Attualità - 03 novembre 2026, 19:10

Anna Morero: quarant’anni da maestra, una vita da ambasciatrice lusernese della solidarietà

È morta a 87 anni la storica insegnante di Luserna San Giovanni. Ha aiutato bambini e famiglie in difficoltà in Italia e all’estero

Anna Morero

Anna Morero

Per alcuni è stata l’‘ambasciatrice’ lusernese nei Paesi in difficoltà, per altri la ‘maestra Cremona’. Altri ancora semplicemente hanno ammirato la caparbietà con cui continuava a uscire da casa a piedi nonostante le difficoltà di deambulazione. Anna Morero – in Cremona – è morta giovedì 29 ottobre all’ospedale di Pinerolo e ieri, lunedì 2 novembre, si è svolto il suo funerale in una chiesa del Sacro Cuore gremita. In pensione del 1999, Morero ha insegnato per quarant’anni. Ottantasettenne, era stata maestra alle elementari del capoluogo di Luserna San Giovanni e attiva nella raccolta fondi per le famiglie povere.

Una porta aperta nonostante il dolore

“Per me Anna è stata il simbolo di come ci si possa aprire al mondo dopo un grande dolore, anziché rimanere chiusi in se stessi”. A raccontarlo è don Giovanni Piumatti, sacerdote pinerolese missionario in Congo. Il loro incontro è avvenuto proprio durante uno dei suoi ritorni dall’Africa: “Negli anni Settanta fui invitato a pranzo a casa di Lucio e Anna a Luserna San Giovanni e in quell’occasione mi raccontarono della loro figlia Paola, che era morta da poco. Dal giorno della scomparsa della bambina avevano tenuto chiusa la porta della sua cameretta, ma vollero aprirla con me per me ed ospitarmi a dormire” racconta don Piumatti. Da quel momento in poi la stanza di Paola ha avuto altri ospiti: “Non so contare quante persone in difficoltà hanno accolto in quella casa”.

Una stanza per Olena e gli altri

Tra le persone che hanno trovato conforto nella stanza c’è Olena, oggi giovane donna ma arrivata Luserna San Giovanni quando aveva appena sette anni: “A partire dal 1996, primo anno in cui abbiamo iniziato ad accogliere bambini provenienti dalla Bielorussia, Lucio e Anna si sono dati subito disponibili” racconta Lucilla Borgarello dell’associazione ‘Senza confini’ che si occupava di dare la possibilità di trascorrere alcune settimane in Italia ai giovani provenienti dalla zone colpite dal disastro nucleare di Chernobyl. A loro era toccata una delle bambine più vivaci: “La chiamavano ‘Sbirulina’ ed è tornata ogni estate fin verso i 17 anni. Poi hanno accolto ancora altri bambini” aggiunge. Morero, con il suo carattere estroverso, era anche punto di riferimento per le raccolte fondi: “Era sempre presente e riusciva a coinvolgere i fisarmonicisti di Barge che venivano a suonare gratuitamente”.

Una rete di solidarietà per le Filippine

La sua intraprendenza l’ha aiutata a costruire una rete di famiglie che adottano a distanza bambini che vivono in famiglie povere delle Filippine. Si è spesa così tanto per questa causa che, in occasione del funerale, è arrivato un messaggio di riconoscimento anche da Regina Epalencia, suo punto di riferimento nel Paese asiatico.

Ha continuato a pensarci anche quando stava già male: “Un mese e mezzo fa sono andato a trovarla e mi ha chiesto di procedere a raccogliere le donazioni” racconta Giorgio Gilardo che la affiancava in questa attività. I due si erano incontrati in una situazione diversa: “Lei è stata la maestra dei nostri figli. Successivamente abbiamo iniziato a conoscerci meglio frequentandoci nel tempo libero: Anna aveva messo a frutto con gli altri tutto il bene che aveva voluto a Paola”.

Ma Morero non era guidata solo dall’affetto: “Era una donna caparbia. Andava quasi tutti i giorni in chiesa o a fare la spesa a piedi partendo dal suo alloggio al quarto piano di via Trieste anche se aveva delle difficoltà nella deambulazione. Non ha mai accettato un passaggio in macchina” sorride Gilardo.

Un’‘ambasciatrice’ in volo tra i continenti

Il ricordo di Morero è vivo anche in Congo, dove si è recata per dieci anni raggiungendo la missione di don Piumatti a Lukanga, nel nord Kivu: “Ogni volta che torno, un uomo cieco di nome Trudeau mi raggiunge in missione per chiedermi notizie di Lucio e Anna. Per farlo cammina per quasi cinque ore, accompagnato da un ragazzino che lo aiuta”. Turdeau è una delle persone che Morero ha aiutato nei suoi viaggi intercontinentali per cui partiva con il marito durante la chiusura estiva delle scuole. “Avranno fatto una quarantina di voli intercontinentali che li hanno portati a viaggiare anche in Bangladesh, Filippine e Brasile” sottolinea Borgarello. Ma non erano turisti: “Costruivano a loro spese scuole e servizi nei paesi poveri in ricordo di Paola” aggiunge.

“Lei mi diceva che viaggiando si sono accorti che non erano gli unici a soffrire – rivela don Piumatti –. Con l’Africa avevano solo ‘rotto il ghiaccio’, poi lei è diventata una sorta di ‘ambasciatrice’ per i Paesi in difficoltà”.

Elisa Rollino

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