Tre smartphone, un caricabatterie e un secchio colmo di frutta lasciata a macerare, presumibilmente per produrre alcol clandestinamente. È il bilancio di due perquisizioni straordinarie effettuate ieri sera dalla Polizia Penitenziaria nei padiglioni A e B della Casa circondariale di Torino.
A darne notizia sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), e Vicente Santilli. Il primo controllo è scattato intorno alle 22 nel padiglione A, dove gli agenti hanno trovato due smartphone. Un’ora più tardi, nel padiglione B, sono stati rinvenuti un altro telefono, un caricabatterie e il secchio con la frutta in macerazione, secondo quanto riferito presumibilmente destinata alla produzione artigianale di grappa.
I due sindacalisti sottolineano il ruolo delle perquisizioni e della prevenzione nel contrasto ai fenomeni illegali e nella tutela del personale e dei detenuti. “La Polizia Penitenziaria dimostra quotidianamente di essere un presidio indispensabile di legalità. Il nostro ringraziamento va a tutto il personale impegnato nelle operazioni, che ha operato con attenzione e professionalità. Ma non basta riconoscere il merito degli agenti dopo ogni intervento: occorre garantire organici adeguati, strumenti tecnologici efficaci e condizioni di lavoro dignitose”.
“La sicurezza degli istituti penitenziari passa attraverso controlli costanti, prevenzione e capacità operativa. Il SAPPE continuerà a denunciare ogni criticità e a sostenere il personale che, con grande abnegazione, assicura quotidianamente il rispetto della legalità e delle regole all'interno delle carceri”, concludono Capece e Santilli.





