno di una prospettiva politica chiara, di una classe dirigente capace di rinnovarsi e di un progetto amministrativo credibile. Non di un'operazione di sopravvivenza.
Il Circolo PD Norberto Bobbio





