Politica - 03 settembre 2022, 12:20

Calenda a Torino lancia Azione e attacca Letta: “E’ divisivo, o sei con lui o sei un cattivo” [INTERVISTA]

Dura presa di posizione su Berlusconi: “Ha perso il diritto di rappresentare gli italiani quando ha deciso di mandare a casa Draghi”. Su Salvini: “Promette 180 miliardi di deficit”

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Carlo Calenda

Attacchi a Letta, Berlusconi e Salvini, la lotta contro il caro-bollette e anche un pensiero per gli ex Embraco. E’ un fiume in piena Carlo Calenda. Il leader di Azione questa mattina ha fatto tappa a Torino, presso il Museo dell’Auto, per spingere il Terzo Polo in vista delle elezioni del 25 settembre. Un incontro avvenuto in una sala gremita, a cui Calenda ha voluto ricordare i problemi (e le relative soluzioni) del Paese. 

 

Calenda, il capo dello Stato ha fatto un appello forte. 

Capo dello stato e Draghi sono i due punti di riferimento della responsabilità di questo paese. Chi ha sfiduciato Draghi ora promette tutto. Il nostro programma è molto semplice: attuare il Pnrr, senza promesse strane. Fare le cose che servono. Il Paese ha un problema relativo alla realizzazione delle promesse. Salvini promette oggi 180 miliardi di deficit. Noi abbiamo detto che ogni euro in più del bilancio verrà investito nella sanità, dove ci sono liste d’attese allucinati: 22 mesi per una mammografia, 13 per una tac. E sull’istruzione.  Vogliamo un paese normale e serio, non bonus e flat tax. Penso al salario minimo, rigassificatore. 


E il nucleare?

E’ un punto di medio e lungo termine, ma ineludibile per una ragione: ci siamo impegnati ad avere emissioni zero entro il 2050. Le rinnovabili sono intermittenti: non sempre tira il vento e la sera non c’è il sole, serve quindi una fonte fissa che non sia il carbone. Il nucleare è a emissione zero. Ci sono soluzioni diverse?


Ha scelto il museo dell’auto nella sua visita a Torino per una ragione specifica?

Io ho lavorato in Ferrari per 5 anni e ho frequentato Torino una volta a settimana quando avevamo costituito un gruppo di lavoro su internet, che era presieduto da John Elkann. Rappresentavo la Ferrari. Sono molto legato al mondo dell’auto che è in pericolo, il veto del parlamento europeo sui motori, a cui ha partecipato il Partito Democratico, è sbagliato. Non ha detto di arrivare a emissioni zero, che siamo d’accordo ma non esiste solo l’elettrico. Ci sono le bio benzine e l’idrogeno, perché non vanno bene? Rischiamo di perdere 100.000 posti di lavoro.

 

Ieri la Fiom ha rimarcato la distanza con la politica: lei si è interessato del caso ex Embraco, è una ferita ancora aperta?

Moltissimo, ho rapporti con gli operai con cui ci scriviamo. Ricordo che però l’Embraco avrebbe dovuto andarsene nel giro di 45 giorni. Noi riuscimmo a bloccarla, l’Embraco vendette a questi tipi che si sono dimostrati quelli che sono. Non mi piace ricevere querele ma avete capito cosa penso di loro. Io feci un fondo apposta per l’Embraco e gli operai lo sanno, da 300 milioni di euro se l’industrializzazione non fosse andata a buon fine. Fu cancellato da Luigi Di Maio. Sono l’unico a essere andato li, anche non da ministro e ho chiesto più volte verifiche. Gli operai rimangono nel mio cuore, è una cosa che non è andata a finire bene.

 

Lei ribadisce i rischi di votare Salvini, ma oggi Franceschini ha detto che dare un voto a voi è come votare la destra.

Ma fanno sempre la stessa cosa, che vuol dire? Ci sono 4 coalizioni e c’è questa cosa insopportabile che fa il Partito Democratico di dividere gli italiani in buoni e cattivi: se sei alleato loro sei buono anche se sei stato con la destra come Conte, se non sei alleato sei cattivo. I manifesti in cui Enrico Letta dice che se non sei con loro sei No Vax, ma chi l’ha detto? Io sono stato pro vax, Conte e Forza Italia anche. Il Paese va unito, non va diviso con l’accetta. Tra comunisti e fascisti. Davvero l’unica alternativa è Berlinguer o Almirante? Letta non era democristiano? Questa è la cosa che mi distingue da Letta: lo stimo e ho buoni rapporti, ma questa campagna elettorale è sbagliata perché divisiva. Le proposte del Pd per i giovani le trovo poco serie: dare 10.000 euro a un 18enne non risolve i suoi problemi.

 

Sull’energia ieri la Russia ha annunciato lo stop alla fornitura di gas.

Ecco perché dobbiamo fare cosa ci siamo detti e quello che io sostengo da 10 giorni: fermarci e vederci tutti, proporre a Draghi un accordo con il quale si ritirano promesse elettorali folli che mettono a rischio l’Italia. E poi serve un piano di approvvigionamento serio: ci mancano 5 miliardi di metri cubi di gas se la Russia ferma tutto. Quel gas può arrivare solo dal rigassificatore di Piombino: si può fare solo lì è realizzabile in tempi brevi. Se investiamo soldi adesso per mitigare le bollette, è altrettanto vero che non possiamo mettere miliardi di euro su promesse assurde o i mercati si spaventano e creiamo uno tsunami delle bollette e finanziario. Ma nessuno si siede al tavolo perché vorrebbe dire a Draghi, che hanno sfiduciato, che deve intervenire. Chi venisse da Marte penserebbe di essere arrivato in un Paese di matti.

 

Cosa non le piace di questa campagna elettorale?

Di questa campagna elettorale mi piace poco l’assenza di un confronto e trovo sbagliato che Letta voglia parlare solo con la Meloni. O stai di qua o stai di là. Quello spirito repubblicano che ha invocato tante volte Draghi e che secondo me è importantissimo, è come se si fosse dissolto.  In ultimo, un pensiero sul degrado culturale: “Eravamo occupati a parlare di fascisti e comunisti e siamo diventati ignoranti”.

Andrea Parisotto

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