I corsivi di Virginia - 11 novembre 2025, 16:45

Non esiste la pillola magica

Scegliere la longevità senza farsi ingannare

Non esiste la pillola magica

Viviamo in un’epoca in cui i social trasformano la salute in vetrina: foto patinate, prima-e-dopo perfetti, claim “clinicamente provato” scritto in grassetto bello grande.

Psicologicamente, quando soffri (dolore cronico, insonnia, stanchezza inspiegabile) o temi l’invecchiamento, il cervello cerca scorciatoie: desideri un’unica soluzione rapida, indolore, definitiva. È umano. Ma è proprio qui che attecchisce il marketing ostentato: si appropria di parole scientifiche (“epigenetica”, “infiammazione”, “detox”), promette risultati universali e azzera i dubbi con “testimonianze” selezionate e semplificazione estrema con “la causa è una sola, la soluzione è una sola”

La realtà biologica è l’opposto: multifattorialità. Dolore, energia, peso, umore, invecchiamento biologico dipendono da reti di fattori — genetici, epigenetici, ormonali, immunitari, comportamentali, ambientali. Per questo, non esiste una pillola sola valida per tutti.

Il principio chiave della medicina più solida oggi punta a personalizzare su tre livelli: ascolta la persona con la sua storia clinica, farmaci, comorbidità, aspettative, valori; fa eseguire esami mirati quando utili, come i test genetici o di espressione (non “DNA show” generici), biomarcatori di infiammazione/stress ossidativo, profili ormonali e metabolici e analizza lo stile di vita come sonno, alimentazione, attività fisica, stress, lavoro, relazioni, esposizioni ambientali.

La personalizzazione significa sequenziare gli interventi (non tutto e subito) e misurare gli effetti con follow-up: si integra ciò che serve e si elimina ciò che non porta beneficio, evitando sovratrattamenti.

Un professionista strutturato non propone una lista della spesa di trattamenti, ma costruisce un percorso che includa una anamnesi profonda, un esame obiettivo rigoroso e revisione esami pregressi, imaging come TAC o altre metodiche che si usano con criterio e discussione tra più specialisti per ridurre la soggettività’ dell’analisi. In ultimo ma molto importante consapevolizzare la persona con obiettivi funzionali misurabili come camminare 30’ senza dolore, attività’ fisica progressiva dormire 7/8 ore, ridurre farmaci qualora fossero inutili, alcool e fumo, gestire lo stress, connessioni sociali.

“Longevità” non è vivere per sempre, ma vivere più a lungo in buona salute. Se un post social ti fa sentire che stai sbagliando tutto e che basta comprare X per diventare “nuovo”, fermati. La tua salute non è un tunnel di marketing. È un progetto artigianale su misura, cucito con pazienza da te e da professionisti che sanno dire “non lo so”, “non ti serve”, “proviamo, ma misuriamo. .Non esiste una pillola sola magica. Esiste un cammino personalizzato, fatto di scelte consapevoli, approcci medici integrati e misurabili, e della libertà — finalmente — di capire a chi affidarti.

Cannabis, medicina neurale, medicina funzionale e cocktail infusionali di vitamine e aminoacidi dette VTherapy sono gli approcci “hype” che ci appaiono continuamente sui social.

Un percorso serio parte sempre dalla tua storia: chi sei, cosa senti, cosa ti fa soffrire, cosa speri di ottenere.

Un medico preparato non ti guarda trenta secondi per poi venderti un pacchetto preconfezionato: ti dedica tempo, ti fa domande, ti ascolta davvero.

Facciamo chiarezza con il Dott Luca Ferrero, specializzato in Anestesia e Rianimazione, riferimento importante a Torino per il suo team multidisciplinare con cui affronta il percorso di ogni paziente, nel suo Centro ARS Medica in Crocetta a Torino. Perché ne scrivo? Per la sua etica, comprensione, empatia. Perché mi ha insegnato come aprire gli occhi, come capire senza farmi abbagliare e per il suo modo di ascoltare. Pochi ascoltano il paziente e questa e’ una grande verità’. E lui ascolta davvero ! 

Dott. Luca Ferrero da dove iniziamo a parlare sul tema che stiamo affrontando della Longevità miracolosa? 

“Bisogna partire dall’ascolto del paziente. E questo, in un mondo dove tutti parlano e nessuno si prende il tempo di capire, è già una rivoluzione. Inoltre, oggi più che mai, infatti, le persone cercano risposte. Le vogliono veloci, semplici, possibilmente confezionate in un flacone colorato o in una flebo da 30 minuti”.

Perché oggi è così facile farsi ingannare dalla falsa pubblicità sulla salute?

“Perché le persone soffrono. Chi ha dolore cronico, insonnia, stanchezza, ansia, chi ha paura di invecchiare… vuole speranza. E il marketing questo lo sa. Quello che vediamo sui social sono soluzioni “prêt-à-porter” che promettono miracoli: infusioni che ringiovaniscono in mezz’ora, integratori che curano tutto, test genetici che rivelano segreti magici. Peccato che la biologia non funzioni per slogan. La salute non si compra. Si costruisce.”

Lei lavora nella gestione del dolore e in percorsi di longevità. Da dove si inizia davvero?

“Si inizia dalla persona, non dal trattamento. Io voglio sapere come dorme, cosa mangia, che lavoro fa, cosa teme, cosa desidera e quali terapie ha provato. Voglio avere un quadro completo. Il dolore, così come l’invecchiamento biologico, non è mai il risultato di una sola causa. È sempre una rete. Rete. È una parola che dico spesso mentre parlo e spiego.. Una rete vuol dire incastri, connessioni, relazioni. Molto lontano dall’idea di “prodotto che risolve tutto”.

 

E le terapie oggi più di moda? Cannabis, infusioni EV, medicina neurale…funzionano davvero?

“Sono possibilità, non scorciatoie. La cannabis terapeutica può aiutare nel dolore neuropatico, nell’insonnia, in alcuni disturbi d’ansia. Ma va titolata con precisione e seguita con continuità. La medicina neurale può essere utile in casi specifici, ad esempio quando una cicatrice mantiene attiva una zona di irritazione nervosa. La medicina funzionale porta spunti interessanti, ma va filtrata: niente esami inutili o integratori a cascata. Le infusioni endovenose? Servono solo se c’è un’indicazione chiara, documentata. Non per moda. Non è che se una cosa è bella su Instagram allora migliora l’infiammazione. Magari fosse così.”

Cosa rende pericoloso il marketing miracolista nella longevità?

“La sua capacità di far sentire le persone sbagliate. Come se l’invecchiamento fosse una colpa. Come se non dormire una notte, non avere l’energia perfetta o avere un dolore cronico significasse essere difettosi. E allora si comprano soluzioni rapide, pensando che basterà quello. Ma spesso porta solo delusione, soldi sprecati e, cosa peggiore, ritardi nelle cure che servirebbero davvero: io voglio che le persone tornino a fidarsi del loro corpo e del buon senso.”

Lei parla spesso di percorsi personalizzati. Cosa significa davvero?

“Significa che io non ho una terapia per tutti. Ho strumenti, competenze e tempo. Il resto lo fa la persona. Si parte da un’anamnesi profonda: storia medica, stile di vita, sonno, alimentazione, stress, attività fisica, esperienze traumatiche. Poi si fanno esami mirati — mirati, non a caso — incluso, quando serve, qualche test genetico. E da lì nasce un percorso che integra ciò che serve: terapia del dolore, riabilitazione, nutrizione, cannabis, neurale, mental health, movimento, abitudini. Un passo alla volta. Il benessere, quello reale, per ognuno di noi nasce da un terreno molto più complesso e umano: ascolto, diagnosi, comprensione, tentativi, errori e aggiustamenti. Chi promette miracoli lo fa perché’ gli conviene, non perché’ funzionano”. 

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Virginia Sanchesi

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