Economia e lavoro - 03 novembre 2026, 12:02

Iveco svela la sua nuova anima indiana: "Ma il quartier generale è e resta a Torino"

Incontro con i vertici di Tata Motors, che nei giorni scorsi ha chiuso l'operazione di acquisizione. "Confermati gli investimenti da 35 milioni per sviluppare la manifattura e non solo"

Debutto torinese per la nuova Iveco all'indiana

Debutto torinese per la nuova Iveco all'indiana

Debutto torinese per la nuova Iveco all'indiana. Nei giorni scorsi, infatti, Tata Motors ha preso ufficialmente il controllo dello storico gruppo torinese, leader nei mezzi pesanti (fatta eccezione per la parte Difesa, passata a Leonardo).

Dalla culla di Fiat a oggi

Nel quartier generale tra strada Settimo e via Puglia, il management ha voluto presenterai alla platea che ha visto l'azienda crescere e svilupparsi nell'ambito del mondo Fiat, per poi staccarsi e prendere una strada autonoma.

"Giornata storica per tutti"

"È una giornata storica per noi e per Tata Motors - dice  Olof Persson, CEO di Iveco Group - che arriva alla fine di un percorso cominciato nel luglio 2025 e siamo molto felici di ciò che stiamo costruendo insieme". "I nostri gruppi hanno operato in mercati diversi e hanno storie uniche e per generazioni abbiamo progettato e prodotto veicoli su cui la gente potesse fare affidamento, rendendoli anche più puliti, sicuri ed efficienti".

Mercati e prodotti complementari 

E sui timori di sovrapposizioni tra le due realtà, il Ceo è chiaro: "Tata Motors vanta una forte posizione in India e in molti mercati con grandi margini di crescita, mentre Iveco è ben collocata in Europa e Sud America. Insieme possiamo raggiungere una platea ancora più vasta di clienti in più mercati".

Numeri globali

"Abbiamo competenze e tecnologie complementari - concorda il presidente di Tata Sons and Tata Motors Ltd., N. Chandrasekaran -. Abbiamo piani ambiziosi per un futuro ancora migliore per le nostre aziende e i nostri clienti". E garantisce: "Il quartier generale di Iveco resterà a Torino".

"Stiamo sbloccando nuove opportunità per tutti noi - conclude Girish Wagh, Managing Director and CEO of Tata Motors Ltd -, sia in termini di presenza globale con 27 siti industriali in oltre 130 Paesi, che di proposta di prodotti complementari. Senza dimenticare i 25 centri di ricerca e sviluppo".

E sui nuovi investimenti, Persson conferma gli investimenti a Torino per il biennio 2026-2028 (così come a Foggia e Brescia). Si tratta di 76 milioni, di cui 35 riguardano proprio la presenza torinese di Iveco.

Investimenti e sviluppo, anche digitale

"Stiamo investendo non solo per la manifattura, qui in Fpt, ma anche nelle tecnologie e software. Quanto alla manifattura, cerchiamo di essere pronti a ciò che richiedono i nuovi mercati", aggiunge Persson.  "Svilupperemo la manifattura - concorda Wagh -: abbiamo una forte connessione con Torino e intendiamo fare molto riferimento a questo stabilimento".

Fiom: "Garanzie che vadano oltre il biennio"

Non si sono fatti attendere i commenti da parte dei sindacati. Per la Fiom-Cgil di Torino servono garanzie industriali strutturali e prospettive oltre il biennio. "Pur prendendo atto delle dichiarazioni di intenti e degli investimenti annunciati (come i 35 milioni di euro previsti per lo stabilimento di Torino nel corso del 2026), la Fiom-Cgil ribadisce che le rassicurazioni attuali e gli impegni limitati al biennio non sono sufficienti: chiediamo garanzie e certezze per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori.  Restano sul tavolo nodi irrisolti e forti preoccupazioni che non possono essere ignorate".

In particolare, a preoccupare sono eventuali sovrapposizioni produttive tra veicoli commerciali leggeri, mezzi pesanti e propulsori powertrain, ma anche le prospettive per ricerca e sviluppo. "Chiediamo alla Regione Piemonte, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e ai vertici di Tata Motors di aprire immediatamente un tavolo negoziale, vincolante e strutturale in cui si discuta delle produzioni e degli investimenti per gli stabilimenti italiani a partire dall'Iveco di Torino. Il futuro dei 6.000 occupati dello stabilimento, più coloro che lavorano per l'indotto, meritano certezze industriali e prospettive di lungo periodo”, dicono  Edi Lazzi segretario generale Fiom Torino e Ugo Bolognesi responsabile Iveco per i metaleccanici Cgil.

"Registriamo le positive dichiarazioni di Natarajan Chandrasekaran, chairman di Tata Sons, Tata Motors Limited e Iveco Group, sugli obiettivi del nuovo gruppo, ma resta un fatto: a oggi non sono ancora stati presentati piani industriali per il futuro di Iveco, che secondo il presidente arriveranno solo nei prossimi mesi", ha dichiarato la consigliera regionale di AVS Alice Ravinale."Ricordiamo che Iveco in Piemonte ha oltre 6.000 dipendenti e va tutelato anche l'indotto, e dunque la Regione non può permettersi di stare a guardare".

Massimiliano Sciullo

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A NOVEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU