"Fino ad oggi (Askatasuna ndr) è stata terra di delinquenti, ben venga che ci siano oggi le forze dell'ordine a presidiare l’area, proprio per riportare quella legalità e quella serenità che è mancata per troppo tempo". A dirlo è Elena Chiorino, vicepresidente e assessore all’Istruzione della Regione Piemonte, in risposta alle lamentale da parte del quartiere Vanchiglia sulla presenza delle forze dell’ordine nell’area di corso Regina Margherita a Torino, teatro nei giorni scorsi dello sgombero del centro sociale di corso Regina Margherita.
La chiusura delle scuole nel giorno dello sgombero
Proprio in quell'occasione, il 18 dicembre, era stato impedito l'ingresso ai plessi limitrofi con una comunicazione arrivata in molti casi la mattina stessa e che aveva di fatto rimandato a casa 400 alunni e 80 docenti, a due giorni dalla chiusura per le vacanze natalizie.
Erano state chiuse le scuole dell'infanzia Rodari e la primaria Fontana di via Buniva, oltre al nido "Il Giardino delle Fate"di via Balbo. Tutte tornate in aula ieri, 7 gennaio, dopo due settimane in cui il presidio di polizia attorno all'immobile di corso Regina Margherita 47 è sempre stato attivo.
Merenda di ieri pomeriggio in via Balbo
Nonostante la parziale riapertura delle vie per garantire l'accesso agli istituti permane il malcontento del quartiere. Il Comitato Vanchiglia Insieme ieri pomeriggio ha lanciato l'appuntamento per una merenda in via Balbo, proprio nell'accesso alle spalle di Askatasuna.
"Questo quartiere - aveva dichiarato il comitato riportando il malcontento attraverso una missiva inviata al Prefetto - deve tornare ad essere non militarizzato. La scuola deve rassicurare, non spaventare: se i bambini hanno paura, non è sicurezza".
Chiorino: "Militarizzazione necessaria"
Ma la risposta di Chiorino resta netta. Per l’assessore, l'intervento era necessario, così come il presidio: "La militarizzazione in questo momento è necessaria – afferma – per garantire la sicurezza oggi e costruire la tranquillità di domani".
Pentenero (PD): "Chiorino dismetta il ruolo di ultras"
Le dichiarazioni dell'assessore non sono piaciute alla sponda di minoranza di Palazzo Lascaris che la accusa di essere inadeguata per il ruolo istituzionale che rappresenta.
"Amministrare vuole dire provare a lavorare per connettere le forze del territorio - è il commento di Gianna Pentenero, presidente del gruppo regionale del PD in consiglio regionale - vuol dire sostenere un patto per la legalità proprio come ha fatto l’amministrazione torinese. Accordo che invece di essere picconato dalla giunta regionale, poteva diventare un segnale di attenzione per quel quartiere, oltre a essere una sperimentazione importante e unica sul panorama nazionale".
Sul caso è intervenuta anche Alice Ravinale, capogruppo regionale di Avs. "La destra è ormai chiaramente prigioniera dei suoi fantasmi: parlare di "legalità e sicurezza" in Vanchiglia vuol dire non averci mai messo piede - così Ravinale -. Vanchiglia è traumatizzata da quanto sta avvenendo, dal dispiegamento abnorme di forze dell'ordine per presidiare un edificio vuoto così come dalla perdita di uno spazio importante per la comunità quale è Askatasuna. L'assessora all'istruzione farebbe meglio ad ascoltare la comunità scolastica, oltre 400 famiglie e 80 insegnanti, che si trova alle prese con degli assurdi checkpoint per entrare e uscire da scuola, e a preoccuparsi del benessere innanzitutto di bambini e bambine, che non possono e non devono essere danneggiati da questo teatrino securitario".





