Quanti controlli e quali sono le condizioni di sicurezza nei locali di Torino, dopo la strage di Crans Montana. A sollevare la questione il consigliere comunale del Pd Tony Ledda, con un'interpellanza discussa ieri in Sala Rossa. L'esponente dem ha sollecitato il Comune per sapere se ci fosse una mappa aggiornata di discoteche, pub e bar aperti al pubblico nel capoluogo, così come le attività di verifica svolte.
8 provvedimenti di revoca
A seguito dei controlli nei locali, a Torino negli ultimi cinque anni sono stati "adottati 8 provvedimenti di sospensione/revoca" dell'attività. Numeri forniti dall'assessore al Commercio Paolo Chiavarino, durante la risposta in Consiglio Comunale. Dal punto di vista degli obblighi, ha poi aggiunto, il "gestore è tenuto ad effettuare la manutenzione periodica su impianti antincendio, elettrici e speciali nonché a fare le verifiche previste dalla legge".
Le problematiche
Durante l'ispezione della Commissione di Vigilanza all'interno dei locali di Torino sono state trovate le seguenti problematiche: modifiche dei luoghi senza autorizzazione; carenze nei dispositivi di sicurezza; presenza di materiali non ignifughi; vie di fuga ostruite da materiali vari; generale carenze dei rinnovi delle certificazioni; sostituzione degli arredi con altri nuovi.
La criticità più frequente è il superamento della capienza autorizzata. Dal punto di vista ispettivo, il Comune insieme agli enti aveva già deciso di intensificare i controlli a novembre 2025, prima della strage di Crans Montana. A finire nel mirino degli accertamenti i locali con una capienza superiore alle 200 persone, ma anche quelli più piccoli.
Il commento
"La prevenzione - ha replicato Ledda - non può mai essere data per scontata".
"Abbiamo il dovere di mantenere alta la vigilanza e promuovere ogni misura utile, affinché Torino resti una città viva ma anche sicura, soprattutto per i giovani che frequentano questi luoghi" ha concluso il consigliere del PD.





