Martedì 24 novembre, dalle 17, piazza Castello cambierà volto e sembrerà trasformarsi in Hollywood. Davanti al Teatro Regio si srotolerà infatti il red carpet della serata inaugurale della 44esima edizione del Torino Film Festival. Lì sfileranno John Travolta, Maria de Medeiros, Stephen Frears, Mike Newell e Margarethe von Trotta, che più tardi sul palcoscenico riceveranno la Stella della Mole. La cerimonia sarà condotta dal direttore artistico Giulio Base, alla sua terza edizione, insieme alla madrina della manifestazione, Ambra Angiolini.
Ad aprire la serata sarà un omaggio a Marilyn Monroe, volto simbolo dell'edizione 2026 nel centenario della nascita. Il Coro di voci bianche del Regio, diretto da Claudio Fenoglio, canterà a cappella “I wanna be loved by you” in un arrangiamento dello stesso Fenoglio. Poi il film d’apertura: Roland Joffé presenterà in anteprima internazionale “Novembre 1963”, che rilegge l’assassinio di Kennedy dal punto di vista della criminalità organizzata americana. Come l'anno scorso, chi non ha il biglietto (a inviti) potrà tentare la rush line: la coda partirà alle 17.30 in via Verdi angolo piazza Castello, e gli eventuali posti liberi dell'ultimo minuto verranno assegnati gratis in ordine di arrivo, senza garanzia di ingresso.
Tanti divi, dunque, "ma l’identità del festival", spiega Base, "è un’altra: le star fanno parte del programma, la colonna vertebrale del festival non cambia negli anni, e il principio resta la scoperta. Lo conferma il concorso, fatto di opere prime e seconde con una sola eccezione". Lo stesso concetto è ribadito da Enzo Ghigo e Carlo Chatrian, presidente e direttore del Museo nazionale del cinema, che parlano di un festival capace di unire nuovi talenti e grandi protagonisti. "Il Regio stesso", aggiunge Base, "è un'arma di seduzione per convincere le star a venire".
Poi c’è Torino, ovunque nel cartellone. Giovedì 26 novembre alle 17 al Cinema Massimo (sala 2) debutterà “Rondolino docet” di Mimmo Calopresti, presente in sala con Steve Della Casa. È un omaggio a Gianni Rondolino, che nel 1982 fondò il Festival internazionale cinema giovani, oggi Tff, e formò generazioni di studenti. Sabato 28 alle 16.30 al Cinema Romano sarà la volta di “Sguardi” di Marco Ponti, girato dentro CasaOz, casa d’accoglienza per persone malate. Alessandro Baricco, don Luigi Ciotti, Oscar Farinetti e Luciana Littizzetto, tra gli altri, vi si racconteranno. Lunedì 30 alle 19, sempre al Romano, ci sarà poi “Heysel 85” di Teodora Ana Mihai, in anteprima italiana. Il film ripercorre la notte dello stadio di Bruxelles prima della finale tra Liverpool e Juventus, che costò la vita a 39 persone. L’incasso andrà alla Fondazione Allegra Agnelli per la ricerca sul cancro, a sostegno dell’Istituto di Candiolo.
Ma non finisce qui. Il 1° dicembre alle 19 al Massimo si rivedrà “Piccolo mondo antico” di Mario Soldati (1941), restaurato da Surf Film e Museo nazionale del cinema. In concorso, sabato 28 alle 19.30, “Il primo giorno di vita di Leonardo Revelli, figlio unico” del torinese Stefano Grasso, con Valeria Bruni Tedeschi, Francesco Gheghi e Valerio Mastandrea. Il film racconta un ventenne di Torino alle prese con la malattia della madre. E “La U di svanire” di Augusto Contento, in concorso tra i documentari, è stato girato in gran parte tra Ceresole Reale, Noasca e Locana, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte.
E poi le donne. "Dieci film sui sedici in concorso sono diretti da donne", spiega Base. "E donna è la bellissima Marilyn Monroe che ci accompagna con la sua immagine sul manifesto ufficiale del festival e a cui sono dedicate una retrospettiva e l'intera manifestazione". Ma non solo: "Donne sono anche le tre presidenti di giuria".
Dietro questa idea di festival c’è anche una storia familiare. Base racconta, con la voce spezzata, i genitori arrivati a Torino con la valigia di cartone e il padre che, rimasto orfano a nove anni, vendeva Coca-Cola in un cinema di Napoli. Fu lì che si innamorò dei film, e quella passione la trasmise al figlio. “Sapere che adesso lui da lassù mi vede dirigere questo festival mi rende felice”.





